Un travolgente Cesena suona il liscio alla Juventus

Cesena-Juventus (1)
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BIANCONERO VINTAGE –  Trionfo alla Fiorita: il Cesena batte 2-1 i Campioni d’Italia. E’ la prima storica sconfitta della Juventus in Romagna

Domenica 21 marzo 1976 si gioca la 22^ giornata del campionato di Serie A, la settima del girone di ritorno. Il Cesena è reduce dalla sconfitta contro il Perugia e si appresta a giocare la partita più importante, come una finale: il Cesena e la Juventus devono vincere perché un pareggio sarebbe troppo poco per le rispettive classifiche. La Juventus sa che lo scudetto passa da Cesena e il Cesena sa che se non fa punti addio Coppa UEFA. Il Presidente Dino Manuzzi, in attesa dell’importante sfida, carica l’ambiente: “noi vinciamo e mi dispiace per Boniperti che deve incontrare il Cesena!”. La Juventus finora ha giocato due volte alla Fiorita ed ha sempre vinto e probabilmente pensa … non c’è due senza tre!

Le formazioni

Mister Carlo Parola non ha bisogno di inventarsi qualcosa per questa importante sfida e fa scendere in campo questa formazione: Zoff, Cuccureddu, Tardelli, Furino, Spinosi, Scirea, Damiani, Causio, Gori, Capello, Bettega. A disposizione: Alessandrelli, Altafini e Gentile. La Juventus non ha bisogno di presentazioni, ha lo scudetto sul petto, comanda la classifica e tiene a 5 punti di distanza i cugini del Torino. Scorrendo la formazione, si notano però le assenze di Anastasi e di Savoldi II, detto “Titti”,  il grande fantasista ex  Cesena.

Pippo Marchioro all’andata ha già messo le briglie alla Juve, imponendo il suo gioco ed ottenendo un clamoroso 3-3! Oggi ha bisogno di dinamismo e, non avendo ancora disponibili Bittolo a centrocampo e Mariani in attacco, studia un assetto insolit,o inserendo tutti i suoi corridori: Ceccarelli sulla fascia in marcatura, Zuccheri in mediana, Festa in marcatura a centrocampo e Rognoni sulla fascia destra; infine, piena fiducia in attacco alla coppia Bertarelli-Urban. I bianconeri entrano dunque sul campo della Fiorita con questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Rognoni, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Festa, 11 Urban. A disposizione: 12 Venturelli, 13 Zaniboni, 14  S. Petrini.

La partita

È il primo giorno di primavera, splende il sole, ma la temperatura è comunque frizzantina. Il terreno di gioco della Fiorita è in ottime condizioni. Arbitra il Sig. Serafino di Roma. Le squadre entrano in campo con le seguenti divise: il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri; la Juventus in completa tenuta blu con bordi bianco neri. Lo stadio tutto bianconero è uno spettacolo nello spettacolo!

Mentre tutti gli sportivi romagnoli sono intenti a seguire le gesta dei loro beniamini, i primi dieci minuti scorrono velocemente, senza tante emozioni. Al 11’ la partita però si infiamma: la “volpe” Damiani sfugge al controllo di Ceccarelli con astuzia e velocità, aiutato anche dall’incerto arbitro Serafino che lascia correre sul presunto fallo chiesto da Ceccarelli, con ampie falcate alla sua tipica maniera si trova al vertice destro dell’area cesenate; quando entra due passi dentro l’area lo affronta Cera, ma il capitano non fa in tempo ad intervenire perché improvvisamente il 7 juventino scoglia un bolide in diagonale che sorprende Boranga, forse coperto dallo stesso Cera. La palla finisce in rete, dando un grosso dispiacere a tutti i tifosi di parte cesenate. Sembra fatta per gli uomini di Parola visto che col passare dei minuti la Vecchia Signora si accontenta di vivere di rendita nella sue metà campo, portando in zona arretrata anche qualche elemento offensivo, magari per spedirlo saltuariamente in cerca di gloria in contropiede. Davanti a tale atteggiamento, i romagnoli cercano di riequilibrare l’incontro e premono sempre di più e allo scadere del tempo arriva la grande occasione: Rognoni, oggi tra i migliori in campo, supera sulla destra Tardelli e pennella un cross per lo smarcato Urban, la cui posizione è ottimale in prossimità dell’area della porta difesa da Zoff, ma la punta bianconera non riesce di testa a chiudere la traettoria e la palla finisce a fondo campo. Il primo tempo si conclude con il meritato vantaggio juventino.

Nella ripresa il copione cambia radicalmente, il Cesena è una squadra carica che mostra chiarezza di idee, forza e continuità capaci di sorprendere e addirittura mettere alle corde la Juventus. Sono passati solo tre minuti quando Rognoni conquista palla sulla fascia sinistra, supera Damiani e va sul fondo, poi crossa in mezzo dove tra una selva di gambe spunta quella di Bertarelli che con la complicità di Spinosi batte Zoff e fa 1-1! Subito dopo però si vede il piglio e la cattiveria della grande squadra e la Juventus va vicina ad un nuovo vantaggio: Causio batte una punizione dalla fascia destra, Gori di testa anticipa Danova, ma per fortuna del Cesena la palla passa un metro fuori dal palo sinistro di Boranga. La partita è nella fase di massima intensità, le due squadre cercano di passare in vantaggio, la Juventus con il mestiere, il Cesena con il dinamismo. Al 60’ volata di Urban, sempre sul lato sinistro, che supera il disorientato Cuccureddu e mette la palla al centro dove puntuale si avventa in piena corsa il duo Spinosi-Bertarelli. La palla a mezza altezza carambola sul petto del centravanti e cade a terra, a poca distanza da Zoff, Bertarelli però è molto reattivo ed allunga la gamba, anticipando il portiere delle Nazionale. Cesena Juventus 2-1. Spinosi protesta e mima all’arbitro che Bertarelli ha portata avanti la palla con il braccio, ma l’arbitro convalida.

Due parole su Bertarelli, tenace, quasi commovente nella sua lotta indomita alla ricerca del completo riscatto dopo che per lungo tempo è stato criticato con regolarità esasperante. Ma lui non si è demoralizzato, anzi, dai giudizi negativi ha recuperato la forza per emergere e adesso sta cogliendo i frutti di una lotta durissima, realizzando quella rivincita sognata ed inseguita per mesi.

Manca però ancora mezzora e la Juventus con rabbia si scuote. Damiani, Causio e Bettega ci provano in tutte le maniere, ma la difesa del Cesena resiste. A 11 minuti dalla fine arriva una grande occasione per il pareggio: Damiani, sempre lui, si avvicina alla lunetta dell’area cesenate ed in corsa tira a rete, la palla viene smorzata dal contemporaneo intervento di Cera e Ceccarelli, ma arriva comunque forte e con uno strano effetto verso la porta; Boranga si tuffa, ma non trattiene il pallone che arriva sui piedi di Causio, ad appena tre metri dalla linea di porta, il quale calcia a botta sicura; i tifosi Juventini gridano al gol e mandano nella disperazione quelli cesenati, ma succede l’incredibile… Bettega, nel tentativo di togliersi dalla traettoria, colpisce la palla con il tacco e da vero difensore la allontana sotto gli occhi dell’incredulo Danova, posizionato sulla linea di porta. Causio si dispera e così la Juventus, che vede materializzarsi la sconfitta. Arriva infati il triplice fischio ed è tanta gloria per il Cesena! E’ bastato un tempo ai romagnoli per far saltare il più piano tattico juventino, scardinato con un’azione ficcante ed irresistibile. Poi la Juventus, per cercare la vittoria a tutti i costi, si è aperta ed è stata trafitta da Bertarelli.

Cesena-Juventus

Il commento

Nel dopo partita ai microfoni dei cronisti è ricercatissimo mister Marchioro che dichiara: “una squadra con tale diversità e con tale varietà di schemi come la Juventus potrà accusare delle battute d’arresto, ma resterà capace di cogliere traguardi molto importanti. Nel Cesena, c’è una base ben solida che promette di risolvere le situazioni ed anche i momenti più difficili, su tale forza facciamo leva per guardare senza timore alcuno al nostro futuro!”. Rincara la dose Capitan Cera: “pochi potevano fermare la Juventus, quest’anno. C’è riuscito Il Cesena, dimostrando che quando schiacciamo l’acceleratore nessuno tiene il nostro passo”.

Come al solito, il capolavoro del Cesena nasce da una precedente sconfitta, ma domenica c’è il derby con il Bologna in trasferta… Oggi è stata scritta una pagina di storia, ma chiedere al Cesena  di essere sempre quello del secondo tempo anche contro il Bologna, sarebbe indubbiamente troppo, anche se lo speriamo!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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