Cesena, se non puoi sfondare, aggirali! A lezione dalle Termopili

Cesena-Gubbio
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OPINIONI DI UN DIVANO – Alla prima di campionato del Cesena, il Divano ha già finito la pazienza e ricorda i tempi delle Termopili e del ’68

Con il passare del tempo, tutto si affievolisce. Ve ne accorgerete quando sarete più avanti negli anni. Fra le tante cose che mi si sono affievolite, c’è anche la pazienza, dote di cui sono geneticamente privo, secondo i miei detrattori, o carente, secondo i più benevoli. Confesso che ho seguito le appassionanti vicende societarie e di mercato solo tramite Cesena Mio e la chat redazionale, ammirato dalla conoscenza che i miei amici hanno di tutto l’orbe terracqueo del calcio di ogni categoria. Il che mi costringe a chiedermi ancora una volta: “Che cavolo ci faccio io qui?”. Preferisco non rispondermi, grato e stupefatto dall’interesse che da anni un manipolo di eroi riserva comunque alle mie cazzatelle.

LA “PRIMA” DEL DINO MANUZZI
Era domenica sera e, come molti di voi, ho assistito, vagamente speranzoso dopo la buona prestazione di Coppa Italia, alla Prima del Campionato. Lo so, non è come la Prima della Scala o la Prima della Serie A, ma per noi malati di Cavalluccio ha un valore nettamente superiore. Ricordo (e spero che la memoria non si sia ulteriormente affievolita) il Cesena dello scorso anno. Magari pasticcione, ma vivo e volitivo, con la voglia di comandare in campo, con schemi interessanti, giovani ardimentosi e fantasisti di lusso per la nostra piccola compagine. Cosa è rimasto di quella squadra lo abbiamo purtroppo dovuto verificare in Cesena-Gubbio. Poco. Niente. Ma dai, è solo la prima – mi dicono i più saggi. Ve lo avevo già detto che la pazienza si affievolisce alla mia età? Ma non è mica lo zero a zero, il punto in casa contro un Gubbio qualunque (improvvisamente promosso a squadra temibilissima), quello che mi ha avvilito. E’ il fatto che, se non era per San Nardone e per San Palo del Manuzzi, nemmeno quel punto avremmo garavellato.

LA FELICITA’ DEI “CINGHIALISTI”
Ora, io sono veramente contento per i miei amici “cinghialisti”, adoratori del calciorugby, che ci siamo liberati dei fantasisti Di Gennaro, Russini, ecc… Veramente delle zavorre, concordo, leziosi e inadeguati al calcionato (spettacolo che si basa su bava, sudore e tibie verdognole). Però vorrei sapere da chi guida la baracca, qual è il piano B. Nel calcio si può anche puntare tutto sullo sfondamento, sul pedalare, sugli spatassoni, ma se dall’altra parte il muro non cede alle testate, qualche cosa bisognerà pur inventarsi. E chi lo fa? Il nostro eretico preferito, il signor Max, ha già detto molto e molto bene (vedi Nell’ardente speranza di essere smentito da Zebi).

IMMORTALI, MA SE NON ERA PER IL PASTORE…
Io aggiungo solo un ricordo lontano lontano. Le Termopili. I nostri erano 300 spartani, un po’ di tespiesi e poco altro. Dall’altra parte, decine e decine di migliaia di guerrieri agli ordini del Re dei Re, fra cui i famosi Immortali.  Forse lo sapete già, ma per due giorni i nostri resistettero nelle gole delle Termopili, facendo strage di persiani, che attaccavano a testate, cercando inutilmente di sfondare il manipolo di resistenti greci. Il terzo giorno gli asiatici, nonostante la manifesta superiorità di numero, riuscirono a vincere la battaglia solo grazie a una merdaccia, il “simpatico” pastore Efialte, che li condusse attraverso un percorso sulle montagne che nemmeno i generali greci conoscevano, facendoli sbucare alle spalle degli Spartani.

LA FANTASIA E’ CONCRETEZZA
Capito l’antifona? Se non sfondi dritto per dritto, se i tuoi schemi sono prevedibili, serve il pensiero laterale, l’invenzione, l’inaspettato. Quando ero giovane, si correva gridando “La Fantasia al Potere”, “Corri compagno, il vecchio mondo è dietro di te”. La fantasia non è andata al potere, ma il mondo non è mai stato più lo stesso, anche se gli altri erano di più e molto più grossi. E allora, la Fantasia è veramente così disprezzabile e inefficace? Mentre scrivo queste sciocchezzuole, mancano ancora alcune ore alla fine del mercato e non so cosa succederà. So che ho già nostalgia della squadra dello scorso anno. Spero che non aumenti. E che non ritorni presto l’Era del Cinghiale Bianco (ciao Franco, R.I.P.).


Immagine tratta dal sito corrieredellumbria.corr.it

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