Il Cesena ferma l’Inter e conquista un punto prezioso

Cesena-Inter Serie A
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BIANCONERO VINTAGE – A Cesena, la grande Inter di Suarez non va oltre uno 0-0 un po’ noioso contro i bianconeri di Bersellini che si godono il punticino

Domenica 8 dicembre 1974, 9a giornata di campionato. Il Cesena alla Fiorita aspetta l’Inter. Assetato di punti, lo squadrone nerazzurro cerca la vittoria in Romagna, ma i bianconeri non tremano. Il Cesena contro il Varese (vedi Nonostante 89′ in inferiorità numerica, un eroico Cesena ferma il Varese) ha combattuto ed ottenuto un bel punto, ma l’arbitro ha fatto la differenza e proprio la giacchetta nera è un triste ricordo della prima partita dell’Inter alla Fiorita.

Le formazioni

I due mister, Luis Suarez e Eugenio Bersellini, nel pre-partita hanno dichiarato che entrambe le formazioni giocheranno per vincere. I nerazzurri si presentano a questa partita difficile con una formazione ancora da definire, ma dall’altra parte anche Bersellini deve risolvere diversi dubbi in quanto non può contare sugli squalificati Festa ed Ammoniaci e sull’infortunato Zuccheri. Finalmente i giocatori dell’Inter escono dal tunnel, ed entrano in campo con questa formazione: Bordon, Giubertoni, Facchetti, Scala, Catellani, Bini, R. Rossi, Mazzola, Boninsegna, Moro, Nicoli. Rimangono a disposizione in panchina Vieri, Cerilli e Bertini. La squadra di mister Bersellini è ricca di novità e scende in campo con questa formazione: 1 Galli, 2 Ceccarelli, 3 Danova, 4 Brignani, 5 Zaniboni, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Catania, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Bordon. A disposizione in panchina 12 Boranga, 13 Dragoni, 14 Toschi che entrerà al 15′ del secondo tempo in sostituzione di Bertarelli.

La partita

La giornata è fredda con il terreno della Fiorita in ottime condizioni, arbitra il Sig. Gianluisi di Barletta. Le squadre si presentano con le divise classiche. L’Inter in maglia nerazzurra a righe verticali e pantaloncini neri, mentre il Cesena con maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Purtroppo è stata una partita noiosa che ha lasciato delusi i presenti. Bisogna aspettare il 33’ per avere il primo sussulto grazie ad un’iniziativa di Rognoni. Con la solita falcata taglia in diagonale il campo ed appena in prossimità dell’area avversaria lascia partire un bolide che sfiora la traversa. Lo scampato pericolo scuote gli interisti che iniziano a creare un discreto forcing, dando vita ai 10 minuti più belli dell’incontro: Mazzola in posizione da trequartista serve Boninsegna, che protegge la palla e la porge al terzino Facchetti che con una stangata fa volare Galli. Il portierone bianconero devia da campione in calcio d’angolo. Sempre l’estremo difensore bianconero in evidenza al 37’, che sventa con un colpo di reni una punizione ben tagliata da Moro; sempre Moro al 39’ si vede respingere di piede da Galli un insidioso rasoterra, con la palla che si impenna e per fortuna del Cesena Boninsegna non riesce a coordinarsi per colpire di testa e l’azione sfuma. Al 41’ sconforto dei tifosi bianconeri, quando Moro servito da Boninsegna in area bianconera con un bel diagonale riesce ad infilare la palla nell’angolo lontano dove il pur bravo Galli non può arrivare.  È il possibile vantaggio, ma l’arbitro fischia un fallo di Bonisengna che ha ostacolato Danova. Il Cesena non sta a guardare: al 43’ Catania ci prova da fuori area ed impegna il portiere nerazzurro Bordon che para in due tempi. Si rimane sullo 0-0 e si va negli spogliatoi. Alla ripresa del gioco si verifica solo una fiammata di Bertarelli, ma oltre al fatto che entra Toschi al suo posto, niente altro da segnalare: 0-0 ed un punto per uno.

Il commento

Una partita dominata dalla paura di perdere con il gioco stagnante a centrocampo, tanta confusione di idee da ambo le parti. Sono mancati i campioni più attesi come Mazzola fra gli interisti e Rognoni fra i bianconeri che avrebbero potuto creare lo scompiglio nelle difese avversarie e servire qualche palla giocabile da trasformare in rete ai centravanti Boninsegna e Bertarelli. Invece solo accademia e passaggi in appoggio ai compagni di squadra a centrocampo, senza mai fare la differenza. Peccato anche per qualche fischio piovuto dagli spalti da parte del pubblico deluso per il mancato spettacolo della partita. Al coro dei delusi risponde il presidente Manuzzi: “Con Festa ed Ammoniaci avremmo avuto più spinta, ma il Cesena non ha demeritato e davanti ad una “grande” come l’Inter ha fatto vedere il suo carattere e la grinta che rappresenta questa terra!”. Ai tifosi piacerebbe sempre vincere: Il Cesena non ha perso e quello che conta è che abbia mosso la classifica. Un punto è “tanta roba” se si pensa al valore dell’avversario. Domenica prossima si va a Vicenza per la sfida che ancora divide i sostenitori romagnoli: l’ex Savoldi II contro il sostituto attuale Rognoni. Sfida nella sfida: questa trasferta sarà una battaglia e noi tutti pronti a gridare fino alla fine “Forza Cesena!”.


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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