Da “Il Cesena di Dino”: Mario Frustalupi

Mario Frustalupi
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BIANCONERO VINTAGE – Nel 1976, il Cesena conquista una storica partecipazione alla Coppa UEFA anche grazie a Mario Frustalupi, un centrocampista fortissimo

Chi come me lo ha visto giocare alla Fiorita, ha un ricordo di questo grande campione ancora vivo, ma soprattutto quando si parla di Frustalupi la memoria si spinge direttamente alla conquista di un posto in Coppa UEFA, il massimo traguardo raggiunto nella storia del Cesena. Non mi dilungo nel dire chi era, cosa ha fatto, cosa ha vinto, ma nella mia memoria lo vedo ancora giocare con l’Inter contro il fortissimo Ajax di Cruijff, nella finale di Rotterdam; lo rivedo esultare con la Lazio Campione d’Italia e lo vedo giocare alla Fiorita e correre incontro alla Curva Mare! Vorrei onorare la sua memoria, ritornando al campionato 1975/76, quando ha indossato la casacca bianconera del Cesena proveniente dalla Lazio, in cambio di Ammoniaci e Brignani.

Solo il grande mister Maestrelli contrastò questo scambio che si rivelò un grande errore per la Lazio e fece invece la fortuna del Cesena. Infatti la storia recita che un gruppo di uomini fantastici, in particolare su tutti mister Marchioro, capitan Cera, la bandiera Ceccarelli, il geniale Rognoni e grazie proprio allo stesso Frustalupi, il Cesena fece un campionato sopra le righe e si piazzò al 6° posto, conquistando così una storica qualificazione in Coppa UEFA. La Lazio invece riuscirà a salvarsi soltanto all’ultima giornata di campionato. Con la maglia del Cesena, nei due campionati disputati in Serie A, quello 1975/76 del trionfo e quello successivo del 1976/77 che si concluse con la retrocessione in Serie B, anche se, proprio qui in Romagna, Frustalupi fece vedere il suo grande talento. Come capitan Cera, dimostrò che i “vecchietti” potevano essere capaci di fare grandi cose, giocando a livelli eccelsi e incantando le platee divenendo idoli anche per i tifosi bianconeri.

Purtroppo il 14 aprile 1990, per la Pasqua, a bordo della sua auto Frustalupi ha perso la vita in un tragico incidente stradale presso Ovada e quella notizia ha toccato in maniera particolare il mondo del calcio ed è rimasto un vuoto incolmabile. Per ricordare questo grande atleta ecco una pagina del mio primo libro “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, che descrive una pagina di storia del Cavalluccio.

“[…] a parlare era proprio lui, il mister Marchioro. “Mister è un onore essere in collegamento con lei, ma quel Cesena perché era così forte?”. “La principale caratteristica era l’umiltà, la voglia di crescere e ascoltare chi come me doveva metterli in campo… Ah! Già… grande merito lo ebbero campioni come Boranga, Cera, Frustalupi, Rognoni che con il loro esempio di diligente applicazione si portarono dietro i giovani e i meno giovani! Insomma diventammo una vera grande squadra!”. “Era l’unico segreto o c’era dell’altro?”. “È fuori da ogni dubbio! Nuova mentalità calcistica e non più i ruoli, ma l’applicazione di un gioco corale che coinvolgesse tutta la squadra: quando avevamo la palla eravamo 11 attaccanti in campo e quando la possedevano gli avversari, diventavamo 11 difensori. Tutto questo diventava possibile con una grande preparazione atletica grazie a un metodo da me studiato e definito ‘circuit training’. Le ore di allenamento erano alternate fra esercizi di forza e esercizi di agilità ma, soprattutto, i calciatori dovevano acquisire un nuovo ritmo e una maggior velocità che, in quell’epoca, mancava ancora al calcio italiano. Come riferimento ero affascinato dalla grande Olanda di Krol, Neskens e a livello di club dall’Ajax di Cruijff e Rep. In conclusione nuova mentalità, nuova tattica e maggior dinamicità. […]”.

Noi tutti possiamo con orgoglio affermare: Mario Frustalupi un mito con la maglia del Cesena!

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