“Vogliamo festeggiare una vittoria in casa !”

Cesena-Modena
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CRONACHE DEL SETTORE O – Il Cesena e i suoi tifosi sono cresciuti, ma la vittoria in casa ancora latita: che si fa? Si va tutti in trasferta?

Che strano il calcio! Proprio nel momento in cui si cominciava ad assaporare e prendere coscienza del reale valore del nostro Cesena … patatrac! Abbiamo perso.

Il Settore O martedì sera era piuttosto gasato, il ritorno di quasi tutti i vecchi effettivi sugli spalti, incentivati dal “mini abbonamento”, al netto delle assenze giustificate, è stato di grande giubilo. Di qualcuno si erano addirittura perse le tracce e invece, toh, eccolo qua. Anche gli altri settori presentavano ampi spazi occupati, molto più delle due precedenti partite casalinghe. Ed anche la curva presentava ampi gruppetti, certo, non sufficienti ad arginare l’avvilente supremazia dei modenesi, ma qualcosa si è pur mosso. Il primo posto in classifica, portato a casa dopo l’ennesima vittoria in trasferta (vedi Un’altra perla di Caturano e vetta conquistata (Eresie ep. 6)), è stato un altro incentivo per tornare al Dino Manuzzi, con tante aspettative.

Nemmeno la società è rimasta a guardare e, come promesso, si è mossa sul mercato degli svincolati: è infatti arrivato Simone Missiroli, reggino di 35 anni e con 492 partite fra i professionisti, metà delle quali nella massima serie, con più di 30 partite giocate in media all’anno negli ultimi 9 fra Sassuolo e Spal, che mai ha giocato in Serie C e che, se nelle migliori condizioni fisiche, sarebbe tanta roba; poi c’è stato il ritorno di Giulio Favale che conosciamo bene, tanta grinta e determinazione dimostrate nello scorso campionato. Infine, c’era un derby, non proprio un Derby con la D maiuscola, ma comunque una di quelle gare in cui la distanza relativa tra le città fa sì che la rivalità tra tifoserie sia particolarmente accentuata. Insomma, una di quelle gare a cui è proibito mancare.

Tutto sembrava scorrere nella direzione giusta, ché al 18′ il Cesena passava in vantaggio con Caturano. Il match era divertente e ce lo stavamo proprio godendo. Almeno fino al 26′, quando Bonfanti ci ha gelati. Vabbé, tutto da rifare. I rovesciamenti di fronte sono continui e il ritmo è molto alto, non mancano duri scontri e nervi a fior di pelle, come peraltro ci si aspetta da un derby. Ma al 65′ arriva la seconda rete dei canarini, che ci stende definitivamente il morale. Altri 30 minuti, contando anche il recupero, non saranno sufficienti per raddrizzare una barca che barcolla ma non affonda.

Ecco, il sunto è proprio questo: il Cesena ha barcollato, ha perso, ma non è affondato e non sono naufragate neppure le nostre velleità. A questo punto c’è la consapevolezza che, sebbene il Modena ci sia sembrato più squadra, i bianconeri non siano da meno: la qualità e la grinta sono cresciute e sono di buon auspicio per il campionato appena partito.

Ad una cosa però il Settore O non riesce a darsi una risposta: perché il Dino Manuzzi continua ad essere terra di conquista e di mezzi passi falsi sebbene, seppur lentamente, i nostri amici tifosi stanno tornando ad occupare gli  spalti e a farsi sentire, cosa che nella scorsa stagione non poteva accadere? Cosa dobbiamo fare per festeggiare una bella vittoria? Andare in trasferta? Chi conosce la risposta è bravo.


Immagine tratta dal sito modenasportiva.it

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