Serie B femminile: colpo di Pinna interrompe l’apnea

Cesena-SanMarino femminile
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… E LE RAGAZZE? – Cesena-San Marino 1-1: “risolta” a tempo scaduto una partita che diventa punto di ripartenza per tutti, mister compreso

Partiamo subito dal fatto che caratterizza l’intera partita tra Cesena e San Marino: Romina Pinna, bomber di razza, taglia a ricevere in sincronia perfetta; palla che arriva, tu per tu con il portiere, scavetto, sfera che sormonta e rimbalzando è già per la via della porta, l’ultimo difensore è battuto; rotolando placida, quasi stanca, varca quella benedetta linea. Gol. 1-1. L’arbitro chiude l’incontro. Tutto è successo poco oltre i 4 minuti di recupero concessi dopo il 90′. A seguire scene di gioia, gaudio, giubilo e genuflessioni con braccia al cielo, in campo e sugli spalti. L’accoglimento della pace e la letizia del suo avvento. Abbracci e baci. Pacche, sorrisi e frasi di circostanza. Tutti avvertiamo finalmente questo sollievo di tipo natalizio che comunque lascia un pizzico di fremito in corpo.

Epperò questo pareggio non è totalmente meritato, sia chiaro. Perché se avesse vinto il San Marino non ci sarebbe stato molto da recrimare. Anzi, sarebbero “volati gli stracci” e qualcuno avrebbe dovuto rendere conto di una nuova prestazione deludente del Cesena. C’è però da rilevare che questa partita ha avuto un copione diverso dal solito, dove noi attacchiamo inutilmente e senza precisione per tutto il tempo. Vi è stata una presa di coscienza delle forze in campo e la loro giusta collocazione in un equilibrio strategico sostenibile.

Infatti, dopo aver preso il gol al 18′ da Jansen, mister Rossi, intelligentemente e finalmente, cambia il modulo per abbassare il baricentro della squadra e allungare il San Marino, attenderlo e attaccarlo. Si è reso conto che continuare a spingere lasciando spazi non recuperabili dalle energie delle nostre ragazze, non avrebbe portato a nulla di buono. E allora modulo a quattro dietro e terzini che non salgono.

Poi, ovvio, sei sotto di un gol e qualcosa si dovrà pure tentare. Saranno allora capitan Petralia e Georgiou a recuperare e a smistare i palloni giusti in mezzo, mentre la duttile Cuciniello viene spostata a fare la centrale sinistra in difesa. Però passa il tempo e non basta. Sei ancora sotto di un gol e oltre a resistere alle bordate in spinta del San Marino, dovrai recuperarlo quel gol… o no? Non puoi continuare ad essere inconsistente. Niente.

E qui passiamo alle dolenti note dell’attacco. Costi si vede che è in via di spegnimento, soprattutto mentale e quando la mente è depressa il corpo la segue. Non ha un appoggio costruttivo in Bernardi che ha assente lo spirito del killer assassino d’area. Non annusa l’aria per capire dove andare a posizionarsi e colpire per fare male. E’ troppo acerba. Va fatta giocare, certo, ma non in questi momenti di “alta pressione” sulla squadra che non gira come dovrebbe. Addirittura potrebbe non essere una esperienza costruttiva per lei. Facile poi rilevare l’enorme differenza all’entrata di Pinna (16’st). Questa esile e bassa ragazza sarda che si muove come una piuma ed ha la freddezza di saltare nell’area piccola l’avversaria e sparare a botta sicura in porta dopo 10′ dal suo ingresso (poi smanacciata di riflesso in angolo).

Ma ancora. Dopo altri dieci minuti, in perfetta sintonia con ciò che ci si aspetta da un attaccante vero, esegue il movimento smarcante per ricevere dall’attentissima Petralia. Salta il portiere e, sola davanti alla porta, si mangia un gol che avrebbe annichilito ogni personalità fragile insieme all’emissione di tutte le sonore maledizioni per ogni zolla mossa di un campo che, come te, non riceve le giuste attenzioni per poter dare il meglio. Poi la guardi e vedi che Romina Pinna, silente, torna a concentrarsi e a fare quello che ha già fatto tante altre volte in partite simili.

E non ho dubbi ad affermarlo, proprio perché poi chiude la partita osando lo “scavetto di DIO” che lascia ancora tanti dubbi sulla squadra, ma non su di lei. La sua esperienza è una risorsa che non può essere tenuta in panchina. Perchè a questo gruppo servono i suoi gol e a Costi una partner con cui fare il bene del Cesena e colossali danni alle avversarie. E’ suo infatti il pallone che arriva ai piedi di Pinna proprio da quella “sincronia perfetta” descritta all’inizio e che mette una rete di salvataggio ad un Cesena in caduta libera.

…arriva il S.S. Natale e il suo lungo periodo di sospensione di campionato, speriamo porti consiglio.

Il tabellino del match

Cesena: Pignagnoli, Cuciniello, Costa (16’ s.t. Simei), Carlini, Pastore, Casadei (41 s.t. Pavana), Franco (16 s.t. Montes De Oca), Georgiou, Costi, Petralia, Bernardi (16 s.t. Pinna).
Panchina: Frigotto, Galli, Monti, Conti.
Mister: Rossi

San Marino: Montanari, Montalti, Marrone, Baldini (27’ s.t. Papaleo), Menin (41’ s.t. Massa), Brambilla, Venturini, Fusar Poli, Jansen, Barbieri (48’ s.t. Alborghetti), Kiamou.
Panchina: Piazza A., Nozzi, Micciarelli, Bortolotti, Groff, Piazza M.
Mister: Conte

Reti: 18’ Jansen (S), 95’ Pinna (C)

Arbitra: Riccardo BOIANI della Sezione di Pesaro
Assistenti: Daljit SINGH della Sezione di Macerata – Simone PIOMBONI della Sezione di Città di Castello.
Ammonite: 38’ Kiamou (S).

Risultati altri campi 12dic2021

Classifica femminile 12dic2021

Prossimo turno 9gen2022

In Women’s Champion’s League, ho il dovere di rilevare l’impresa della Juventus nello stadio delle ragazze del Chelsea. Uno 0-0 che permette loro di guardare con fiducia il superamento del girone affrontando la squadra “materasso” svizzera del Servette nell’ultimo turno. Il catenaccio all’italiana è sempre deprimente da vedere, ma funzionale, anche se non fa bene allo spettacolo-attira-pubblico necessario a questo sport nascente. La Juventus non aveva però molte altre risorse da mettere in campo e intelligentemente e realisticamente ha umilmente espresso la sua massima prova difensiva.


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