Il Cesena domina ma col Torino finisce solo 1-1

Cesena-Torino 1-1
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BIANCONERO VINTAGE –  Un buon Cesena domina contro un Torino da scudetto, ma  l’arbitro impreciso costringe al pari i bianconeri in gran giornata

Domenica 16 febbraio 1975, 18a giornata di campionato. La vigilia per il Cesena non è di quelle tranquille: tutti vogliono la vittoria per riscattare la brutta prova espressa contro la Ternana (vedi Serie A 1974/75: il Cesena è battuto 1-0 dalla Ternana). In più il Cesena vuole riprendere la sua serie di risultati utili per rispettare quel ruolino di marcia che sta ad indicare salvezza certa. Ma la palla è rotonda, non si può mai dire; davanti si trova un Torino in gran forma che tutti decantano come anti Juve per lo scudetto finale. Sicuramente sarà una partita difficile ed il rischio di ricevere una forte delusione è alto, ma al Cesena non mancano cuore e polmoni, con un pizzico di ottimismo staremo a vedere.

Le formazioni

I piemontesi sono guidati dal mister Edmondo Fabbri, un romagnolo che conosce bene l’orgoglio tipico dei romagnoli. Sicuramente il Mondino è confortato da una rosa di prim’ordine, ma stima il Cesena e sicuramente ha preparato con cura la tattica giusta per la sua squadra. Questa la formazione dei granata: Castellini, Lombardo, Callioni, Mozzini, Cereser, Agroppi, Graziani, Mascetti, Sala, Zaccarelli, Rossi. A disposizione in panchina: Pigino, Salvadori, che entrerà al 33’ della ripresa in sostituzione di Agroppi, infine Roccotelli. Il Cesena ha bisogno di rialzare la testa e mister Eugenio Bersellini deve fare ancora i conti con le assenze di Bertarelli, con Catania e Zuccheri non al meglio, ma recupera Festa pronto ad entrare dal primo minuto. In attacco a fianco di Bordon, mister Bersellini pensa di dare una nuova occasione a Toschi sacrificando Urban, nella speranza che la piccola punta possa fare il gol dell’ex. Il Cesena viene schierato con questa formazione: 1 Galli, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bordon, 10 Rognoni, 11 Toschi. In panchina sono presenti 12 Boranga, 13 Catania che entrerà al 38′ del secondo tempo in sostituzione di Orlandi, ed a completare la panchina a disposizione n. 14 Urban.

La partita

Cesena-Torino #1
Ceccarelli colpisce di testa

Giornataccia con pioggia incessante; sembra una maledizione. Il Torino è sempre accompagnato dalla pioggia, come nella storica partita di esordio in Serie A nell’ottobre 1973, acqua a catinelle ed ombrelli aperti! Arbitra il sig. Serafino di Roma.  Le squadre entrano in campo con le divise classiche: il Torino in maglia granata e pantaloncini bianchi ed il Cesena in divisa classica, maglia bianca con bordi e pantaloncini neri. Il Cesena, fin dall’avvio, è pronto a dare battaglia, è palpitante e gonfio di voglia di vincere. Al quarto d’ora del primo tempo il gran gioco sviluppato si concretizza. Orlandi a centrocampo, spostato a destra, con un elegante palleggio si libera di Sala, e si avvicina ad ampie falcate verso l’area granata. La difesa del Torino inspiegabilmente rimane ferma e l’ala bianconera ha tutto il tempo di calibrare un prefetto cross verso Bordon appostato in piena area. Il centravanti anticipa e ruba il tempo al marcatore Mozzini ed incorna di prepotenza: il portiere Castellini si stende per intercettare la sfera, ma la palla viscida e bagnata gli passa sotto il braccio proteso in avanti. 1-0!! La Fiorita esplode. Onore al Cesena per il meritato vantaggio. La pioggia non dà tregua ed il terreno con il passare dei minuti si trasforma in fango, ma il Cesena spinge e va a mille! Anche in svantaggio il Torino rimane chiuso nella sua metà campo e tenta timidamente il contropiede con Graziani che è ben marcato da Ammoniaci. Al 37’ Zaccarelli, recupera una buona palla a centrocampo e vede scattare in profondità i suoi; Ceccarelli vanamente tenta di chiudergli la strada. Senza esitare lancia un prefetto cross in area per la testa di Graziani. Il centravanti, stranamente ha qualche metro di vantaggio ed è lasciato libero, colpisce di testa in corsa e batte imparabilmente il portiere bianconero Galli. Nella ripresa il copione non cambia, il Cesena ha il pallino in mano ed il Torino gioca di rimessa. Nei  primi venti minuti il Torino è sotto assedio e seppure con cautela la squadra bianconera osa ed è un poco sbilanciata in avanti: Cera porta su palloni su palloni, Ceccarelli ed Ammoniaci dalle fasce lanciano continui cross, Orlandi,  Brignani e Rognoni continuano in un estenuante fraseggio, ma non si trova la via del gol. Allo scadere però il Cesena ha la grande occasione: Rognoni si libera un corridoio e lancia in velocità Toschi che taglia in due la difesa granata: è solo davanti a Castellini, ma l’arbitro fischia. Sugli spalti ci si chiede subito cosa ha fischiato: un fuorigioco o fallo inesistente! I sostenitori bianconeri sono infreddoliti ed attoniti dalla decisione inspiegabile del direttore di gara, così cominciano ad inveire ed a lanciare in campo di tutto. Una valanga di cori ed imprecazioni, l’arbitro è nel mirino. Tornata la calma si sente solo il fischio finale. Si chiude il sipario, Peccato!

I commenti

Il Cesena visto oggi avrebbe meritato una sacrosanta vittoria. Il pareggio con il Torino non è giusto, il Cesena aveva bisogno di riscattare la deludente prova con la Ternana ed ha fatto vedere che con il suo gioco, con grinta e determinazione potrà raggiungere una comoda salvezza. I bianconeri hanno però messo in evidenza la mancanza di un bomber, un finalizzatore capace di concretizzare il grande lavoro costruito dal centrocampo. Purtroppo la difesa non ha saputo chiudere le maglie come capita di solito nelle rare occasioni da gol dei granata e Graziani è riuscito a metterla dentro. Negli spogliatoi si percepisce la rabbia per la mancata vittoria, prende il microfono il Presidente Manuzzi: Un risultato accettabile. L’incontro non mi è piaciuto, e permettetemi di non svelarne il motivo!”. Si intuisce la chiara allusione all’operato dell’arbitro. La parola passa a Toschi e tutti gli chiedono dell’ultima azione: “Sul finire sono stato fermato quando ero davanti al portiere avversario! Se non fossi stato fermato forse adesso eravamo qui a festeggiare una vittoria. Mi sono girato e l’arbitro mi ha mimato una mia spinta a Lombardo, quando invece lui mi aveva appena sfiorato ed era caduto da solo nel tentativo di ostacolarmi. Non ho parole”.

Una cosa è certa: non siamo qui a commentare una sconfitta, anche se la situazione del Cesena in classifica non è molto favorevole, ma giocando così si può arrivare ad una comoda salvezza. Nella speranza che ogni tanto la fortuna o l’arbitro di turno non sia il dodicesimo avversario in campo, il campionato va avanti e non serve a niente recriminare. Ai bianconeri di Bersellini non rimane altro che rimboccarsi le maniche, ritrovare la calma, preparando con la solita fiducia nei propri mezzi ed con grande determinazione la prossima partita: domenica in trasferta “derby dell’Appennino”, al Comunale di Firenze ci aspetta la Fiorentina! Quindi senza paura, fino alla fine Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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