Il Cesena domina, il Piacenza segna. E il Divano si incazza…

Cesena-Piacenza Coppa Italia
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OPINIONI DI UN DIVANO – Per una volta in tribuna coi vip, il Divano vede un Cesena pimpante e pipparolo, ma cede di schianto dopo il secondo rigore mangiato

Domenica scorsa non potevo andare alla partita del Cesena: impegni improrogabili, come si dice. Si legge: un rendez-vous in famiglia, molto piacevole ma concomitante. Beh, pazienza, il Modena è tornato a casa con la miliardesima sconfitta sulla gobba. Ancora troppo poco, secondo me, ma pazienza. Sapete, così vicina a Bologna, Modena ha un certo non so che… che non la rende simpatica.

Per mercoledì, Coppa Italia, mi organizzo, vado a prendere il biglietto e comunico all’ultimo minuto che sarò a casa per cena. “Mi raccomando” dice la Signora “forse vengono quei ragazzi”. Che poi sarebbero le figlie, ormai grandi e sparpagliate e i relativi compagni. Ma dai, tranquilla – la rassicuro – al massimo finisce alle sette e venti, venticinque e faccio in tempo.

Unisco l’utile al dilettevole e decido di avviarmi a piedi per fare impennare quel cazzo di contapassi che mi rompe sempre le palle con la storia che non ho raggiunto l’obiettivo giornaliero.  Ovviamente, parte un simpatico scroscio di benvenuto in contemporanea con l’abbandono dell’ombrello. Il solerte addetto che sta ai tornelli mi intima infatti di depositare l’attrezzo (di grande pericolosità sociale) là per terra in una mucchia. Lo saluto come si saluta uno che sta per partire per un giro del mondo a vela in solitaria senza radio: chissà se ci rivedremo, o mio amato ombrello consigliato da Amazon. E commento col ragazzotto: “Questa cosa fa ridere. Guardami in faccia, guarda il colore dei capelli”. “Questi sono gli ordini” mi risponde, poveretto. “Fa ridere lo stesso”, concludo io ed entro allo stadio sotto una bella doccia.

Sono in tribuna, luogo deputato ai vips, dei quali io non mi onoro normalmente di fare parte. Sono uno di quelli che ha scaldato per molti inverni i tubi innocenti della Curva Mare e oggi, veleggiando verso i 70, mi accomodo col mio abbonamento anziani in una placida gradinata, Settore O, col magico Marco e i suoi accoliti. La vista della gradinata così deserta fa comunque un bruttissimo effetto, in curva ci sono un po’ di decine di eroici urlatori tambureggianti, la tribuna accompagna a mezza voce (oggi ci sono degli abbonati curvaioli anche in tribuna) i canti, alcuni dei quali veramente struggenti. Sarà che piove, sarà l’atmosfera vagamente triste che emana una Fiorita mezza vuota, ma quei canti che “quando muoio vado lassù in bianconero” mi fanno leggermente accapponare la pelle e anche altre parti del corpo. Che allegria!

Poi c’è la partita e quando comincia la tribuna è abbastanza popolata. Dai, per essere un orario infame, non c’è male. Laggiù, nella penombra della Curva Ferrovia, si intravvedono delle sagome che non emettono praticamente alcun suono. Saranno cartonati, immagino, forniti da Elevensports Tv per abbellire la diretta. Il Cesena oggi è pimpante come se ci fosse il sole. Purtroppo è anche “pippante”, nel senso onanistico del termine perché in attacco sfodera passaggi e tocchetti a ripetizione, ma al Bertozzi portiere del Piacenza riserva solo mozzarelle telefoniche. Forse sono amici, il cognome è di queste parti, boh? Poi quella vecchia volpe di Cacia effettua una dimostrazione pratica di come dovrebbe fare un attaccante nei pressi della porta e andiamo sotto.

E, roba da non credersi, il nostro Sarao, evidentemente ispirato, lo imita alla perfezione: 1 a 1. Il resto lo sapete già: a furia di strapparmi i capelli ad ogni occasione mangiata, li ho praticamente finiti. Quando però Sarao si è pappato il rigore, ho pensato: no, non può finire così, stiamo dominando troppo. Supplementari e la storia non cambia, anzi. Adesso i gol non si mangiano più, si divorano! Rigori: beh, almeno quelli, pensi… Naaa. Due tiri, due cappelle e il vostro anziano blogger a quel punto si è alzato rassegnato per non vedere il resto del dramma ed è andato a ricongiungersi col proprio ombrello. E’ stato un bel momento, fra l’altro, che mi ha ridato fiducia nell’umanità. I maligni potrebbero dire che non se lo sono fregato perché era troppo piccolo e non l’hanno visto, ma io voglio credere nell’onestà degli amici bianconeri.

Essendo passate le otto di sera, il telefono poi si è arroventato di messaggi minatori via whatsapp, tutti sul tema “abbiamo fame, quando è che arrivi?” e così, quando dio volle, la cena cominciò, con un vago malumore di quelli che avevano aspettato troppo (o almeno così sostenevano) e una vaga incazzatura del sottoscritto che aveva visto un grande Cesena dominare gli avversari talmente tanto da farsi eliminare dalla Coppa Italia (vedi Le qualificate ai quarti di Coppa Italia di SerieC). Peccato, però dai burdel. Vedo grandi miglioramenti. Daidaidai.

2 Comments on “Il Cesena domina, il Piacenza segna. E il Divano si incazza…”

  1. grazie max…è bello sapere che c’è ancora qualcuno che mi legge (a parte i parenti stretti che sono obbligati) quanto nervoso eh? ci servirebbe un lukaku là davanti e dopo saremmo quasi a posto (della difesa non parliamo da anni)

  2. Leggerti è veramente piacevole, forse te lo avevo già detto (ahahah)
    ps: che nervoso tutti quei gol mangiati, ho finito la partita che ero più stanco dei giocatori..non si può andar fuori cosi.

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