Da “Il Cesena di Edmeo”: Agostino Di Bartolomei

Agostino Di Bartolomei
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BIANCONERO VINTAGE – Debutta la nuova rubrica dedicata ai grandi campioni del passato. Oggi è il turno dell’indimenticato Agostino Di Bartolomei

Il 30 maggio ricorreva l’anniversario della scomparsa di un grandissimo campione che ha vestito la maglia bianconera del Cesena nel campionato di serie A 1987/88, segnando 4 reti. Sto parlando di Agostino Di Bartolomei, indimenticato capitano del Cavalluccio che in quell’unica stagione in riva al Savio condusse alla salvezza i bianconeri. Non ritengo sia il caso descrivere la sua carriera: un campione unico, una grande pagina di storia della Roma, interrotta nella finale di Coppa Campioni persa contro il Liverpool il 30 maggio 1984. Per ricordare questo grande atleta, ecco una pagina del mio ultimo libro Romagna Bianconera, il Cesena di Edmeo”, che descrive la sua grande personalità.

DiBa Cesena

“[…] La partita non deluse le attese, anzi un Cesena vivo e spumeggiante fu la vera sorpresa di giornata!! La tifoseria sugli spalti incitò dal primo minuto dell’incontro e questo per il morale fu determinante per tenere testa ad una Fiorentina piena di campioni e pronta a sfruttare le geniali giocate di Baggio.  Finito il primo tempo in parità a reti inviolate, senza che le due squadre si risparmiassero ribattendo colpo su colpo, ci fu al 15° minuto la svolta dell’incontro: calcio di rigore per il Cesena.  L’assegnazione del penalty fu accolta dalla tifoseria con un grande boato e i calciatori del Cesena si diressero verso la panchina dal mister Bigon. Anche se in allenamento si tiravano sempre i rigori, c’era da decidere il rigorista. Il mister disse: “Ragazzi, penso che per esperienza e capacità Agostino (Di Bartolomei) sia la persona giusta e se non accusa problemi direi che può calciarlo lui!”. Subito il vice Ceccarelli intervenne: “Ripeto quello che ti ho detto negli spogliatoi “Diba”, oggi è il tuo grande giorno!”.

“Tutti i calciatori del Cesena si girarono verso Agostino che senza parlare fece un cenno affermativo con il capo e raccolse la palla con le mani. Si girò e si diresse verso il dischetto di rigore proprio sotto la curva dei tifosi viola. Si udiva di tutto, nel tentativo di deconcentrare il calciatore bianconero, ma su tutti i cori si capiva ripetuto e ritmato: “Liverpool, Liverpool, Liverpool…”. Ovviamente con riferimento ad uno dei grandi dispiaceri subiti da Di Bartolomei ai tempi della Roma. Agostino a fine partita in una intervista ad una tv locale dichiarò di aver pensato in quei momenti: “Bastardi… non avete un minimo di rispetto sportivo… non vi ricordate che io… il rigore lo feci… con la mia Roma… e lo farò anche oggi!”. Il portiere viola Landucci sapeva che di solito Agostino preferiva la “botta” centrale e rimase immobile fino al momento del calcio sul pallone, nel tentativo di poterlo deviare in qualche modo. Breve rincorsa… tiro fortissimo… con traettoria quasi centrale… dal basso verso l’alto… il portiere piegandosi sulla sua destra perse la possibilità di respinta e… la palla gonfiò la rete alle sue spalle! Rete! Mi piacque molto la mimica di Agostino subito dopo il gol: girò la schiena alla curva… alzò il braccio sinistro teso con l’indice puntato verso l’alto… con la testa chinata verso il basso… andò a raccogliere gli abbracci dei compagni. In quei pochi gesti riassumeva la grande personalità da grande campione… mai irriverente… polemico contro gli avversari… e osservarlo per me fu una cosa grande!!!”.

È stato un grande onere vedere giocare al Dino Manuzzi  il capitano Agostino Di Bartolomei e non lo dimenticheremo mai!


Immagine tratta dal sito cesenatoday.it

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