Da “Il Cesena di Edmeo”: Daniele Arrigoni

Daniele Arrigoni Cesena
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BIANCONERO VINTAGE – La terza puntata della rubrica dedicata ai grandi campioni del passato bianconero: oggi raccontiamo il cesenate doc Daniele Arrigoni

Per presentare Daniele Arrigoni non occorrono tante parole: un concentrato di umiltà, di simpatia, ma soprattutto un atleta moderno, generoso, un vero “calciatore bianconero” sempre apprezzato dalla tifoseria. In mezzo al campo affrontava gli avversari a testa alta con una grande visione di gioco e sfruttando la sua intelligenza: non caso è diventato un ottimo allenatore. Lo ricordo con affetto quando giocavamo assieme nelle giovanili del Cesena e mi fa piacere che abbia fatto tanta strada e soprattutto con le sue gesta che abbia contribuito ad arricchire la storia del club bianconero. Per ricordare al meglio questo grande atleta, ecco una pagina del mio ultimo libro “Romagna Bianconera, il Cesena di Edmeo”, che descrive una pagina di storia del Cavalluccio.

[…] Arrigoni esordì dicendo: “Aspettavamo una Roma fortissima, i suoi campioni esprimevano un calcio spumeggiante e il primo posto in classifica senza equivoci indicava il valore della squadra guidata da Nils Liedholm. Mi sarei aspettato una replica giallorossa, ma…attimi di silenzio e… Finalmente comparve la figurina di un grande campione di questa Roma: Agostino Di Bartolomei. Con la stessa classe che esprimeva in campo ed anche un pizzico di timidezza o emozione del momento, disse: “Eravamo convinti che il Cesena, vista anche la partita dell’andata, avrebbe venduta cara la pelle e fu proprio il nostro mister Liedholm a ripeterci di non sottovalutare gli avversari e di credere fortemente sulla nostra forza”. Devo condividere il pensiero dell’allenatore svedese che grazie alla sua grande esperienza calcistica sapeva come richiamare a sè l’attenzione dei suoi calciatori. Pur sapendo di avere a che fare con una ottima rosa di calciatori a disposizione con veri fuoriclasse, allo stesso tempo li considerava umanamente fragili e portati a commettere errori che avrebbero potuto compromettere tutti i sacrifici fatti fino a quel momento. Il mister, quel grande allenatore che era, ci disse di sfruttare al meglio le palle alte. Noi avevamo Pruzzo, il nostro bomber che di testa era veramente fortissimo, mentre la difesa del Cesena soffriva un po’ troppo il gioco aereo!“.

Che dire! Dopo aver ribattuto ogni azione nel primo tempo avemmo anche la grossa occasione all’inizio di ripresa. In una delle azioni delle sue, Schachner infilò in velocità difensori come Maldera e Vierchowod e si presentò davanti al portiere Tancredi che in uscita stese il nostro centravanti. Calcio di rigore, che quando poi lo tira lui non lo falliva mai, ma invece… proprio il portiere giallorosso intuì il tiro e niente… gol! Passato lo spavento, cominciammo a macinare gioco e proprio i nostri centrocampisti Falcao, Prohaska, Conti e soprattutto Ancelotti servirono una grande quantità di palloni alle nostre punte Pruzzo e Iorio. Finalmente al 71′ minuto, proprio Pruzzo su un delizioso cross di Ancelotti saltò più alto di Mei e colpì molto bene di testa. La palla con una traettoria arcuata, imprendibile per il portiere Recchi, si infilò in rete! Qui viene il bello! Dopo soli tre minuti al 74′ nuovamente il nostro Schachner conquistò un pallone al limite dell’area della Roma e si diresse verso la fascia destra ed eludendo i contrasti dei difensori romanisti fece partire un cross che con la sua traettoria sorprese il portiere che lasciò rimbalzare la palla davanti al secondo palo. Non ricordo perché fossi lì, ma fui il più veloce…Mi abbassai leggermente e colpii di testa… Tancredi in tuffo mi coprì la visuale, ma vidi rimbalzare la palla dietro di lui…rete! Pareggio! Avevo realizzato… fui sommerso dai compagni… fantastico! Il pareggio era e fu il risultato più giusto, onore al Cesena! Infatti finì 1-1 e questa volta sentimmo i cori degli spalti! Avevamo fatto un ottimo incontro!“. […]

Tra Arrigoni e il Cesena l’attaccamento è più forte di prima. Il Cesena è stato, e sempre sarà nel suo cuore: orgoglioso di avere fatto parte di questa grande famiglia!


Per leggere la precedente puntata dedicata al “guerriero” Ruben Buriani, clicca qui

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