Il cuore batte forte perché l’amore, sai, non si può fermare mai

Imolese-Cesena
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CRONACHE DEL SETTORE O – Il nostro Cesena ha chiuso il 2020 in bellezza e la speranza è che il bello debba ancora venire. Chissà…

No dai, non ci credo. Credici, perché la classifica non è bugiarda. Guardo e riguardo su tutte le app, ma il risultato non cambia: il Cesena è quarto, davanti tre squadre appaiate, ma a soli 2 punti (vedi SerieC #17 – Tre in vetta, Cesena in agguato a -2). E non importa chi sono, noi il campionato l’abbiamo già vinto e ora succeda quel che deve succedere. La squadra è già salva (probabilmente) e quindi possiamo guardare avanti.

Dopo il rovinoso fallimento dell’AC, siamo rimasti così basiti che anche la promozione del 2018/19 ci ha lasciati quasi indifferenti, apatici, appena un po’ felici, come dire, si vabbè ma cosa ci facciamo noi qua. Ora, dopo un primo campionato di Serie C come di rodaggio, si comincia ad ingranare, si cominciano a sentire le formiche nella pancia, il cuore battere più forte.

Alzi la mano chi non ha criticato la rivoluzione dell’era Modesto, alzi la mano chi non ha avuto dubbi sul lavoro estivo di Zebi e Viali. Eppure, a guardare il Cesena in campo adesso, sempre con le dovute proporzioni (non dimentichiamoci che siamo in terza serie), si ha la sensazione che prima o poi qualcosa succederà. Anche oggi l’Imolese, come peraltro la Samb sabato scorso, se non avesse avuto un “regalino” da parte nostra sotto forma di scivolamento sul campo pesante da parte del difensore centrale Ciofi (sabato scorso invece l’autorete di Maddaloni), avrebbe potuto giocare ancora cent’anni, ma il gol non l’avrebbe mai fatto…

C’è una consapevolezza nei propri mezzi che da tempo non si vedeva. 31 punti in 17 partite, quasi 2 punti di media a partita, 9 vittorie, solo 4 pareggi e 4 sconfitte, tutte nella prima parte di campionato, quando si era ancora un po’ pivelli. Bortolussi sempre capocannoniere del Girone B con 10 reti a guidare un attacco capace di realizzare 28 gol. In casa solo 3 vittorie, ma in trasferta invece siamo i primi, con 6 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta. Insomma, il ruolino di marcia è ottimo e ci permette di passare le feste natalizie, almeno per quanto riguarda l’aspetto calcistico, felici e fiduciosi nel futuro. Il 9 gennaio, alla ripresa ci attende il match clou, al Dino Manuzzi arriva infatti il SudTirol, squadra fortissima che ci dirà la verità su chi siamo e dove stiamo andando.

Vorrei infine regalare due pensieri a due grandi assenti. Che peccato che a questa festa non partecipi attivamente capitan Caturano: forse con lui in campo sarebbe stato ancora meglio, o forse no, chissà… Comunque, il “traguardo volante” di Natale è stato tagliato senza di lui, quindi nessun rimpianto, ma al suo rientro si potrà solo fare meglio: forza Salvatore, ti aspettiamo! C’è poi il secondo grande assente, quel popolo bianconero che vuole ancora indossare la maglia numero 12 che gli appartiene. Che tenerezza sabato scorso vedere a fine partita tutta la squadra andare sotto la Curva Mare deserta…

E come cantava Lucio Battisti in “Hej ragazzo”, “perché l’amore sai, l’amore sai, non si può fermare mai”, ora lo possiamo cantare anche tutti noi innamorati. Buon Natale bianconero!


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.calciocesena.com

One Comment on “Il cuore batte forte perché l’amore, sai, non si può fermare mai”

  1. Certo, con Caturano ci possono essere soluzioni diverse di gioco, e già un po’ si vedevano prima che si facesse male, ma c’è anche da considerare che il Cesena ha cominciato a volare senza di lui.

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