Il Cesena capitola a testa alta in quel di Trieste

Cesena dichiarato focolaio
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CRONACHE DEL SETTORE O – Un manipolo di ragazzini ha tenuto testa ad un gruppo di vecchi marpioni, senza però evitare la sconfitta del Cesena

Lo sconforto per la sconfitta ha fatto affiorare nella mia mente brutti pensieri, ma a bocce ferme credo di poter affermare che il Cesena di Trieste ha venduto a caro prezzo l’anima al “diablo” e non ha certamente sfigurato.

La squadra è partita per il Friuli Venezia Giulia decimata e con 6 potenziali titolari fermi al palo: Caturano, Gonnelli, Russini, Bortolussi, Ardizzone, Favale e Munari. Così, mister Viali non ha potuto fare altro che inserire giovani, anche appena arrivati dal mercato, provando pure nuove soluzioni tattiche che non hanno sortito la conquista di neppure un punto, ma hanno fatto sì che si sia dignitosamente tenuto testa alla più quotata squadra alabardata (vedi Triestina 2-1 Cesena, le pagelle di Cesena Mio).

Va bene, aggrapparsi alla mediocrità dell’arbitro non è corretto, forse è più giusto ammettere che le nostre burbe sono state ingenuamente prese di mira dai nonni in maglia rossa. Ma sono straconvinto che il fallo di Tonetto sia presunto, perché è il suo avversario che si aggancia a lui compiendo un delitto perfetto a cui anche l’arbitro in un primo momento non aveva creduto. Il secondo gol della Triestina è poi scaturito da un eurogol di Petrella, bisogna riconoscerlo, ma la palla era partita da un’altra furbata dei nonni che avevano battuto una punizione con palla in movimento e i bimbi ancora fermi hanno perso quell’attimo di gioco che gli è stato fatale. Per questo anche Viali si è beccato un giallo. Anche l’espulsione di Maddaloni, che proprio non ci voleva, è frutto di furbizia dell’avversario. A detta di chi ha visto il presunto fallo, perché le telecamere inquadravano altrove, il bianconero avrebbe colpito con una spallata regolare il triestino.

In questo scenario, tutto quello che hanno fatto o non hanno fatto i nostri ragazzi è da guardare con ottimismo: hanno attaccato già dal pronti-via con buon possesso palla e con buoni spunti, naufragati puntualmente al limite dell’area avversaria poiché l’assenza di punte vere si è fatta sentire. I tiri in porta sono stati pochissimi, ma anche gli avversari hanno concluso molto poco, se si eccettua la tripla occasione del 46′ quando, come una mitraglia, Gomez si vede ribattuto il primo tiro da Nardi, poi il secondo tiro va sulla traversa ed il terzo fuori. In inferiorità numerica, i bianconeri hanno prodotto un forcing finale terminato con un purtroppo inutile gol di Collocolo che ci ha ricordato come a Macerata contro il Matelica una volta sia anche successo, ma che questa volta non c’era il Borto a salvarci.

Ricordiamoci che, anche se stavamo assaporando dolci prelibatezze, sfiorando addirittura la vetta della classifica, questa squadra è stata costruita per una tranquilla salvezza; quindi, tutto quello che viene in più è grasso che cola. Sono le sconfitte per palese inferiorità che devono dare fastidio e al Cesena ultimamente non è successo, perché i ragazzi sono vivi e combattono ad armi pari con tutti.

In serata due notizie: il Modena ha perso la sua partita in quel di Pesaro, della serie “anche i ricchi piangono”, mentre in casa bianconera ecco l’arrivo a titolo definitivo di Davide Di Gennaro, che ha rescisso con buonuscita dalla Lazio. Si tratta di un mediano nato a Milano 32 anni fa, abituato ad altri scenari: ha infatti vinto una supercoppa italiana con la Lazio ed ottenuto due promozioni dalla B alla A con Cagliari e Palermo, oltre ad aver partecipato con il Milan alla Champions League del 2010: speriamo si cali presto nella parte e sia una buona chioccia per i nostri pivelli. Di sicuro un lusso per la società di Via Spadolini. Ora, quel che manca veramente è una punta vera, nella speranza che Bortolussi non abbia preso il Covid.


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.calciocesena.com

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