Il Cesena si gode il brodino di pollo ruspante

Cesena-Perugia
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OPINIONI DI UN DIVANO – Cesena-Perugia termina con uno scambio di cortesie. Gli opossum romagnoli bevono un brodino benefico per ripartire

Psicologicamente ormai archiviata la stagione 2020/21, in casa Divano ci si prepara a Cesena-Perugia con un certo distacco, diciamo più o meno come ad un documentario sugli opossum. Per il precario sistema cardiovascolare del vostro inutile cronista è quasi una benedizione. La troppa sfiga ha placato in qualche modo le tensioni. Non ce lo meritavamo, la squadra aveva fatto un salto di qualità, e sembrava ormai pimpante e sicura, con quel filotto di partite utili che trasformano anche un coniglio in un coniglio mannaro e Favale in un giocatore da Serie B. Poi il Covid (maledetto essere immondo) ha cambiato tutto: infortuni, forma carente, formazioni rimaneggiate hanno mutato il quadro complessivo e le prospettive, con l’ausilio di alcuni arbitraggi piuttosto ostili.

“A zona rossa me parla ‘e te!”
Eccomi qua, a metà settimana, confinato in casa a canticchiare una canzone di settant’anni fa, opportunamente rivisitata e dedicata al nostro beneamato Cìsèna, che è qua a due passi, al Dino Manuzzi, ma non lo possiamo vedere (ancora una volta…) dal vivo…
E ‘a zona rossa me parla ‘e te
Io mi domando si aspiette a me
E me risponne si ‘o vvuo’ sape’
Cca’ nun ce sta nisciuno…

Macchè documentario!
Il mio substrato rock a questo punto si scuote e ribella a questa melensaggine anni Cinquanta. Bando alla nostalgia e ai rimpianti e prepariamoci alla tenzone dal posto di combattimento solito. Ma non si era detto che era come un documentario sugli opossum? Niente da fare, quando vedo quella divisa e quello stadio, il sangue ribolle ed è sempre come la prima volta, tanti, tanti, tanti anni fa, mi sembra di essere su quei gradoni, mi immedesimo, cado in trance. La tifoseria ospite mi sembra molto silenziosa e allora parte un coretto di riscaldamento: ”Alza la voce… eccetera!”. Così, per farmi coraggio, mi sento come i baldi presentatori di Sanremo in angosciosa solitudine.

La coerenza è un mito borghese
La Signora viene di qua a vedere cosa è successo, chiede inutilmente cosa sto cantando e poi dice qualcosa a proposito di una spesa da fare.
“Ma c’è la zona rossa, non si può” provo a obiettare. “Poi sta cominciando Cesena-Perugia!”.
“Primo, la zona rossa non ci può impedire di sfamarci e il frigorifero langue”. Sempre con ‘sta logica…!
“Secondo, ma dopo la Vis Pesaro non avevi detto che non lo guardavi più, che tanto di qua e tanto di là, e ormai è andata eccetera eccetera che sembrava ti avessero gambizzato il gatto?”.
“La coerenza è un mito borghese!” pontifico solennemente. La frase, tratta da un trattato (appunto) filosofico di Horkheimer e Adorno (scuola hegeliana di Francoforte) è l’unica cosa che conosco di questi due personaggi, ma ci ho campato una vita. Sempre quella! Non funziona mai, normalmente. Stavolta qualcosa accade. Non credo sia l’effetto della solita logora frase, forse faccio proprio tenerezza, o pena, non so…
“Ma sì, va là, ci andrai più tardi” concede la Signora.
“Occhei” ribatto io, “dopo gli opossum”.
“Dopo cosa?” straluna Ella, poi ci rinuncia e se ne va, scuotendo la testa.
Ci sarà pure un pizzaiolo che consegna a casa, anche di ‘sti tempi, penso, e mi avvicino ulteriormente allo schermo dopo una pulitina agli occhiali.

Una capocciata molto inopportuna
Non so voi, io la partita l’ho intra-vista su Sky. Fino a che la palla era di qua, tutto bene, ma se era sulla fascia opposta, potevi entrare anche nello schermo che non vedevi niente lo stesso. Secondo me hanno dimenticato lo zoom a casa. Nel primo tempo il Cesena sta in campo con grande dignità e contiene abbastanza la corazzata Perugia. In effetti sono anche belli grossi e non avevo ancora visto il centravanti Vano, che non fa esattamente rima con nano e non gode di un carattere socievole. Nel secondo tempo cominciano le ovvie sostituzioni, ma il Cesena non ne risente eccessivamente. Prendo fiducia, quel Di Gennaro in campo mi infonde sicurezza. Sento il profumo del gol e infatti lo segniamo di lì a poco con una meravigliosa capocciata all’indietro di Favale nella nostra porta. Una genialata che comporta una sostanziale scomparsa del Cesena dal terreno di gioco.

Scatta la strategia dell’opossum
Ma no, non ce la meritiamo la terza sconfitta! I bianconeri sembrano ormai in balia degli umbri e sono incisivi come una lametta fatta con la plastilina. Forse i perugini si rilassano inconsapevolmente un attimo, sembriamo quasi defunti… E invece NO! E’ la famosa tattica dell’opossum, di cui abbiamo già parlato altre volte (rif. Camplone batte il Sassuolo con la tattica dell’opossum morto). Si finge di aver reso l’anima e poi, quando meno te lo aspetti, ZACCHETE! Una discesa di Zappella produce un cross che una volta tanto non si infrange sulle chiappe del difensore. Smarrito e confuso, il difensore Cancellotti del Perugia anticipa il nostro attaccante Russini e segna prima di lui, nella sua porta. Pollo di qua e pollo di là, pari e patta, un bel brodino di polli. Un punticino contro una vera big del campionato, che fa tanto morale. Spengo lo schermo.

Elogio dell’autogol
Canticchio una canzoncina che mi è venuta in mente, Elogio dell’Autogol. La Signora arriva di qua e ironizza:
“Allora, ti hanno messo di buonumore gli opossum!”.
“Non sai quante cose si possono imparare da questi astuti animaletti!” ribatto io sorridendo e riprendo a cantare: “Elogio, elogio, elogio dell’autogol…”
A proposito, se volete cantarla anche voi, cliccate un po’ qui…
Grazie al nostro Francesco Pizzinelli, che è l’autore, evidentemente preveggente, di questo Inno all’Eroe Involontario.
La zona mi sembra già meno rossa.


Immagine tratta dalla diretta di www.elevensports.it

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