Da “Il Cesena di Dino”: Francesco Brignani

Francesco Brignani
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BIANCONERO VINTAGE – Il Cesena conquista la prima storica promozione in A e poi due salvezze, anche grazie a Brignani, centrocampista dai polmoni d’acciaio

Ho un ricordo ancora vivo di questo grande campione e il pensiero mi fa volare a quando ero stato inserito nella rosa Under 23 bianconera che disputava il campionato Riserve, parallelo a quello di Serie A. Si giocava il mercoledì ed affiorano tanti bei ricordi ed emozioni indimenticabili. Brignani, soprannominato Brix, era il mio osservato speciale: centrocampista di manovra, spesso con la maglia numero 8, quella maglia che sognavo un giorno di indossare. Tecnicamente valido, non era un gran palleggiatore, ma quanto correva! Era il tipo di calciatore che piaceva a tutti i tifosi e in modo particolare piaceva al Presidente Dino Manuzzi, che in occasione del mio contratto, mi disse: ”Ah, sei un centrocampista! Lo sai vero che qui a Cesena il centrocampista deve correre, correre, e sempre correre! Sei magrolino, devi crescere, mangiare delle belle bistecche, per diventare il nuovo Brignani! Ho reso l’idea!”.

Queste parole mi sono sempre rimaste impresse e quando ho conosciuto sul campo di calcio Brignani ho capito subito cosa volesse dire il grande Presidente! Sempre in movimento, dinamismo allo stato puro e due polmoni grandi così! Quando non giocava si notava la differenza, in quel Cesena targato Bersellini era uno dei pistoni del motore bianconero assieme agli indispensabili Ceccarelli e Festa. Francesco nasce il 24 marzo 1948 a Drizzona, comune della provincia di Cremona, ed inizia a giocare negli anni ’60 nelle Giovanili dell’Inter, fino a far parte della rosa della squadra di Serie A; poi nella stagione 1968/69 viene ceduto al Padova, in Serie B. Nel nuovo campionato viene trasferito al Varese, appena retrocesso dalla massima serie, contribuendo all’immediato ritorno in A dei suoi. Pupillo del “Barone” Liedholm nel Varese, nella stagione 1970/71 esordisce in Serie A nella trasferta di Cagliari-Varese dell’11 ottobre 1970. A fine stagione arriva finalmente al Cesena in Serie B. In Romagna Brignani disputa quattro stagioni, due anni in Serie B e due in A. Con mister Gigi Radice è uno dei protagonisti della splendida cavalcata par la conquista della prima e storica promozione in Serie A nella stagione 1972/73.

Nelle due stagioni successive con mister Bersellini conquista due indimenticabili salvezze per la permanenza in A, mettendo in pratica il nuovo calcio “all’olandese”. In quel tempo, il Cesena si farà apprezzare per il grande collettivo e dinamismo atletico che tutti i suoi calciatori esprimevano, in modo particolare un esempio proprio lui, Brix. Nell’estate del 1975 il Cesena effettua grandi manovre di mercato e proprio Brignani è uno dei più richiesti. Viene così ceduto alla Lazio insieme a Paolo Ammoniaci in uno scambio con Mario Frustalupi e Giancarlo Oddi. Per il Cesena si aprivano scenari importanti, ma alla Lazio va tutto storto, un campionato da dimenticare e alla fine, nel caos generale dei biancocelesti, Brignani viene ceduto al Palermo, in Serie B. Prosegue quindi la carriera dal 1980 al 1983 in Serie C con Novara, Siracusa e Spezia.

Non mi dilungo oltre: puntualizzo che dal 1971 al 1975 è stato uno dei pilastri del Cesena. In carriera ha totalizzato complessivamente 80 presenze ed una rete in Serie A e 232 presenze e 11 reti in Serie B. Nello specifico, in bianconero colleziona 122 presenze con all’attivo 4 reti; in modo particolare realizzando la sua unica rete nella massima Serie, in occasione del pareggio esterno contro la Juventus del 16 dicembre 1973. Purtroppo però successe l’incredibile: morì il 27 agosto 1993, a Pinarella di Cervia, mentre era in vacanza con il figlio e faceva footing stroncato da un infarto. Quella notizia ha nuovamente puntato il dito contro il mondo del calcio, rievocando altre morti e altri atleti, come ad esempio Renato Curi. In onore di Francesco Brignani a Mezzago, dove abitava, gli è stato intitolato lo stadio, ma soprattutto ha lasciato un vuoto incolmabile, negli sportivi e in chi lo visto giocare alla Fiorita.

Per ricordare questo grande atleta ecco una pagina del mio primo libro “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, che descrive una pagina di storia del Cavalluccio.

“[…]Così i risultati precedenti dei romagnoli non misero in guardia la Juventus di Trapattoni che non immaginava di trovare un Cesena così preparato. Forse gli stessi giocatori juventini, fra tutti Zoff, Gentile, Altafini e Bettega, presero un tantino sottogamba la partita; tanto che si trovarono ben due volte in svantaggio con le reti di Brignani e Festa, ma riuscirono comunque a pareggiare i conti con le reti di Bettega e Anastasi. Il risultato finale 2-2, lasciava l’amaro in bocca alla squadra romagnola che aveva sfiorato una storica impresa, ma sulle ali dell’entusiasmo la squadra di Bersellini guardava, con consapevole ottimismo, l’incontro casalingo della 10a giornata, che la opponeva alla Sampdoria. […]”.  […]La cronaca dell’incontro o meglio la festa romagnola: Primo tempo. Tutto cominciò al 13’ quando il Cesena passò in vantaggio. Al limite dell’area Gentile, stizzito dalle continue finte, entrò senza mezzi termini e commise fallo su Savoldi II. Lo stesso“Savoldino Titti” si mise vicino alla palla e ritardò la punizione e tergiversò un pochino: poi vide e servì sulla sinistra il terzino Ceccarelli tutto solo, scattato a sorpresa. Breve controllo del romagnolo e palla rasoterra in area della Juventus. Nessun difensore intervenne e la palla giunse a Brignani che di sinistro, in mezza girata, di prima intenzione fece secco Zoff. Lo stadio comunale ammutolì! […].

Concludo con questo bellissimo ricordo: a volte parlava negli spogliatoi con orgoglio della sua laurea in Economia e Commercio, perché diceva“nella vita non si sa mai”. Noi tutti possiamo con orgoglio affermare: Francesco Brignani un mito con la maglia del Cesena!

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