Il Cesena di Bisoli sorprende e vola in finale

Cesena Mio Supercup Copertina #5
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CESENA MIO SUPERCUP – A sorpresa, approfittando di un Cesena 1975/76 troppo sottotono, i bianconeri 2009/10 vincono ai rigori e vanno in finale

Calci di rigore ancora decisivi nella Cesena Mio Supercup. Abbiamo ancora negli occhi la “follia” con cui Jimenez ha realizzato il tiro dal dischetto decisivo nell’ultimo quarto di finale, che una nuova sfida dagli 11 metri decide il passaggio del turno. Questa volta, i rigoristi non sono stati ineccepibili ed alla fine ha vinto chi ha sbagliato meno. Una conclusione valida non solo per l’ultimo atto della partita, ma anche per tutti i 120′ di gioco nei quali la tattica ha prevalso sullo spettacolo e la pragmaticità sulla tecnica. A sorpresa, il Cesena 2009/10 guidato da Pierpaolo Bisoli sbarca in finale, mentre Pippo Marchioro ed i suoi devono rammaricarsi per non aver espresso tutto il loro immenso potenziale: il Cesena 1975/76 dovrà assistere da spettatore all’ultimo atto del torneo.

Cesena 2009/10
5-4 dcr (1-1)
Cesena 1975/76
(Do Prado, Ceccarelli G.)

Diciamolo subito, il Cesena 2009/10 è stato a tratti deludente sotto il profilo del gioco, tuttavia nell’arco del match ha messo insieme 5 tiri in porta che hanno fruttato un gol, una traversa ed un salvataggio sulla linea. Dati che potrebbero far pensare ad una squadra che ha surclassato l’avversario, ma non è così, visto che le occasioni sono arrivate quasi tutte su azioni di rimessa, con il possesso palla ed il pallino del gioco nelle mani del Cesena 1975/76. Ma nel calcio vince chi segna un gol in più dell’avversario ed alla fine l’atteggiamento prudente dei ragazzi di Bisoli ha pagato, anche grazie ad un po’ di fortuna e alle straordinarie parate di Antonioli. “Chi è causa del suo male, pianga sé stesso”, dice il proverbio, e la squadra di Marchioro stavolta ha parecchio di cui piangere, poiché non è stata in grado di far pesare la differenza di valori in campo.

Nell’occasione, il Cesena che ha conquistato una storica partecipazione alla Coppa UEFA scende in campo in formazione tipo: Boranga tra i pali, Ceccarelli G., Danova, Cera e Oddi nella linea di difesa, Bittolo, Frustalupi, Rognoni e Festa a centrocampo e la coppia Mariani – Urban in attacco. Il Cesena che ha ritrovato la Serie A dopo 19 anni scende in campo con la stessa formazione di Piacenza: Antonioli in porta, Ceccarelli L., Volta, Piangerelli e Lauro in difesa, Segarelli, Colucci, Parolo e Giaccherini nella linea di centrocampo, Do Prado ad inventare alle spalle della punta centrale Malonga. Da notare che rispetto allo storico match, Schelotto lascia il posto in panchina a De Feudis, il recordman di promozioni in bianconero.

Forse non aspettandosi un avversario così tanto determinato, il Cesena anni ’70 non riesce a mettere in mostra la solita fluidità di gioco e si fa subito sorprendere: il primo campanello d’allarme è la traversa colpita da Parolo dopo appena 2’ di gioco con un violentissimo tiro dai 20 metri, sul quale Boranga non sarebbe mai potuto arrivare; segue al 13′ il salvataggio sulla linea di Cera sulla conclusione maligna di Malonga, bravo a liberarsi di Danova in area, ma poi non abbastanza determinato nel calciare a rete, incertezza che ha consentito il recupero in extremis del capitano. Lo scampato pericolo avrebbe dovuto risvegliare la squadra di Marchioro, invece il prolungato possesso palla orchestrato da Rognoni e Frustalupi è risultato a tratti stucchevole, eccezion fatta per il bel uno-due tra Mariani ed Urban che per poco non portava al gol del vantaggio (bravissimo Antonioli a deviare in calcio d’angolo). Poteva essere la riscossa, invece è stato solo un fuoco di paglia ed al 19’ il gol lo trova Do Prado su appoggio di Colucci: un tiro di destro forte e preciso del numero 10 che angolatissimo si infila alla destra di Boranga. Il vantaggio è meritato e dà ai ragazzi di Bisoli la consapevolezza di poter compiere un’impresa. Ma la classe non è acqua e, seppur oggi sottotono, il Cesena 1975/76 è pieno di campioni che hanno subito reagito con il consueto orgoglio romagnolo. Prima è stato Bittolo a mettere al centro una gran palla per la testa di Mariani, terminata fuori di poco, poi ci ha provato Urban ben servito da Rognoni, ma il pallone ha sfiorato il palo ed è uscito a lato. Dopo tanta pressione, Ceccarelli G. ha pareggiato i conti allo scadere del primo tempo sugli sviluppi di un calcio d’angolo: la palla ha attraversato tutta l’area di rigore ed è stata respinta corta dalla difesa, sulla stessa è piombato il terzino cesenate che ha scagliato un gran bel diagonale da bomber vero. Il primo tempo si conclude quindi sul punteggio di 1-1, punteggio giusto per quanto visto in campo.

Giampiero Ceccarelli pareggia (1-1)

Nella ripresa la squadra di Marchioro ha preso in mano il gioco in maniera ancor più determinata, dall’alto di qualità tecniche eccezionali, ed ha cercato con un po’ più di convinzione il raddoppio, ma le sue punte Mariani e De Ponti (subentrato a metà tempo ad un evanescente Urban) non hanno inciso sul match, sprecando a più riprese l’occasione di segnare quel gol che avrebbe concretizzato l’evidente superiorità. Ed invece il Cesena 2009/10 ha retto in qualche modo l’assalto e dopo aver difeso il fortino con coraggio e spirito di sacrificio (a tratti si è difeso anche con 9 uomini, rintanati nella propria trequarti campo), ha avuto, al 88′ il pallone del clamoroso 2-1. Djuric, subentrato ad un discreto Malonga per fare da punto di riferimento dei lunghi rilanci della difesa, è andato ad un passo dal gol, spedendo il pallone in curva dopo che la scivolata di Danova gli aveva spianato la strada: roba da non dormire per una settimana…

Una squadra in profonda sofferenza, ma da ammirare senza indugio: Parolo in preda ai crampi, Giaccherini distrutto dalla fatica per aver giocato contemporaneamente da ala e da terzino aggiunto, Colucci esausto ma comunque lucido come allenatore in campo. Non volevano perdere e sono stati uniti fino alla fine, con Volta e Piangerelli superlativi in mezzo all’area ed un Antonioli che per ben tre volte ha negato il gol agli avversari nei tempi supplementari sulle conclusioni di Mariani (97′), Festa (104′) e Bittolo (112′). La fatica e l’elevata temperatura hanno pian piano sfiancato anche il Cesena 1975/76, che ad un certo punto ha avuto l’impressione di andare a sbattere contro un muro. Rimane 1-1 anche alla fine dei tempi supplementari e si va dunque ai calci di rigore.

Come già nella trasferta di Mantova, Antonioli si erge a protagonista di giornata. Inizia Mariani che con freddezza realizza, risponde Ceccarelli L. che pareggia spiazzando Boranga. Tocca quindi a Rognoni che si fa respingere il tiro, mentre Giaccherini realizza il suo. De Ponti angola e fa centro, così come Colucci che tiene in vantaggio i suoi. La quarta serie potrebbe risultare decisiva: Cera realizza con freddezza, mentre Parolo centra il palo ed è di nuovo parità. Il pallone si fa pesantissimo e Bittolo lo calcia fuori malamente, mentre Do Prado incrocia il tiro e va a segno. Il Cesena 2009/10 ha compiuto un’impresa difficilmente immaginabile alla vigilia ed è in finale!

Nonostante la delusione, Pippo Marchioro è osannato dal suo popolo, ma purtroppo non sempre i bravi allenatori centrano gli obiettivi: i fuoriclasse del Cesena 1975/76 potevano dare di più, ma sono incappati in una giornata storta. Nulla da dire invece sul Cesena 2009/10, sulla carta inferiore e che conosceva la forza dell’avversario, ma che compiuto il suo dovere fino in fondo con immensa capacità di soffrire. Nei festeggiamenti, è sembrato un tantino sbrigativo Bisoli, che si è limitato ad una pacca sulla spalla a Marchioro prima di correre a festeggiare sotto la Curva Mare, ma sappiamo bene come questo sia il modo di sfogare la tensione per il grintosissimo tecnico porrettano, che ora vede ad un passo la gloria della Supercup.

Pierpaolo Bisoli
Pierpaolo Bisoli

Intanto, sugli spalti esplode la festa bianconera per vincitori e vinti. Due grandi generazioni di campioni bianconeri contemporanemente in campo: sono emozioni bianconere !


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