Un opaco Cesena supera 2-1 il Perugia con un rigore e un autogol

Cesena-Perugia 1975
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BIANCONERO VINTAGE – Alla Fiorita contro il Perugia, poco spettacolo, ma due punti pesanti conquistati: ora il Cesena è quarto in classifica

Domenica 16 novembre 1975, si gioca la 6^ giornata del campionato di Serie A. E’ il terzo incontro casalingo del Cesena ed alla Fiorita è in programma l’incontro fra due provinciali di lusso: i bianconeri e la neo promossa Perugia. La squadra di Marchioro cerca la vittoria come accaduto con la Roma, ma sfuggita per un soffio contro la Sampdoria, e non vuole perdere l’occasione con la venuta del grifone.

Le formazioni

Mister Ilario Castagner ha la squadra imbottita di ex bianconeri decisi a lasciare Cesena imbattuti: Frosio, Berni, Lanzi e Baiardo, nomi che rievocano momenti magici in bianconero. Ci sono tutti gli ingredienti per una bella partita e la compagine umbra non nasconde di puntare almeno al pareggio. Questa la formazione dei perugini annunciata dagli altoparlanti: Marconcini, Nappi, Lanzi, Frosio, Berni, Amenta, Scarpa, Picella, Novellino, Vannini, Solier. A disposizione Raffaeli, Pinti e Pellizzaro, che entrerà al 55′ in sostituzione di Picella.

Mister Pippo Marchioro, oltre a non avere Festa, è preoccupato anche per l’assenza di Mariani e dichiara: “la sua assenza crea un vuoto non indifferente in prima linea, ma Urban con la rabbia del ex dovrebbe sostituirlo degnamente e risultare pericoloso e decisivo”. Così senza tante sorprese il mister decide per questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Urban. A disposizione 12 Bardin, 13 De Ponti, 14 Petrini S..

La partita

Pomeriggio grigio con cielo coperto, temperatura fredda e terreno leggermente allentato. Arbitra il sig. Mascali di Desenzano del Garda. Le squadre entrano in campo con queste divise: il Cesena in maglia azzurra con bordi neri, abbinata a pantaloncini neri; il Perugia in maglia e pantaloncini di colore rosso. Una partita grigia sul piano del gioco come la giornata novembrina in cui si è svolta: Cesena e Perugia avevano troppe preoccupazioni legate al punteggio per potersi permettere la minima concessione allo spettacolo.

Il Cesena macina gioco, ma con il passare dei minuti non nasconde il disagio causatogli dalla mancanza di spazi e non riesce ad esprimere come al solito le sue trame. Anche il Perugia non crea gioco, anzi si limita a distruggere ed in simili condizioni il gioco va a farsi benedire lasciando il posto ad una serie di scontri fisici più o meno spigolosi. Così anche la cronaca è scarna di episodi, ma nonostante questo, il Cesena arriva comunque al vantaggio al 30’ con una segnatura che ha dell’incredibile: Bertarelli vince sulla destra un duello con Berni e fa spiovere un innocuo pallone al centro dell’area, sulla palla si portano il portiere Marconcini ed il difensore Nappi. La prendi tu, la prendo io… il terzino colpisce di testa e la spendisce nella sua rete! Il Cesena è in vantaggio su un malinteso di sventatezza davvero rara e quello che sorprende è che i bianconeri esultano con le braccia al cielo, un attimo in ritardo, quasi increduli. Al 41’ un episodio che avrebbe sicuramente cambiato la partita: lo “spilungone” Vannini affianca in area Bertarelli e si aiuta con le mani. il centravanti bianconero cade lungo e disteso in area di rigore, ma l’arbitro, forse coperto, non concede la massima punizione. Si va così al riposo ed anche se in vantaggio, la squadra di casa non ha convinto nessuno.

La ripresa ha un gioco più aperto, sotto la spinta imposta dal Perugia per rimediare all’harakiri di Nappi. Gli umbri cominciano a spingere ed in breve tempo giungono al pareggio. Siamo al 58’, Novellino si muove bene sulla sinistra e seppur contrastato dai difensori avversari riesce ad effettuare un lungo cross; la palla sembra destinata sul fondo con Danova che guarda Boranga, il quale alza le braccia, ma dietro sbuca Scarpa che sullo slancio colpisce di testa e spedisce la palla alla destra del portiere che non accenna nemmeno la parata. Dopo una bordata di imprecazioni, lo stesso Boranga va a raccogliere la palla dentro la rete. E’ 1-1, nuova parità. Allora il Cesena con carattere tenta nuovamente di avvicinarsi alla trequarti umbra, ma non fa altro che mettere in evidenza l’inconcludente prestazione delle sue punte. Tuttavia, chiamiamola fortuna o forza di volontà, il Cesena torna subito in vantaggio: al 66’ Frosio rincorre Rognoni in area e la mezzala vola a terra e questa volta l’arbitro indica il dischetto del rigore. Il fantasista bianconero Frustalupi con la consueta freddezza calcia deciso senza rincorsa e spiazza Marconcini che si distende a sinistra mentre la palla lambisce il palo destro. Stavolta la reazione del Perugia è sterile perché un secondo tentativo di rimonta a questo punto dell’incontro non dispone della necessaria freschezza e lucidità di idee. I rossi di Castagner, trascinati dell’abile Scarpa e dall’inesauribile Novellino, tentano il tutto per tutto, ma Boranga in un paio di occasioni dice no. Il Cesena è più prudente del solito e sfrutta continuamente il contropiede per alleggerire la pressione, evitando che si trasformi in forcing. Minuto dopo minuto, questo atteggiamento sancisce la vittoria 2-1 dei romagnoli.

Il commento

Una partita con l’assenza del gioco e degli episodi capaci di tenere vivo l’interesse del pubblico: questo in sintesi il significato di Cesena-Perugia. Il Perugia si è dimostrato squadra viva e preparata atleticamente e le reti romagnole sono imputabili più al nervosismo ed all’inesperienza dei difensori che al merito dei padroni di casa. Ma gli umbri devono sottostare la legge del noviziato per il passaggio alla divisione superiore, mentre per il Cesena il bilancio è indubbiamente positivo e conforta, prima di affrontare la capolista Juventus. Con questa classifica, l’obiettivo salvezza non dovrebbe risultare troppo difficile da raggiungere. 

Tra gli umbri si respira la delusione e mister Castagner dichiara: “dopo una sconfitta del genere bisognerebbe spararsi… Credo di aver sintetizzato così il mio parere sulla sfortunata esperienza alla Fiorita”. Di umore opposto l’allenatore dei bianconeri Marchioro: “mi ritengo soddisfatto del risultato. Spuntarla contro un Perugia tatticamente chiuso come quello di oggi era un’impresa non facile. L’autorete di Nappi ci ha indubbiamente aiutati, permettendoci di giocare con una certa calma, anche se qualche brivido di troppo c’è stato”. Infine capitan Cera: “oggi è da salvare solo il risultato. Il gioco è stato praticamente assente ed è difficile attribuirne la causa: se alla nostra responsabilità o al merito degli avversari. Comunque i 2 punti li abbiamo conquistati e tanto basta”.

Archiviamo così questo match ricco di ombre e non certo degno di un lungo ricordo da parte dei 15 mila presenti oggi alla Fiorita che non si sono divertiti. Comunque, la classifica è più che soddisfacente (7 punti in 6 partite) in vista della trasferta di Torino sul terreno della Juventus. Nella mente degli juventini, il Cesena è sicuramente la prossima vittima, ma i romagnoli non sono cavie ed anzi sono piuttosto ribell: anche al Comunale di Torino venderanno cara la pelle. Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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