Dopo alcuni anni, il Cesena ritrova l’amica Mantova

Mantova 1911 srl
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AVVERSARI – Con le sue 7 partecipazioni al campionato di Serie A, il Mantova (come il Cesena, del resto) può ben dirsi una “nobile decaduta”

A differenza di altre città che stiamo incontrando nel nostro itinerario culturale, gastronomico e calcistico, Mantova non dovrebbe proprio rappresentare un problema per quanto riguarda i monumenti da visitare: parliamo d’altro canto di una città che è Patrimonio dell’Unesco dal 2008 ed è stata Capitale italiana della Cultura nel 2016: dal Castello di San Giorgio (con la famosissima “camera degli sposi” affrescata dal Mantegna) a Piazza Sordello, per non parlare della Basilica di Sant’ Andrea.

Se siete in centro e fate una passeggiata, il consiglio è quello di fermarvi all’”Osteria la fragoletta”, dal soprannome di un’antica attrice locale, che propone quelle che sono le specialità del posto: dallo stracotto d’asino con bollito misto ai bigoli con luccio, fino alla torta sbrisolona. Ok, adesso però parliamo di calcio.

Non tutti sanno che i colori del Mantova 1911 srl non sono sempre stati quelli attuali: in principio erano biancoe  azzurro, poi, come spesso succedeva, l’intervento di un facoltoso sponsor (in quel caso la raffineria OZO) portò al bianco e rosso attuali. La massima serie nel capoluogo lombardo arrivò per la prima volta nel 1961, nel corso di un periodo d’oro durante il quale alla compagine venne affibbiato il soprannome di “piccolo Brasile”: molto del merito di quella scalata, partita dalla quarta serie, fu senz’altro dovuto alla presenza di Edmondo Fabbri alla guida tecnica e di Italo Allodi nella dirigenza, qui all’inizio della poi gloriosa carriera da dirigente di club, appena abbandonato il calcio giocato (Allodi fu un discreto centrocampista chee militò, tra gli altri, anche nel Forlì). In tutto, la Serie A in riva al Mincio arriverà altre sei volte, l’ultima però ormai molto lontana nel tempo, nella stagione 1970/71, cui seguirono numerose vicissitudini societarie con i rispettivi alti e bassi. Lo stadio, oggi intitolato alla vittima di Superga Danilo Martelli, in passato era stato dedicato anche a Benito Mussolini…

Tra i giocatori che hanno militato nel Mantova citerei senz’altro il giovane Dino Zoff, il futuro allenatore Gigi Simoni, il futuro dirigente Ariedo Braida ed i “nostri” Alessandro Teodorani, Dario Hubner, Samuele Olivi e Simone Cavalli. Infine, per quanto riguarda la tifoseria, i nemici giurati sono quelli del Verona, della Cremonese e di Bergamo, mentre a livello di amicizia, vanno citati il Brescia, il Prato e gli ultras della formazione francese del Lens. E ovviamente, quella con noi, che se è sopravvissuta ai due rigori parati da Antonioli nella vittoria del 2009, significa che poggia davvero su basi molto solide. Insomma, potete farvi un giro in città anche con le sciarpe bianconere al collo…


Immagine tratta dal sito www.calciomercato.com

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