Il “caso Cesena” secondo Juan Pedro Nonay, affermato psicologo dello sport

Delusione Cesena
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INTERVISTA – Il Cesena sta attraversando un periodo negativo, sia dal punto di vista fisico che mentale: lo psicologo Nonay analizza alcune delle cause

Il Cesena sta vivendo una situazione piuttosto negativa: dopo aver incrementato notevolmente il proprio vantaggio nei confronti del Matelica, i bianconeri hanno iniziato una lenta ma inesorabile flessione che pare non terminare più. A quattro giornate dal termine del campionato, la squadra allenata da Beppe Angelini mantiene un leggero vantaggio sui marchigiani (2 punti appena) ma la condizione mentale pare ormai perduta…

Abbiamo quindi chiesto l’opinione di un esperto in merito a ciò che la squadra potrebbe fare in vista dello sprint finale del campionato: Juan Pedro Nonay è psicologo sportivo presso il Collegio Ufficiale degli Psicologi di Madrid. Laureato in Psicologia, ha ottenuto il Master in Psicologia dello Sport e vanta ha diversi anni di esperienza nel mondo del calcio, sia per consulenze a livello di club sia a livello di singoli giocatori, dalle categorie inferiori fino alla Primera División. Oltre a tutto questo, ha collaborato con vari media di grande prestigio come Diario ABC e Rivista Panenka.

Questo l’autorevole parere del prof. Nonay:

Saper accettare l’errore come parte del gioco è molto importante. Spesso ciò che differenzia i vincitori dai perdenti è saper gestire gli errori e le circostanze avverse

Salve Juan, il Cesena non sta attraversando un momento positivo. La storia di un club può incrementare l’angoscia dei giocatori?
Indirettamente potrebbe farlo, lascia che ti spieghi: la storia di un club influenza le aspettative sull’esito di una stagione e quelle aspettative sono quelle che devono essere gestite in modo tale che questa angoscia non si verifichi in uno spogliatoio. Nel caso di grandi club come il Cesena, in una situazione così specifica, quelle aspettative sarebbero un punto importante da tenere in considerazione“.

Cosa si può fare per dare il meglio di sé, quando tutti intorno pensano che vincere sia la normalità?
Bisogna concentrarsi sugli obiettivi che si hanno, sia che si tratti di un singolo atleta o di una squadra. Fin dall’inizio, ogni atleta sa quanto sia difficile ottenere ogni vittoria e sa come non avrà mai tutto sotto controllo: c’è un rivale davanti, c’è pressione esterna. Ma sa anche che su molti aspetti dipenderà da lui: nel modo in cui si allena, nell’essere efficace in difesa, nel concentrarsi sui calci piazzati, nel tirare in porta o nell’assistere un compagno di squadra. Concentrarsi su quegli specifici aspetti del gioco è il modo migliore per dare la migliore versione di sé stessi. E in aggiunta a ciò, saper accettare l’errore come parte del gioco è molto importante. Ciò che differenzia spesso i vincitori dai perdenti è sapere come gestire gli errori e le circostanze avverse“.

In situazioni come quelle del Cesena, potrebbero avere prestazioni migliori i giocatori esperti o quelli emergenti?
I giocatori migliori sono meglio preparati psicologicamente, indipendentemente dalla loro età. Non nego che ciò possa influenzare l’esperienza precedente, ovviamente: se un giocatore ha esperienza nel gioco potrebbe essere meno influenzato dal contesto, ma ciò non significa che i giovani non possano fare bene. La conoscenza che l’allenatore (e i suoi assistenti) ha del suo staff, non solo a livello tecnico, tattico o fisico ma anche psicologico, è fondamentale in queste decisioni“.

Il Cesena ad oggi è il leader del suo campionato. Indipendentemente dalla distanza che ha sulla seconda della classe, questo lo pone, di per sé, come il massimo candidato alla promozione per i suoi meriti, che è ben lungi dall’essere un fallimento

La paura di non raggiungere l’obiettivo è contagiosa? Come si può fermare nel caso del Cesena?
La paura del fallimento dipende da ciò che è considerato un fallimento e se quel presunto fallimento è un fatto compiuto o è una possibilità. Il Cesena ad oggi è il leader del suo campionato. Indipendentemente dalla distanza che ha sulla seconda della classe questo lo pone, di per sé, come il massimo candidato alla promozione per i suoi meriti, che è ben lungi dall’essere un fallimento. Quando una parte di uno staff di una squadra inizia a sentire la paura non è appropriato fare un dramma o essere catastrofici, ma cercare di analizzare la realtà nel modo più oggettivo possibile, cercando quali cose dovrebbero essere migliorate e come. A questo punto la leadership è essenziale. Il Cesena può cercare di continuare a migliorare, mantenendo le sue virtù e rafforzando le possibili debolezze che potrebbe avere. Inoltre, più tutto è normale, senza grandi discorsi motivazionali se non sono necessari, senza grandi cambiamenti nella routine a meno che non siano essenziali, più gli obiettivi saranno vicini. La routine è un ottimo alleato in situazioni in cui una squadra inizia a giocare per raggiungere certi obiettivi, permettendo al giocatore di muoversi in un contesto più prevedibile e meno stressante“.

Il lavoro di uno psicologo è più efficace sul singolo giocatore o sulla squadra intera?
Dipende in primo luogo da quanto concordato con il club e l’allenatore ed in secondo luogo sulla circostanza in questione e sulle condizioni di lavoro. Ad esempio, ci possono essere giocatori timorosi nel lavorare con uno psicologo individualmente, altri possono venire da te di propria iniziativa perché hanno una certa necessità. Puoi lavorare su molti livelli, anche in modo complementare, ma ciò che è essenziale è un buon rapporto e una buona comunicazione con l’allenatore, il quale capisce che lo psicologo è lì per rafforzare il suo lavoro, non per togliere il suo ruolo o giudicare il suo metodo. L’allenatore è sempre il capo della squadra e lo psicologo dovrebbe essere un assistente, come può essere un massaggiatore o l’allenatore dei portieri“.

Guardando tutto dall’esterno, penso che chiunque avrebbe firmato per essere in testa alla classifica a quattro giornate dalla fine. Ed è proprio per questo che credo che i tifosi del Cesena hanno motivo di sorridere oggi

L’allenatore cosa dovrebbe fare? Evitare di parlare della possibilità di non vincere il campionato?
Come ho detto, l’allenatore è il grande leader nello spogliatoio di una squadra e
segna gran parte il destino di quello spogliatoio. Come dovrebbe contribuire? In primo luogo dovrebbe portare la propria la conoscenza del calcio cercando di motivare i giocatori nelle giuste modalità. Alla fine il segreto del successo di una lunga competizione in un campionato di calcio non è tanto negli ultimi cinque o dieci giorni, ma saper sommare punti gestendo tutte le situazioni che si presentano sia a favore che contro per nove mesi. E guardando tutto dall’esterno penso che chiunque avrebbe firmato per essere in testa alla classifica a quattro giornate dalla fine. Bene, questa è solo la situazione attuale. Ed è proprio per questo che credo che i tifosi del Cesena hanno motivo di sorridere oggi. Le grandi squadre nella storia, come i Chicago Bulls di Michael Jordan e i New England Patriots di Tom Brady hanno saputo soffrire prima di poter vincere i rispettivi campionati“.


Juan Pedro Nonay è su Twitter come juampex

Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina www.facebook.com/calciocesenafc

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About Jaime Mariño

COLLABORATORE – Jaime Mariño è nato in un piccolo paesino della Galizia, nel nord della Spagna, ora vive a Madrid. Ha diretto il dipartimento editoriale dell’agenzia Imagia Officina e dal 2016 labora come freelance per varie agenzie di comunicazione. Ha pubblicato articoli ed ha collaborato con prestigiosi media e reti radio come XLSEMANAL, ESQUIRE, La Voz de Galicia, Cadena Cope, Radio Galega, tra gli altri. Nell’estate del 2018 stava cercando informazioni su Giulio Cesare ed il Rubicone e ha trovato il Cavalluccio per caso. Ha allora pensato che in tempo di tori, leoni, aquile, tigri… una squadra che ha un cavalluccio sullo scudetto merita di essere amata. Insomma, è stato amore a prima vista ! Inoltre, la squadra ha dovuto ricominciare da capo, rinascere dal basso, come tutte le persone devono fare tante volte. Anche lui… Così ha aperto il primo (e a quanto pare, per ora unico) blog spagnolo sul Cesena, Micavalluccio, poi ha scoperto Cesena Mio...

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