Basta fare casino col Cavalluccio! Zitti e mosca!

Cavalluccio Cesena
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OPINIONI DI UN DIVANO – Il Romagna Centro comincia ad assomigliare al Cesena ed il Cavalluccio è la ciliegina sulla torta, ma c’è ancora un’asta fallimentare da vincere, per cui…

Beh, adesso basta fare tutto ‘sto bordello per il ritorno del Cavalluccio!
Basta!
Finitela!
Poi, se avete pazienza, vi spiego.

Stato dell’arte: il Romagna Centro mi sembra sempre più assomigliare al de cuius (il Cesena A.C.), il nome c’è, le maglie ci sono, l’ippocampo è tornato al suo posto, il Manuzzi ci aspetta fra poche settimane, ma la maggior parte del merito ce l’abbiamo noi tifosi, poveri e immensi pipilochi che ci mettiamo in coda (l’unico posto dove sopportiamo la fila) per abbonarci ad un campionato da barzelletta pur di stare insieme e cantare le nostre robe e sciarpare le nostre sciarpe.E’ la nostra voglia di essere ancora Cesena che ci permette di vedere ancora in campo il Cesena, voliamo come Peter Pan, non il Rodriguez Alejandro, ma proprio  quello della favola. Come facevano a volare i bimbi sperduti? Ve lo ricordate? D’accordo, polvere di fata e lì siamo già avanti con i lavori, ma, soprattutto, l’ingrediente magico più importante: un pensiero FELICE.

Il nostro pensiero FELICE è il Cesena, anche quando non c’è più QUEL Cesena, QUEL Cesena noi lo vediamo ancora, basta che sia bianconero e scenda al Manuzzi con la scritta Cesena e lo vedremo sempre perché lo decidiamo NOI chi è il Cesena. E allora, grazie agli amici del Romagna Centro siamo in Serie D e ripartiamo con grande fiducia, puntando all’unico obiettivo accettabile: la promozione, il ritorno fra i Professionisti. Bisognerebbe spiegarlo anche alle altre squadre, però, che siamo il Cesena, perché l’esperienza con la “corazzata Savignanese ci ha spiegato un paio di cosucce che non sto qui a ripetere, tanto le sappiamo tutti, in campo e fuori. Umiltà, grinta e voglia di pedalare in Serie D sono molto vicine al 90% degli ingredienti. L’espressione del talento, purtroppo, con gli arbitraggi della D e senza quarto uomo, è spesso incompatibile col salvataggio delle caviglie. Qua menano come dei fabbri, gli arbitri devono portare a casa la pelle e il talento lo tutelano quando è possibile.

Ma torniamo a noi, al ritorno del Cavalluccio Marino. Presidente, Sindaco e tutto il Gotha del mondo Cesenate ha brandito il Cavalluccio e si è fatto iperfotografare che neanche Lady Gaga al festival del Cinema di Venezia. La riconquista del Cavalluccio, commozione, orgoglio, aria di trionfo. Non so, sarà che sono un vecchiaccio pessimista e rompipalle, ma io non sono tranquillo. Il curatore fallimentare ha concesso l’uso del simbolo e delle attrezzature in via temporanea e in Primavera ci sarà un’asta per l’assegnazione definitiva del simbolo. E il Cavalluccio E’ il Cesena, questo è fuor di dubbio. Ma l’asta è pubblica e possono partecipare tutti. E se ce lo scippano? E se, per farci un dispetto, arriva un pataca da Bologna o da Rimini e offre una cifra di cui noi non possiamo disporre, se lo aggiudica e poi magari lo utilizza nella sua azienda (e magari, sfiga nella sfiga, fanno preservativi)? Fantascienza? Può darsi, ma io non sono tranquillo. Prudenza! Smettetela di fare tutto sto casino col Cavalluccio. Adesso ce l’abbiamo. Basta. Zitti e mosca. E fino a primavera non se ne parla, poi arriva l’asta e tracchete ci siamo solo noi e ce lo prendiamo con due lupini. Non è meglio?


Immagine tratta dal sito labussolanews.com

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