Caro calcio “vero”, mi manchi tanto !

Tifosi di calcio in Vis Pesaro-Cesena
Condividi questo articolo

TIFOSI – Il grido di dolore di un amante del calcio in una struggente lettera di fine anno. Con l’auspicio di tornare presto alla normalità

Chi mi conosce o legge, sa bene quanto io sia legato a questo sport, che sinora ho avuto modo di vivere e vedere da diverse angolazioni. Io amo il calcio. Devo però ammettere una cosa rispetto agli ultimi tempi: un pochino mi sento fiaccato nella passione.

Gli stadi vuoti, ad esempio, seppur per una giusta causa, hanno tolto qualcosa. Che sapore ha vedere le partite di calcio senza un pubblico che rumoreggia, senza i tifosi che festeggiano e senza i bagni di folla nelle piazze? Nessun fischio ai passaggi sbagliati, nessun applauso a quelli giusti, nessun pubblico che si accende negli ultimi minuti di partita, esultando o soffrendo in simbiosi con la propri squadra. Che gusto c’è nel sentir rimbombare nel silenzio le giocate dei campioni o dei propri beniamini? Devo anche ammettere che dalla TV l’effetto comunque non cambia, per quanto si sforzino con sagome o non sagome, cartelloni o non cartelloni, coperture o non coperture, poste a tamponare i vuoti delle tribune. È un po’ come andare ad un concerto e non sentire le voci dei cantanti e i suoni degli strumenti.

Con le ultime restrizioni poi, sono vietati anche i quattro calci in strada ed i calcetti amatoriali, è vietato anche il calcio dilettantistico, che ripartirà chissà quando. Forse… Magari a gennaio o forse direttamente nella prossima stagione, perdendo così un’intera annata. Il calcio dilettantistico è quello che arriva anche nelle cittadine più sperdute d’Italia e avvicina un po’ tutti al pallone e così perdiamo tutti. Per non parlare di quello giovanile, consentito solo a livello pro, una piccola élite che non abbraccia certo la moltitudine di ragazzi che si divertiva sui campi e campetti di tutta la penisola, da Bolzano a Ragusa.

Come se non bastasse, ora non si può nemmeno più andare in un pub o al bar per vedersi una partita (comunque asettica, in uno stadio vuoto) in compagnia degli amici come si è sempre fatto. Qualcuno si organizza come può (vedi Il tifoso del Cesena ai tempi del coronavirus), ma non è certo la stessa cosa.

Lo so, qualcuno ora probabilmente ribatterà che ci sono cose più importanti a cui pensare che non siano il calcio, questo lo capisco e lo condivido, però, tu che leggi cosa risponderesti se ti dicessi: “hei, qualunque essa sia, metti da parte la tua grande passione a tempo indeterminato”? E’ dura. E’ difficile avere una passione e non poterla sfogare (in senso buono, ovviamente) come si deve…

Da innamorato del calcio, di quello vero, che si giochi al Bernabeu, al Manuzzi o sul più sperduto campetto di periferia, posso solo dire una cosa: mi manchi e non vedo l’ora di poterti nuovamente ritrovare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *