Camplone batte il Sassuolo con la tattica dell’opossum morto

Camplone tattica opossum morto
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OPINIONI DI UN DIVANO – Il Cesena sorprende il Sassuolo in Coppa Italia, non solo con l’adozione del 3-5-2, ma soprattutto con la tattica dell’opossum morto

Sassuolo-Cesena di Coppa Italia rappresenta indubbiamente un’iniezione di fiducia per i giocatori ed i tifosi del Cesena e il merito, a mio avviso, è della nuova tattica sperimentata da Camplone. No, non parlo del 3-5-2 e delle sue varianti, ma dell’antichissimo ed efficace “trucco dell’opossum morto”

Riavvolgiamo il nastro: siamo a metà del secondo tempo e il Sassuolo è drammaticamente solo in campo. Giochicchia, cazzeggia, si rilassa. “Dove sono gli altri?”, si chiedono un po’ tutti, ma il più sperduto, ancora una volta, è Cinelli. Ha l’aria di quello di passaggio, che non ha capito esattamente dov’è, chi è, perché è lì. Chi sarebbero quelli con la maglia bianca che gli saltellano intorno? Lui, prudente, non si fida a passargli la palla e preferisce perderla con una certa continuità. E dire che per convincerlo a passare la sfera a qualcuno, la società gli ha comprato Cocco, lo conosce, è quello che giocava con lui nel Vicenza qualche anno fa. Infatti le cose cambiano quando Cocco entra (ma soprattutto quando Cinelli esce). Nell’area di rigore di competenza dei nero-verdi si materializza improvvisamente un estraneo, vivo, uno con la barba. Lo abbattono, o forse no, si abbatte, insomma, cade come corpo morto cade (cit. Dante Alighieri) e l’arbitro decide di vivacizzare la gara. Dopo il rigore segnato da Ciano in collaborazione con Pegolo che si tuffa a vanvera, il Sassuolo dovrebbe aver capito che c’è anche il Cesena, ma oramai, quando ti sei abituato all’idea che l’opossum è morto, fai fatica a convincerti del contrario. Soprattutto se l’opossum è ritenuto morto perché, rigore a parte, non ha tirato nemmeno una volta in 85 minuti. La catastrofe per il Sassuolo è quindi alle porte e si materializza con nostra soddisfazione dopo pochi istanti, grazie ad un cross di Balzano, un cioccolatino che taglia tutta l’area e si deposita sul piede raffinato di Finalmente Laribi.

Una partita nella quale Cinelli purtroppo si è confermato inesistente, Agazzi no (chi ha il coraggio di criticarlo per la prestazione di Sassuolo è meglio che vada a commentare l’hockey a rotelle), i centrali si sono dimostrati solidi, Laribi è stato volenteroso e concreto, Vitale, di fianco a Cinelli, è stato contagiato gravemente ed è regredito di due/tre livelli tornando un giovinastro pieno di sé e vuoto di sostanza, Renzetti ha ritrovato il suo binario, Garritano è sempre più frizzante e Rodriguez è stato dichiarato latitante forever.

Godiamoci allora questi quarti di finale e un attaccante solido, che potrebbe essere la chiave per aprire finalmente la porta delle trasferte. Sento mugugni perché si è ritrovato in una serie di fuorigioco a raffica. Per me è un bellissimo segno. Segno che ci ha provato. Nonostante sia appena arrivato e quindi fuori dagli schemi, se ne è fregato delle brutte figure. Ci ha provato. E allora, potremmo essere più vivi di quanto pensiamo, perché il Cocco non è di primo pelo, ma sembra fresco e voglioso. Abbiamo un gran bisogno di convinzione. Perugia sarà il primo importantissimo test per verificare che non sia un altro fuoco di paglia…


Immagine tratta dal sito www.opossums.altervista.org

6 Comments on “Camplone batte il Sassuolo con la tattica dell’opossum morto”

  1. Sono pienamente d’accordo, Però io credo che da 4 anni abbiamo uno dei migliori portieri, che in altre squadre sarebbe titolare e che a mio assoluto e modestissimo parere è assolutamente superiore ad Agazzi, Leali e anche all’ “amato” Gomis.
    In parole povere mi farebbe piacere vedere Agliardi finalmente titolare per una serie di partite, per questo non posso negare ho perfino sperato che non tornasse Gomis….mi devo dare all’Hockey?

  2. Agazzi è stato, con Cinelli, la più grossa delusione di questo campionato. Fra le abitudini più consolidate del Far West c’era quella di impallinare il pianista, fra quelle della tifoseria italiana c’è lo sparo sul portiere. Ai portieri non si perdona niente, gli attaccanti si mangiano gol grandi come case, condomini e pazienza. Qua sono passati portieri di altissimo livello, qualcuno, come Buffon, è tutt’ora in servizio attivo. Eppure nessuno è rimasto indenne dal tiro al piccione e spesso al primo errore il portiere viene massacrato. Gomis, per esempio, il nostro amato purt-nìr, a Torino è stato scartato come una buccia andata a male dopo il primo errore o giù di lì. Per noi è un eroe. Questa è la vita dei portieri, buoni o scarsi che siano, I portieri sbagliano, questa è la realtà, solo che quando sbagliano fanno più danni degli altri. Viva Agliardi, viva Agazzi, viva tutti i portieri.
    Un mestieraccio… 🙂 Cerchiamo di sostenere i nostri portinai, secondo me conoscono benissimo i loro limiti, ma se sentono un po’ di fiducia… chissà forse non si trasformeranno in Superman, ma faranno qualche papera in meno.
    (Parere divanesco)

  3. Mi sa che dovrò iniziare a occuparmi di Hockey…perchè non sarà stata pessima la prova di Agazzi, ma nemmeno cosi eccezionale…anzi (sul primo goal non è certo esente da colpe,anzi….). A dire il vero sono molto preoccupato che , cosi come è già avvenuto ad Empoli, dopo averlo cosi esageratamente esaltato , a qualcuno possa venire l’assurda idea di rimetterlo titolare in campionato al posto di Agliardi.

  4. Beh certo che con la Roma sarà molta fatica fare sia i finti morti che i veri vivi… Comunque dai anche per il nostro Cesena finché c’ è qualcosa e/o qualcuno vivo c’ è speranza…. Anche domenica a Bergamo con i nostri giovani contro l’ Atalanta, dopo avere sprecato due occasioni fatte e andati sul 3-0 per loro, qualcuno mormorava che si poteva anchw andare via e invece… con grinta e sudore han portato a casa un 4-4 magnifico!!???????? Per l’ hockey ho detto così avendo bazzicato x tanti anni tra piste e gare con i figli nel pattinaggio (a velocità), sai com’è….
    P.s.: l’ unica cosa che è veramente morta è stato il cambio della mia macchina tornando domenica dalla partita (????????⚡⚡)

  5. Purtroppo, la tattica dell’opossum morto non può essere replicata all’infinito, perché sfrutta l’elemento sorpresa.
    La Roma, infatti, ha deciso di darci cinque palle nel primo tempo, per evitare guai nei quarti di finale.
    L’importante è che a Perugia non avessero il segnale RAI e non abbiano visto la partita.
    L’hockey a rotelle è uno sport nobilissimo, che purtroppo ha pochi commentatori competenti. Chi avesse trovato pessima la gara di Agazzi col Sassuolo, troverà ampio spazio per esercitare la sua penna.

  6. Beh allora se funziona è meglio farli tutti i finti animali morti….????
    P.s.: Commentare l’ hokey a rotelle non è mica così facile, eh!

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