Camplone, Castori e le 4 virtù: “oc’, uréc’, pazinzia e bus de cul”…

Castori subentra a Camplone
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LO SPUNTO – Il cambio Camplone-Castori è l’occasione per ripercorrere i tanti esoneri dalla panchina del Cesena negli ultimi anni, alcuni davvero curiosi

La speranza era quella di non trovarsi qui oggi a raccontare un cambio di allenatore, perché quando salta la panchina nelle prime giornate di campionato significa solo una cosa, che la situazione è precipitata e si è arrivati ad un punto di rottura. Non fa eccezione questo Cesena: l’abbiamo visto, detto e ridetto, la squadra è completamente in tilt, il clima attorno al Dino Manuzzi è bollente e lo sgomento di vedersi ultimi in classifica è purtroppo palpabile. Lo sappiamo, è finita anche l’era Camplone, stimato gentleman che ci ha fatto vivere in pochi mesi emozioni contrastanti, dalle stelle alle stalle e viceversa, un continuo viaggio sulle montagne russe. Ci ha portato in salvo la stagione scorsa, ma poi questo avvio di campionato condito con il sapore amaro della disperazione. Certo, le colpe non sono sicuramente tutte sue, sappiamo benissimo che fin dal ritiro estivo ad Acquapartita le sue richieste non sono state sempre esaudite. Ma che ci piaccia o no, il calcio è questo, l’allenatore paga per tutti…

In questo weekend di fuoco, reso ancor più insopportabile dalla umiliante cinquina subita in Piemonte, si è cercato il successore di Camplone, colui che avrà la responsabilità di riaccendere gli animi di una città e che dovrà ricaricare le batterie di uno spogliatoio incredibilmente scarico. E chi se non lui? Fabrizio Castori! Allenatore amatissimo dalla piazza, eccellente motivatore e, diciamo la verità, il pregio di non gravare troppo sulle esauste casse del Cavalluccio, che ora si ritrova con ben tre allenatori a libro paga…

Con questa chiamata, Castori diventerà l’allenatore che negli ultimi 50 anni, ovvero dalla prima promozione in serie B nel 1967, si è seduto per più campionati sulla panchina bianconera, ben sei (vedi Ufficiale il ritorno del mister: salvaci tu, Fabrizio Castori !). In questa particolare classifica, il mister marchigiano di nascita ma cesenate d’adozione, staccherà Pierpaolo Bisoli, fermo a cinque stagioni, nelle quali si annoverano ben tre promozioni ed un esonero. Seguono a quota quattro Bruno “Maciste” Bolchi, con il quale retrocedemmo in serie B nel campionato 1982/83, ma che poi ci restituì il sogno nel 1986/87 con lo storico spareggio di San Benedetto del Tronto. Infine Pippo Marchioro, che nell’arco di ben vent’anni si è seduto per quattro stagioni sulla nostra panchina.

Tornando all’esonero di Andrea Camplone, non può che essermi da spunto per un rapidissimo viaggio a ritroso sugli esoneri più eclatanti nella storia del Cavalluccio. In tutto sono stati ben 27, alcuni dei quali con vittime eccellenti, come ad esempio quelli dei campioni del mondo Marcello Lippi nel 1990/91 e Marco Tardelli nel 1996/97. Ci sono state anche annate estremamente travagliate, nelle quali si sono avvicendati più allenatori nella stessa stagione: come dimenticare ad esempio il 2011/12, che vide succedersi Marco Giampaolo, Daniele Arrigoni e Mario Beretta e che si concluse con la retrocessione in serie B. Anche la 1996/97 fu una stagione infausta, nella quale venne prima esonerato il criticatissimo Tardelli, poi toccò a Marchioro che venne a sua volta rilevato dall’accoppiata Corrado Benedetti – Giampero Ceccarelli, ma ormai il danno era fatto e retrocedemmo pietosamente in serie C. Tre allenatori anche nel 1990/91 con Lippi – Ceccarelli – Alberto Batistoni (retrocessione in serie B) e nel 1976/77 con Giulio CorsiniPaolo “Ciapina” FerrarioDomenico “Tom” Rosati e poi di nuovo Ferrari, ma nonostante questo tourbillon, miracolosamente ci salvammo… Ma il record assoluto fu nel campionato 1969/70 che forse pochi ricorderanno, ma che è legato ad un aneddoto davvero divertente. Ben quattro allenatori si succedettero in quella stagione sulla panchina del Cesena e per ultimo arrivò Luigi Bonizzoni: terminata la carriera di allenatore, da qualche anno Bonizzoni era diventato un rispettato giornalista alle dipendenze del Conte Rognoni, ma il Presidente non ci pensò due volte e nel momento del bisogno gli ordinò di andare in missione per salvare il suo Cesena! Cosa che peraltro puntualmente fece, forse per non perdere il posto da giornalista…

Ora non mi resta che augurare un grosso “in bocca al lupo” a mister Fabrizio Castori, sperando che porti in dote le quattro virtù che secondo un altro grande allenatore come Arrigo Sacchi sono i requisiti fondamentali della vittoria: “Oc’, urec’, pazinzia e bus de cul”


Immagine tratta dal sito gazzettadimodena.gelocal.it

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