Calciomercato folle. Tifosi vittime dello show business

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LO SPUNTO – Un Cesena diverso per 5/11 da quello su cui lo staff ha lavorato in ritiro solleva dubbi e perplessità su questo calciomercato fin troppo lungo

Seconda partita di campionato. Al di là del risultato e degli aspetti puramente tecnici, dei quali si è abbondantemente discusso in questi giorni, il mio Spunto di oggi nasce da una riflessione che ho elaborato negli ultimi tempi. Ovvero da un pensiero che credo sorga spontaneo leggendo l’attuale formazione del Cesena, lo stesso che probabilmente sorge a tanti tifosi di altrettante squadre militanti nei campionati professionistici italiani. La nostra società, così come le altre di A e B, è stata per oltre due mesi in pieno calciomercato. Fin da giugno si sono rincorsi nomi, si sono fatte ipotesi, si sono inseguiti sogni che man mano prendevano forma nel corso delle settimane estive, oppure svanivano. E così facendo, ci si ritrova a luglio inoltrato con una formazione che parte per il lungo ritiro precampionato nel quale il mister ed il suo staff lavorano su pregi e difetti dei nuovi arrivati, cercando di amalgamare il nuovo gruppo e di creare un ambiente il più possibile sereno. Si elaborano ipotesi tattiche, schemi, moduli funzionali. Si giocano le prime amichevoli e si presenta la squadra alla città, ai tifosi ed alla stampa, infine arriva anche la Coppa Italia, ovvero le prime gare ufficiali. Ma poi ti ritrovi alla seconda partita di campionato, a settembre inoltrato, e ti si para davanti agli occhi una formazione che a causa di un mercato forse troppo lungo è molto diversa da quella preparata dallo staff tecnico per quasi due mesi. Quella a cui i tifosi si erano già un po’ abituati, nel bene e nel male…

Mi chiedo allora: è giusto che il calciomercato si protragga oltre l’inizio del campionato, facendo scendere o salire da un treno in corsa addirittura una mezza squadra, come nel caso del Cesena, ad esempio? Qualche giorno fa Beppe Marotta, l’amministratore delegato della Juventus, ha espresso una riflessione a parer mio molto interessante, in un’estate folle, segnata da valutazioni di mercato fuori logica per alcuni giocatori (chiaro il riferimento al trasferimento di Neymar al PSG): “Il mercato è davvero molto lungo e logorante, dovrebbe chiudersi definitivamente quando inizia il primo grande campionato europeo. Si assiste a questa intolleranza dei calciatori che non giocano o che non vogliono andare via e magari non si presentano neppure agli allenamenti. Ok, le bandiere non ci sono più, ma anche così assistiamo ad uno spettacolo che ha poco a che vedere con lo sport, si rischia un Circo Barnum!”. Un calciomercato così tanto lungo destabilizza i club ed i giocatori, innervosisce ed esaspera gli animi, costringe tecnici e preparatori ad un lavoro parzialmente inutile.

Per quanto riguarda il Cesena, questa situazione penalizza oltremodo, visto che si parte da una situazione già di per sé molto difficile: è del tutto normale che una società con poche risorse economiche a disposizione debba aspettare l’ultimo secondo dell’ultimo minuto per provare ad approfittare di “occasioni a prezzo di saldo” o per effettuare cessioni un po’ forzate, consegnando così al tecnico la rosa definitiva solo a campionato già iniziato. Al contrario, nelle realtà più solide, il cerchio si chiude in tempo e certamente in un clima più rilassato e disteso del nostro, con formazioni che godono del  vantaggio di essere già ampiamente collaudate.

Purtroppo il calcio è considerato oggi più uno spettacolo che non uno sport. Tenere in piedi il calciomercato oltre il fischio d’inizio tiene vivo l’interesse dei tifosi in momenti altrimenti poco interessanti. Così invece si discute nei bar, sotto l’ombrellone, si vendono quotidiani sportivi, si tiene alta l’attenzione e si crea un clima elettrizzante d’attesa. Chi paga milioni per i diritti tv fa ottimi indici di ascolto, con buona pace di Marotta, di Camplone e di tutti quei tecnici costretti a rincorrere le bizze dei calciatori capricciosi, se non dei procuratori famelici. Siamo ormai vittime dello show business, come diceva in tempi ormai lontani Orson Welles in Quarto Potere: “E’ la stampa, bellezza… Tutto può succedere”. A noi non resta che assistere a questo show e provare sempre e comunque a divertirci, perché, che ci piaccia o no, purtroppo il calcio è anche questo…


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

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