Un buon punto in trasferta per il Cesena ad Ascoli

Ascoli-Cesena 1975
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BIANCONERO VINTAGE – Al termine di una gara  giocata a centrocampo, Ascoli e Cesena chiudono 0-0. Per i romagnoli, obiettivo minimo raggiunto

Domenica 9 novembre 1975, si gioca la 5^ giornata del campionato di Serie A. Il Cesena cerca di uscire da un momento particolare, nel quale non riesce a dimostrare il suo potenziale, vuoi per sfortuna, vuoi per la mancanza della necessaria concentrazione, così come è successo domenica scorsa alla Fiorita contro la Sampdoria. Ora, la squadra romagnola deve fare i conti con l’Ascoli in trasferta, allo Stadio Cino e Lillo del Duca. Le due squadre si trovano appaiate a centro classifica e l’Ascoli è una squadra difficile da affrontare, tutta corsa e grinta e sarà sicuramente un valido test per questo Cesena ambizioso.

Le formazioni

Mister Enzo Riccomini dispone di una rosa equilibrata con tanti giocatori pronti a lottare: in difesa l’ex di turno Scorsa da tranquillità al reparto, a centrocampo Gola dirige il gioco e davanti ci sono Silva ed il romagnolo Zandoli, due attaccanti di valore. Inoltre, l’Ascoli sicuramente sfrutterà gli innesti di mercato provenienti dal Bologna, la punta Landini II ed il centrocampista Ghetti. Al Del Duca i bianconeri marchigiani entrano con questa formazione: Grassi, Logozzo, Perico, Scorsa, Castoldi, Morello, Salvori, Ghetti, Silva, Gola, Landini II. A disposizione Recchi, Zandoli che entrerà al 14′ della ripresa in sostituzione di Landini II, ed infine Minigutti.

Mister Pippo Marchioro deve fare a meno di Festa e questo per il centrocampo bianconero è un problema. A disposizione ci sono il giovane Valentini e l’esperto Zuccheri: inizia la partita il secondo, ma il mister sa che dovrà comunque rivedere gli equilibri del centrocampo. I bianconeri romagnoli scendono dunque in campo con questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione 12 Bardin, 13 Valentini, 14 Urban.

La partita

Pomeriggio freddo, cielo coperto e campo in buone condizioni nonostante la pioggia della notte. Arbitra il sig. Barboni di Firenze. Le squadre entrano in campo con queste divise: Ascoli con la tradizionale maglia bianconera a righe verticali sottili e pantaloncini bianchi; Cesena in maglia azzurra con bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

Nel primo tempo, prevale la squadra di casa, anche se entrambe sono ben disposte in campo. Rimane il fatto che sono poco incisive in attacco, anche perché le difese sono ben registrate e così vengono a meno le emozioni sperate dagli spettatori. I primi venti minuti sono monopolizzati da un Ghetti veramente strepitoso, a tratti incontenibile: l’ex bolognese è dappertutto e la marcatura predisposta da Marchioro si rivela sbagliata. Infatti, sulla mezza punta marchigiana il capelluto mediano Zuccheri, non ce la fa proprio a mantenerne il passo e a contenerne le brillanti iniziative. Al 13’ la prima palla gol dell’incontro: su lancio di Gola, bel colpo di testa di Silva a smarcare Ghetti inserito dentro l’area, ma con qualche difficoltà ad intercettare la palla; tenta così il controllo con la coscia sinistra, ma la palla si allunga leggermentee solo davanti a Boranga non riesce a chiudere in maniera vincente sparacchiando alle stelle. Il Cesena, scampato il pericolo, rimane comunque in affanno e sempre Ghetti al 17’ si fa applaudire per lo stupendo tiro al volo che fa la barba alla traversa, sul millimetrico cross di Gola. A questo punto, Marchioro decide di correre ai ripari e cambia la marcatura su Ghetti, con Ceccarelli anziché Zuccheri. E’ la mossa giusta e da quel momento Ghetti sparisce dal campo con Ceccarelli che lo annulla, contrastandolo in tutte le iniziative. C’è una spiegazione tecnica per questo capovolgimento di situazione: il terzino romagnolo, anziché aspettare in zona Ghetti, lo attacca nella sua metà campo e giocando di più in proiezione offensiva, lo costringe a rincorrerlo, finendo per annebbiargli le idee. Al 30’, ecco una palla gol clamorosa per il Cesena con Mariani. Su tipica azione di contropiede, la palla giunge a Rognoni dopo una respinta di testa di Danova, lancio di prima intenzione a Mariani che si invola verso la porta marchigiana; il terzino Logozzo, nel tentativo di anticipare l’attaccante, gli spara addosso il pallone e così l’ala bianconera può continuare di gran carriera verso la porta, ma al momento di concludere tenta il dribbling sul portier che con un bel intervento alla disperata riesce a salvare la sua porta. Il primo tempo si chiude con l’Ascoli ancora in attacco con il mediano Morello: dopo una pregevole triangolazione con Landini, Morello si mette in condizione di battere a rete con un tiro forte dal limite, ma esce centrale ed è ben parato da Boranga.

La ripresa vede un Cesena più autoritario, che si presenta in veste migliore: il sincronismo degli scambi è perfezionato ed è diventato più difficile per i marchigiani organizzare il proprio gioco: il Cesena è più raccolto ed ordinato dai suoi registi, quello arretrato Cera e quello davanti della difesa Frustalupi. Sono però mancate le emozioni e vere occasioni da gol non ce ne sono state. Mister Riccomini prova a sostituire Landini II con Zandoli, ma che le cose non migliorano per l’attacco marchigiano che anzi è sembrato di essere più vivo e penetrante prima del cambio. L’unico sussulto verso la fine del tempo sul cross di Ceccarelli: la difesa marchigiana respinge, ma prende palla Rognoni che con violenza scaraventa a rete; il suo tiro costringe Grassi ad una grande parata, con la sfera che finisce sui piedi di Mariani, nuovamente chiuso dall’ottimo portiere ascolano che compie un altro bell’intervento a pochi passi dalla riga di porta. Visto lo svolgimento del match e l’alternarsi del gioco, le due squadre si sono equamente divisa la posta in palio e lo 0-0 finale pare più che giusto giusto.

Il commento

Ai marchigiani il primo tempo, la ripresa ai romagnoli, inevitabile lo 0-0. Nel dopopartita, il Presidente Dino Manuzzi: “sì, sono soddisfatto, anche se con qualche rete segnata in più saremmo coi primi della classifica. Cinque partite giocate ed un bilancio davvero soddisfacente, anche in considerazione degli avversari finora incontrati e le tre gare in trasferta. È doveroso però osservare che i ragazzi avrebbero potuto in più di un’occasione fare crescere ulteriormente il bottino, tanto alla Fiorita quanto fuori casa, e se tutto avesse funzionato a dovere ora saremo alle spalle della formidabile coppia Juventus-Napoli, anziché sesti. C’è da augurarsi che in futuro certe occasioni non verranno sprecate per precipitazione o altre cause banali. E poi, ad onor del vero, la sfortuna è spesso intervenuta per toglierci maggiori soddisfazioni”.

Tutto sommato, è stata assorbita bene l’assenza di Festa ed il Cesena è uscito imbattuto dal difficile terreno di Ascoli, anche se ha mancato il tocco finale per ottenere il successo pieno. Questa trasferta ha cancellato le impressioni non del tutto positive dell’incontro casalingo con la Sampdoria. Pensando al prossimo incontro con il Perugia, è probabile la squalifica di Mariani, ammonito per proteste, e si profila una nuova assenza di grossa portata nei ranghi bianconeri. Sicuramente verrà chiamato in causa Urban, così che affronterebbe i suoi vecchi compagni di squadra. Non dimentichiamo però la classifica, sesto posto a quattro punti dalla capolista: la compagine romagnola guidata da Marchioro sta facendo sognare i propri sostenitori romagnoli e ciò è molto importante per una squadra come il Cesena, capace di imporre validamente il proprio gioco. Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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