Da Bonucci a… Tonucci, quando l’esultanza fa discutere

Esultanza Tonucci Bari-Cesena
Condividi questo articolo

LO SPUNTO – L’esultanza di Tonucci dopo il beffardo gol dell’ex al Cesena ha infastidito diversi tifosi, ma ormai in campo se ne vedono di tutti i colori…

Prima partita di campionato, BariCesena. Per fortuna è passata, ma purtroppo le paure hanno preso corpo, i tanti dubbi si sono concretizzati in una prova incolore che lascia per ora poco spazio a ciò che non si dovrebbe mai togliere a nessuno, soprattutto ai tifosi, i sogni e le speranze… Non starò qui a dilungarmi e annoiarvi in ulteriori analisi tecniche di una partita che speriamo di esserci lasciati alle spalle e che comunque ha mostrato e ribadito tutti i limiti della nostra formazione attuale. Lasciamo lavorare i ragazzi, un clima negativo non aiuta di certo la squadra, diamo fiducia al mister ed aspettiamo squalificati, infortunati e, magari, anche qualche nuovo acquisto dell’ultima ora. Poi sarà il campo a parlare. Piuttosto, da tifosa ma anche da curiosa degli aspetti non esclusivamente tecnici del calcio, mi piacerebbe soffermarmi e prendere spunto, anche per smorzare un po’ i toni tragici che ha suscitato questa prima di campionato, da un episodio che ben rappresenta ormai in tutto e per tutto un vero e proprio fenomeno di costume, che ormai dallo sport si è trasferito nel quotidiano. Mi riferisco all’esultanza, che sia quella del calciatore che ha appena segnato un gol o di Usain Bolt che ha appena vinto un titolo olimpico, fino ad arrivare ai campi di periferia, dove il bimbo che, rimastone stregato, li “scimmiotta” facendoli propri.

Ma torniamo a domenica sera, precisamente al 68′, quando in maniera abbastanza casuale il difensore del Bari (nonché ex del Cesena) Denis Tonucci realizza il terzo gol. A quel punto incomincia a correre ed esultare imitando lo “sciacquatevi la bocca” del più famoso e blasonato Leo Bonucci, da cui lo separerebbe solo una B anziché una T nel cognome (!?!), come lo stesso Tonucci dichiarerà a fine partita: “Ho esultato come Bonucci. D’altronde giochiamo nello stesso ruolo e ci chiamiamo quasi nello stesso modo, non ci vedo niente di male“.

In realtà, il gesto di esultare nel calcio dopo un gol è sempre esistito, ma fino alla fine degli anni ’80 esso era limitato ad una semplice alzata di braccia al cielo. Poi nel calcio che conta è arrivata l’Africa e le sue stupende reminiscenze di allegria, danze e balli tribali, con il suo primo profeta Roger Milla, centravanti indimenticabile del Camerun che alla veneranda età di 38 anni, per un calciatore si intende, ha rivoluzionato il modo di esternare la gioia allo stato puro, mista all’adrenalina che prova un calciatore dopo aver segnato una rete. Siamo ai Mondiali di Italia ’90, si gioca ColombiaCamerun: partito ancora una volta dalla panchina, il nostro inossidabile Roger entra e segna due gol spettacolari, il secondo dei quali è passato alla storia grazie alla danza in cui si produsse il centravanti attorno alla bandierina del calcio d’angolo. Fino ad allora non si era mai visto nulla di simile. Da lì in poi l’esultanza, dapprima timidamente, poi in maniera sempre più convinta, è diventata uno degli aspetti più spettacolari e coreografici del calcio di oggi.

Ogni calciatore ha ormai il suo modo di festeggiare un gol, diverso dagli altri ed imitato dai più. Spesso le esultanze vengono pensate prima della partita, oppure sono legate a momenti particolari vissuti dai calciatori nella loro vita privata, quali gli amori del momento o i bebè in arrivo. E’ il caso del “ciuccio” di Francesco Totti o del mitico brasiliano Bebeto che durante i Mondiali USA ’94 esultò mimando una culla per festeggiare la nascita del figlio, gesti che subito hanno fatto presa su tantissimi colleghi in tutti i continenti. Come dimenticare poi uno dei migliori attaccanti di sempre, Gabriel Batistuta che festeggiava mimando una mitraglia o Luca Toni che faceva ruotare la mano destra a coppa vicino all’orecchio? A volte addirittura assistiamo a sketch esilaranti e coloratissimi che coinvolgono più giocatori o addirittura la squadra intera, come ad esempio “il trenino” reso celebre dai giocatori del Bari negli anni novanta. La storia è piena di festeggiamenti programmati e riusciti piuttosto bene, oppure che hanno generato polemiche e critiche o che addirittura hanno fatto litigare le tifoserie: è capitato con il selfie di Totti con il telefonino sotto la Curva Sud in occasione del derby contro la Lazio o allo juventino Maresca che ha mimato il gesto del toro dopo aver segnato un gol nella stracittadina contro il Toro, appunto.

Forse tutto questo ha fatto perdere un po’ di spontaneità ad un gesto che invece dovrebbe esprimere gioia istintiva allo stato puro. In questo senso, lasciatemi dire che dopo tante scenette e pantomine, l’esultanza più bella che mi porto nel cuore è ancora quella di un giocatore che dopo aver segnato il secondo gol per la sua squadra corre indemoniato per il campo urlando a squarciagola “GOL! GOL! GOL!”. Era l’11 luglio 1982, la sua maglia era azzurra e il suo nome era Marco Tardelli.


Immagine tratta dal sito corrieredellosport.it

16 Comments on “Da Bonucci a… Tonucci, quando l’esultanza fa discutere”

  1. E’ un giocatore ignorante, quindi, perfetto. L’avessimo avuto in squadra noi, avremmo goduto come ricci ad ogni sberla-ceffone-manata-gomitata-testata-stecca ecc. rifilata all’avversario. E pensare che ce l’avevamo…..comunque siete solo dei rosiconi invidiosi…..e comincia a mancarmi quel cretino di Rodriguez, con lui mi sarei almeno divertito e sarei retrocesso con il buon umore…..e aggiungo che l’articolo è palloso perchè è inutilmente lungo.

  2. No no non è l’unico ma mi ricordo bene anche anno scorso era da espellere comunque non ricordo Scogliamiglio ma Esposito mi sembra un orso vicino ai Perticone o Rigione infatti lasciare Capelli per uno così voglio vedere l’affare

  3. adesso fa il fenomeno , si e’ gia’ scordato che lo scorso campionato lui con quel popo’ di squadra ha fatto gli stessi punti del Cesena , mi associo , mo va a cagher !!!!

  4. nel frattempo arrivano alterne notizie di mercato che verranno sicuramente largamente commentate in post successivi: ci tengo solo a dire che lasciare il mercato aperto fino a questo punto dell’ anno praticamente rende inutile il lavoro tattico che svolgono gli allenatori durante l’ estate…tanto varrebbe concentrarsi quasi esclusivamente sull aspetto atletico.

  5. In realtà Tonucci è solo “lo spunto”, appunto. Nell’articolo si parla del grandissimo Roger Milla, di Marco Tardelli, di Luca Toni e così via… Leggere per credere, senza cadere nel tranello de “Lo Spunto”… 😉

  6. In Italia avevamo già “ammirato” negli anni 80 Juary dell’Avellino danzare attorno alla bandierina dopo aver segnato. Anche a me queste esultanze non piacciono perché non mi sembrano vere ma quasi legate a un format e non alla emozione spontanee sempre diverse da una occasione all’altra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *