Black Friday e Black November, un mese per il Cesena da dimenticare

Cesena-Campobasso
Invia l'articolo agli amici

CRONACHE DAL SETTORE O – Il Cesena pareggia mestamente contro l’ultima in classifica e scivola a -7 dal Matelica al termine di un novembre nero

In una domenica tenebrosa nel settore “O” il bianco svanisce e lascia il posto al solo nero. Novembre, piove, grigiore e tristezza. Nel settore “O” in questo pomeriggio uggioso c’è chi cerca di alzare il morale con qualche ricordo felice non necessariamente di calcio. Ma si sa, nel paese del sole siamo tutti un po’ meteoropatici, soffriamo il grigiore dell’inverno. Arriva un signore che si siede al di là della scala e chiede guardando i supporter del Città di Campobasso: “…ma…di che squadra sono? Contro chi giochiamo?”. In serie D capita anche questo, di andare alla partita senza neppure sapere il nome dell’avversario… e invece di ridere siamo ancora più tristi.

Diamo un’occhiata ai nostri avversari: Città di Campobasso, che già incute rispetto, non bastava Campo-basso, che anche se formato da due parole non fa trasparire niente di eclatante anzi, ma Città di Campobasso incute rispetto, timore, sembra che dietro ci sia tutta la città, 50000 persone. Hai presente se domani si gioca Fiorentina-Napoli? E’ diverso se si gioca Città di Firenze-Napoli, devono averlo pensato i fondatori nell’ultima rinascita del club, forse erano esperti di marketing e col nome hanno attuato una prima strategia! Ma hanno fatto di più, si fanno chiamare “lupi rossoblu” e in quale miglior giornata di quella odierna si può parlare di tempo da lupi? Il Cavalluccio si sa, è mite e generoso e anche un po’ altruista e alla domenica porta la merenda alla nonna, stiamo attenti. E non è finita, sullo stemma ci sono rappresentate 6 torri merlate che ricordano le 6 porte della città, così, per confondere gli avversari che si sa a calcio si deve tirare in porta… ma a quale tireranno i nostri eroi? A questo punto siamo tutti un po’ preoccupati, questa è violenza psicologica, siamo reduci da una bruciante sconfitta contro una squadra il cui simbolo è solo un pino marittimo con i piedi, pardon, con le radici nell’acqua! Queste cose hanno la loro importanza. Ora è panico.

Al 4’ minuto però il Cesena passa in vantaggio, Ciofi beffa tutta la difesa e…abbiamo ancora le braccia alzate che il Città di Campobasso pareggia ma le braccia non si abbassano: “Noo non vale dai, ma cosa c’è un sasso sul meraviglioso prato del Manuzzi?”. Avete visto tutti Federicone Agliardi era sulla palla…qui c’è qualcosa di veramente strano. Continua a piovere sul bagnato, i nostri bimbi tirano, abbiamo contato fino ad undici conclusioni ma abbiamo anche visto Valeri uscire dritto col pallone verso il fondo più di una volta, che gli si fosse materializzata lì una delle 6 porte? E di Alessandro che gioca a ping-pong con Sposito che sembrava un folletto ne vogliamo parlare? Ora è proprio scura, di più, tenebrosa, ancora di più: nera! Mi arriva un whatsappino da mia moglie che mi chiede: “A che ora finisce la partita? Dopo andiamo in centro? C’è ancora il Black Friday…”.

Anche qui porca miseria, anche qui.