Terzo bilancio stagionale per il Cesena: cosa funziona e cosa no dopo quindici (più una) giornate

Cesena-Vastese 4-1 festa Curva Mare
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LO SPUNTO – Trascorse sedici giornate dall’inizio del campionato, il Cesena ha raccolto 35 punti su 48 disponibili

Siamo in ritardo di una giornata, ma è nettamente più piacevole scrivere ora, a -1 dal Matelica e reduci da una brillante prestazione, rispetto a qualche settimana fa, quando i bianconeri abbandonavano il rettangolo di gioco sotto i fischi di un indiavolato pubblico in virtù dello striminzito pareggio rimediato contro il fanalino di coda Campobasso. Dopo quella partita il Cesena di mister Angelini ha vinto a Montegiorgio e come detto contro la Vastese, rosicchiando addirittura 6 punti al Matelica (sconfitto a Jesi e in casa contro la Recanatese) e portandosi ad una sola lunghezza dai marchigiani. In queste sei partite, il Cesena ha ottenuto i tre punti in quattro occasioni (contro Isernia, Savignanese, Montegiorgio e Vastese), pareggiato una volta (Campobasso) e perso a Pineto. Analizziamo ora, reparto per reparto, cosa funziona e cosa non funziona nel Cesena attuale.

Portieri

Nelle prime dieci giornate il Cesena aveva subìto 5 reti, mentre nelle ultime sei giornate è stato bucato per 4 volte. In questo caso Agliardi ha poche colpe, anzi: contro Isernia e Savignanese, due partite giocate piuttosto male dal Cesena ma che hanno portato in dote sei punti su sei, il portierone bianconero ha letteralmente salvato la baracca. Poco da dire sulla questione portiere: nel momento in cui ci si affida ad una retroguardia quasi interamente composta da under, il minimo che si possa fare è affidarsi ad un portiere esperto: bene ha fatto la società a correre al riparo dopo i primi mesi incerti di Sarini.

Difensori

Nelle ultime gare si è vista un po’ di confusione da parte del reparto arretrato bianconero. L’arrivo di Viscomi, esperto centrale proveniente dall’Este, ha sicuramente portato maggior tranquillità, sebbene il roccioso difensore abbia giocato da titolare contro il Montegiorgio senza però giocare contro la Vastese. In generale l’impressione è di poter disporre del miglior terzino sinistro della categoria, di due centrali affidabili (che si tratti di Ciofi, Benassi, Viscomi o Noce va sempre bene) e con il rientro di Zamagni si spera di poter chiudere la falla nell’out di destra, sebbene l’adattato Noce non stia sfigurando. Con qualche partita in più alle spalle, quella che è già la miglior difesa del girone per distacco non potrà che migliorare. Da segnalare che i due innesti scelti da Pelliccioni, Mantovani e Munari, andranno a rimpolpare le fasce e il numero di under su cui Angelini potrà contare nel 2019.

Centrocampisti

Il punto più basso del reparto è stato probabilmente toccato nella sfida interna contro il Campobasso, quando troppi giocatori non adatti a giocare davanti ad un pubblico come quello del Manuzzi si sono lasciati sopraffare dall’ambiente e non hanno giocato affatto bene. L’innesto di Fortunato e il rientro di Biondini dovrebbero mitigare questo problema, cosicchè Angelini possa schierare di partita in partita il miglior centrocampo possibile. In queste gare De Feudis ha confermato l’ottimo momento che sta vivendo, mentre Campagna è cresciuto alla distanza prendendo maggiormente l’iniziativa nonostante la giovane età. Fortunato ha avuto un impatto clamoroso sul campionato del Cesena, portando in dote al Cavalluccio quello che mancava a questa squadra, ovvero l’inserimento in area di rigore e il fiuto del gol di un centrocampista. L’impressione per le prossime partite è assolutamente positiva.

Attaccanti

Il rientro di Ricciardo ha sconvolto tutto e tutti: doppietta al rientro contro la Vastese e doppia cifra raggiunta a dicembre nonostante il mese di novembre perso per infortunio. Siamo di fronte al giocatore più decisivo e probabilmente inatteso di queste prime sedici giornate, una sorta di Re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Per poter risultare così decisivo però è ovvio che serva l’assistenza dei compagni di reparto. Alessandro ha tirato la carretta per tutte le precedenti partite e molto spesso è stato criticato, a mio parere, ingiustamente: quante altre squadre possono contare su un giocatore di questo tipo che può risolvere una partita con una giocata vincente? Un attaccante del genere vorrei sempre averlo dalla mia parte. E lo stesso vale per Tortori, aspramente criticato per l’espulsione rimediata contro la Savignanese ma che al rientro ha dimostrato quanto sia importante la sua presenza per creare occasioni da gol praticamente ad ogni azione. Non è tutt’oro quel che luccica ma, con la squadra al completo, questo Cesena non può avere paura di nessuno. L’acquisto di Tonelli rappresenta poi una valida alternativa ad uno dei tre tenori offensivi: a partita in corso può risultare devastante.

Allenatore

Aspramente criticato, più di un tifoso non vorrebbe più vederlo sulla panchina del Cesena, ma io mi schiero apertamente dalla sua parte. Qualche dichiarazione forse affrettata e sbagliata, soprattutto per quanto riguarda la pressione del Manuzzi, ma alla prima vera esperienza in una big della serie D bisogna andarci coi piedi di piombo. D’altro canto, non può certo andare in sala stampa e dire “le vinciamo tutte“: al primo errore verrebbe sicuramente attaccato da chi adesso si lamenta del suo basso profilo. E’ l’allenatore giusto per questo tipo di gruppo: non basta urlare e calciare la panchina per 90′, Cesena deve riuscire a fare questo step mentale che vede in un allenatore tarantolato l’unico appetibile per la panchina bianconera.

 

 

3 Comments on “Terzo bilancio stagionale per il Cesena: cosa funziona e cosa no dopo quindici (più una) giornate”

  1. Io invece vedo nel mister (bravissima persona x carità) il punto debole: non ho visto la sua mano nella crescita dei giovani e quando sono mancati i leader la squadra è sparita. Con Pineto e Campobasso partite indegne e con l’unica prima punta in panca tutto il tempo o quasi. poi certo se ti danno i migliori vinco anche io.

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