Secondo bilancio stagionale per il Cesena: cosa funziona e cosa no dopo dieci giornate

gol Alessandro contro Francavilla Cesena
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LO SPUNTO – Trascorse dieci giornate dall’inizio del campionato, il Cesena ha raccolto 22 punti su 30 disponibili e si trova al secondo posto in classifica

E’ (nuovamente) tempo di bilanci in casa Cesena: dopo le prime giornate archiviate con il quarto posto per la band romagnola (leggi Primo bilancio stagionale per il Cesena: cosa funziona e cosa no dopo cinque giornate) è ora tempo di analizzare quanto successo a partire dalla trasferta in casa della Sangiustese. In queste ultime cinque partite il Cesena ha conquistato 12 punti, frutto di quattro hurrà ed una sconfitta, con quest’ultima che ha interrotto l’ottima striscia di vittorie in cui il Cesena era riuscito a mantenere la propria porta inviolata. Dopo dieci giornate il Cavalluccio occupa la seconda posizione del girone F a 22 punti alle spalle del Matelica (che di punti ne ha due in più) che domenica scorsa, esattamente come i bianconeri, è capitolata sotto i colpi della Sammaurese. Analizziamo ora, ruolo per ruolo, cosa va e cosa non va nel Cesena delle prime dieci giornate.

Portieri

La partita contro la Sangiustese è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e come pronosticato la società ha rimesso sotto contratto Federico Agliardi, che nel corso dell’estate si era allenato insieme all’amico Cascione con il Santarcangelo. Il veterano portiere bianconero si è dimostrato assolutamente all’altezza della chiamata, riuscendo a mantenere inviolata la propria porta per quattro gare consecutive prima di capitolare contro la Recanatese. Nel mezzo tante belle parate ma soprattutto una ritrovata fiducia che è riuscito ad infondere all’intero reparto difensivo. Per quanto riguarda invece Sarini e West Astuti, con ogni probabilità non avranno la possibilità di mettersi in mostra a meno di eventuali infortuni del portiere titolare, mentre l’oggetto misterioso Shala potrebbe anche salutare la comitiva romagnola nel mercato di riparazione.

Difensori

Grazie all’innesto di Agliardi, il reparto difensivo ha trovato finalmente la quadra: è apparso nettamente più sicuro rispetto alle prime cinque gare e, nonostante qualche assenza per infortuni e squalifiche, si è dimostrato all’altezza delle aspettative estive. Il rientro di Benassi ha aiutato la fluidità delle ripartenze e la sicurezza negli anticipi, mentre la solidità mostrata da Ciofi, nonostante sia un under, ha permesso agli altri giocatori in campo di potersi affidare a lui sia in fase di disimpegno che di contenimento. Sulle fasce Valeri ha dominato in tutte le partite ad eccezione della sconfitta interna contro la Recanatese, mentre dall’altra parte l’adattato Noce ha addirittura trovato la via del gol contro la Jesina sebbene ancora non riesca a garantire l’apporto necessario anche in fase offensiva. Cola si è fatto trovare pronto a Jesi, mentre è sparito dai radar il greco Stikas, che dopo la doppietta contro la Sammaurese non ha più trovato continuità. In attesa di recuperare Zamagni, Angelini sembra aver trovato i suoi quattro uomini di fiducia potendo comunque contare sulle riserve.

Centrocampisti

Questo è probabilmente il reparto che sta faticando maggiormente nel Cesena attuale. L’idea è che non si sia ancora capito come poter esprimere al meglio tutte le potenzialità dei vari giocatori a disposizione. Partiamo dalla coppia di veterani De FeudisBiondini. E’ parso evidente che insieme facciano fatica a giocare e che si pestino spesso i piedi: il Rosso di Montiano ha giocato poco a causa dell’espulsione contro il Francavilla e di diversi piccoli infortuni e deve ancora trovare la condizione ottimale, mentre Beppe ha dimostrato di giocare meglio con al fianco un vero regista. Questione Campagna: il classe 2000 si è espresso meglio nel ruolo di regista piuttosto che in quello di trequartista, ma spesso Angelini lo preferisce alle spalle degli attaccanti sebbene la scorsa stagione abbia giocato molto bene proprio in mezzo al campo. Tola e Gori (ad eccezione dell’ultima partita) si sono sempre fatti trovare pronti, Capellini è un’arma importante (il suo primo gol con la maglia bianconera è arrivato nel giubilo di Santarcangelo) e probabilmente meriterebbe più spazio, così come Andreoli che a Jesi ha ben figurato. L’impressione è che si debbano ancora trovare le giuste misure, ma con ogni probabilità sarà il reparto che verrà maggiormente ritoccato a dicembre.

Attaccanti

E’ difficile mettere in discussione il rendimento del reparto avanzato del Cesena anche se abbiamo negli occhi la negativa prestazione contro i marchigiani. Nelle ultime cinque partite sono stati infatti segnati 9 gol: due al Francavilla (doppietta Alessandro), quattro al Santarcangelo (tripletta Ricciardo e rete di Capellini), uno al Forlì (Ricciardo) e due alla Jesina (Noce e Casadei), per un totale di 7 reti messe a segno proprio dagli attaccanti del Cesena. Si tratta di giocatori con enorme potenziale ma che fino ad ora non lo hanno espresso a pieno: Tortori appare troppo fumoso, Alessandro molto spesso rallenta l’azione e adesso si è pure fatto male Ricciardo. Questi tre insieme possono spaccare la partita ma troppo spesso l’esito della gara è dipeso da loro invenzioni e fiammate.

Allenatore

Il Cesena deve vincere il campionato e questo lo sanno anche i muri, ma Angelini, giustamente, è stato più volte prudente e ha invitato tutti a non pensare di aver già vinto il campionato a novembre per il solo fatto di portare il Cavalluccio sulla propria maglia. Condivido questo ragionamento sebbene dal Cesena ci si aspetti sempre una vittoria o quantomeno il giocare per raggiungere i tre punti, in ogni campo e situazione. Su questo penso che possiamo essere tutti d’accordo: esclusa la trasferta di Matelica la squadra di Angelini ha sempre giocato per la vittoria e le ultime cinque giornate sono lì a dimostrarlo. Che il passo falso di domenica serva alla squadra per ripartire e andarsi a prendere la vetta della classifica per la tanto attesa promozione in Lega Pro.


Foto tratta dalla pagina Facebook Cesena FC

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