Primo bilancio stagionale per il Cesena: cosa funziona e cosa no dopo cinque giornate

Bilancio Cesena dopo cinque giornate
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LO SPUNTO – Trascorse cinque giornate dall’inizio del campionato, il Cesena ha raccolto 10 punti su 15 disponibili e si trova al quarto posto in classifica

Il pareggio ottenuto sabato pomeriggio contro la Sangiustese ha scatenato nei tifosi tutta una serie di reazioni contrastanti: chi ha criticato l’operato della squadra, chi quello della dirigenza, chi quello dell’allenatore…la rete di Herrera all’85’ ha certamente rovinato una partita piuttosto positiva del Cesena, che per la seconda volta consecutiva è tornato da una trasferta senza essere riuscito ad ottenere i tre punti. In tanti hanno confrontato la situazione dei bianconeri con quella delle altre nobili decadute come Bari, Avellino e Modena: queste formazioni al momento si trovano in vetta al proprio girone, con il solo Cesena che sta arrancando e già dopo cinque giornate vede la prima posizione a cinque punti di distanza. Ma cosa c’è che funziona in questo Cesena, e cosa invece ancora deve essere migliorato?

Portieri

In estate i bianconeri si erano inizialmente affidati al classe ’98 Passaniti, salvo poi spedirlo in Eccellenza poiché non offriva sufficienti garanzie. Dopo il ritorno di Sarini e l’acquisto del primo australiano della storia del Cesena West Astuti, si è iniziato a parlare di Shala, portiere albanese del 2000 che si sarebbe dovuto svincolare dalla sua squadra e, in sinergia con la Fiorentina, sarebbe dovuto arrivare in riva al Savio. Ad oggi si sta ancora attendendo l’espletazione di tutte le pratiche burocratiche ma il giovane portiere dovrebbe essere tesserato a breve. Nel frattempo il titolare è stato Sarini, che ha alternato ottime parate (su tutte quella di Avezzano e il rigore bloccato sabato scorso) a momenti di confusione assoluta (la non uscita a Matelica e con la Sangiustese, il rinvio sui piedi di Cheddira,…) mettendo in apprensione tutta la fase difensiva. E’ vero che il portiere è molto giovane (1999), ma in queste prime cinque giornate non ha raggiunto la sufficienza tanto che la dirigenza si sta interrogando sulla questione Agliardi, con un probabile ritorno dell’ex bianconero.

Difensori

La difesa è stato il reparto più criticato da inizio stagione: dopo la debacle contro la Savignanese i bianconeri erano stati “accusati” di essere troppo morbidi e poco attenti nel corso di alcuni tratti di gara. L’inizio campionato è stato promettente nonostante l’errore di Cola ad Avezzano, ma con Agnonese e Sammaurese la porta è rimasta inviolata e così sarebbe stato anche a Matelica se non ci fosse stata una dormita colossale di tutta la squadra. Contro la Sangiustese sono invece venuti a galla i veri problemi: poca concentrazione nelle fasi cruciali della partita, incredibile sofferenza quando il Cesena smette di attaccare e si rintana nella propria metà campo, probabilmente per una condizione atletica non ancora ottimale. La sorpresa fino ad ora è stata Valeri, che dopo una prima giornata nera ha stupito tutti conquistando la fascia sinistra. Fino ad ora bene anche Ciofi, Stikas e Zamagni, seppur con alti e bassi, mentre Poggi ha alternato una prestazione ottima (Avezzano) con una disastrosa (Matelica) e Cola ha sulla coscienza l’errore commesso alla prima giornata. Si attende speranzosi il ritorno di Benassi, che nel primo tempo contro l’Avezzano aveva letteralmente giganteggiato.

Centrocampisti

Fino alla trasferta di Monte San Giusto la cerniera in mediana era stata composta da De Feudis e Biondini, che hanno palesato però modalità di gioco molto simili e che a più riprese hanno messo in difficoltà l’equilibrio della squadra. Il Conte fisicamente sembra stare bene, mentre il Rosso di Montiano ha mostrato una condizione atletica non ancora ottimale. Sarà dura dover fare a meno volontariamente ad uno dei due, ma l’impressione è che insieme si pestino i piedi. Ha fatto una buona impressione Campagna, classe 2000 ma con personalità da vendere che fino ad ora non ha trovato la via della rete per questione di cm: il suo ruolo naturale è quello del regista, anche se fino ad ora ha giocato sempre alle spalle dell’unica punta. Gori sabato scorso ha mostrato una grande freddezza seppure sia mancato il passaggio illuminante, Tola è una garanzia mentre Pastorelli, così come Andreoli, deve ancora crescere e dimostrare ad Angelini di potersi meritare minuti importanti. Chi può fare sicuramente meglio è Capellini: è vero che fino ad ora è entrato negli ultimi minuti ed è difficile giudicare un giocatore quando entra sempre dalla panchina, ma dal forlivese mi aspetto più concretezza e capacità di far salire la squadra soprattutto quando nei secondi tempi c’è bisogno di tener su la palla.

Attaccanti

La sorpresa vera è Ricciardo: quattro gol in cinque giornate e un apporto alla manovra della squadra davvero in sinergia con i movimenti dei compagni. Ci si aspettava forse qualcosa di più da Tortori e Alessandro, che hanno sì deciso le gare con Agnonese ed Avezzano ma danno ancora l’impressione di giocare compassati e di non riuscire a trovare lo specchio della porta con regolarità. Ma se si accendono loro la musica cambia e molto spesso il Cesena vince: che sia il caso di tenere uno dei due in panchina per poi scatenarlo nella ripresa, quando le difese avversarie sono ormai stanche? Ingiudicabile l’operato di Casadei, visto troppo poco in campo in questo scorcio di stagione. Si attende invece il ritorno di Zammarchi, uno degli under più positivi nel precampionato e fermato fino ad ora da un fastidioso dolore alla schiena.

Allenatore

Angelini si porta dietro dai tempi della Primavera la fama di far giocar bene le sue squadre, oltre al fatto di aver vinto la D da protagonista per ben due volte. L’impressione è che i bianconeri ricerchino spesso il fraseggio e la giocata, ma quando le cose non si mettono bene il rischio che il castello costruito in settimana crolli è concreto. Gestite bene tutte le partite in cui il Cesena ha ottenuto i tre punti, soprattutto con i cambi di Avezzano. Rivedibile la scelta di mandare tutti in attacco sull’ultima punizione a Matelica, che ha poi scatenato il gol dei padroni di casa al 95′, ma forse la voglia di vincere era tanta. In generale inizio di stagione sufficiente ma ci aspettiamo che da novembre in poi la squadra faccia il vuoto dietro di sé.


Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina Facebook Cesena FC

3 Comments on “Primo bilancio stagionale per il Cesena: cosa funziona e cosa no dopo cinque giornate”

  1. io a capellini non ho niente da dirgli, (sempre il migliore quando è entrato) se non che è ora di vederlo titolare. Sia Tortori che Alessandro mi pare che abbiano inciso meno di lui, con Capellini cè più vivacità e anche più fisicita che mi pare non guasti. Io non ricordo che gli esterni abbiano mai saltato l’uomo (tortori ad avezzano a parte), e capellini (almeno in progressione) pare in grado di farlo.
    Su Angelini: io la vedo al contrario Nicholas: Secondo me il cesena NON gioca ed è quello il problema. Il cesena arriva sulla trequarti e senza avere qualità a centrocampo si mette ad “aggirare” l area (moooolto lentamente), insomma, ci devono pensare le individualità, ma questo non è gioco, io dubito che quando si parla del gioco di angelini si intende questo che vediamo, probabilmente ci vorrà più tempo, ed è anche vero che a centrocampo ha giocatori fatti e finiti e poco plasmabili. Il matelica ha un gioco, la sangiustese ha un gioco, il cesena per ora non mi pare.
    Sulla vicenda Agliardi ho 2 considerazioni, una tecnica e una no. quella tecnica: Avevo difeso Sarini dalle critiche ma sabato probabilmente ha esagerato ed ora è difficile pensare che possa fare il titolare, Agliardi in b è scarsino ma in d dovrebbe cavarsela e come Stefano sono contento del suo ritorno (soprattutto per l’uomo). Quella non tecnica: A me questo presidente non piace per niente, mi pare che sia lui (e non veglia) quello che vuole solo farsi pubblicità. (poi ci spiegherà se costringere veglia ad entrare alla pari è per il bene del cesena, o è solo il bene della sua immagine). Un presidente che dopo due mesi sbugiarda l area tecnica (che lui si è scelto) non mi pare il massimo, soprattutto nel momento in cui è imminente il tesseramento del titolare designato (che sarebbe shala e non agliardi). Tutto era stato ampiamente messo in preventivo e programmato: si soffre un po all’ inzio poi arriva shala, ora questo colpo di testa del presidente mi pare una roba dilettantesca, e non so quali allenatori e direttori sportivi vorranno lavorare con lui in futuro se si comporterà cosi (fra l altro non è nemmeno zamparini, da lui i professionisti andavano lo stesso perché erano ben pagati). Inoltre la vicenda mi pare una evidente leccata alla piazza, ma un presidente che si fa condizionare dalla piazza è un presidente destinato a rimanere nei dilettanti, il professionismo è un altra cosa, fare il presidente di squadra professionistica e farlo bene significa nel 90% dei casi essere odiati, e in ogni caso non si puo piacere a tutti. Sono molto perplesso ma speriamo bene.

  2. Personalmente un ritorno di Agliardi sarebbe molto gradito….per piu di un motivo

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