Magdeburgo, 15/09/1976: incredibile, il Cesena gioca in Coppa UEFA !

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BIANCONERO VINTAGE – Storico, la squadra di una piccola città di provincia debutta in Europa: l’avversario è il Magdeburgo, potenza della DDR

Il Cesena non aveva ancora iniziato il campionato che già doveva affrontare la prova della vita! In questa situazione non serviva solo la buona volontà, ma anche organizzazione e tanta esperienza. Cesena, la piccola città di provincia, era in Europa e doveva giocare contro una squadra tedesca dell’est, il Magdeburgo. Arrivare in alto è difficile, ma ancora di più è rimanerci… Purtroppo questa è una grande verità! (vedi Cesena nella storia: centrata la qualificazione UEFA!)

La rosa dell’ anno precedente era stata modificata, nuovi elementi, nuovo allenatore Corsini, sostituto di Marchioro passato al Milan e soprattutto la “sfiga” di un sorteggio sfavorevole contro la squadra forse più forte del torneo UEFA. Il popolo bianconero si rese subito conto della difficoltà a partire da quel nome impossibile: Magdeburgo! Nei bar bianconeri fra tifosi tutti si chiedevano: “con chi dobbiamo giocare? ma come si fa a chiamare una città con questo nome ? Solo i tedeschi ci riescono! Sono soliti a complicare le cose facili, solo a loro poteva saltare in mente. Non era possibile magari giocare contro il Bayern o il Borussia?”. Queste squadre erano più forti e giocavano la Coppa dei Campioni ed a noi ci toccò invece goderci quel “gd” che attorciglia la lingua.

Comunque sia, da Cesena era partita una pattuglia di tifosi per la Germania. La cosa bella era comunque l’allegria, gli avversari li chiamavano  “i tedeschi” e poi con la spavalda sicurezza che il Cesena fosse imbattibile! Tutti ne erano convinti e dicevano: “Vinciamo, perché il Cesena è il Cesena”.

Invece è andato tutto storto.

Il Magdeburgo, chiamiamoli pure “i tedeschi”, squadra fisica, rocciosa con elementi di rilievo, entrò in campo con la seguente formazione: Dorendorf, Raugust, Zapf, Seguin, Decker, Tyll, Pommerenke, Steinbach,  Streich, Sparwasser, Hoffmann. Il Cesena al grande appuntamento si presentò con Boranga in porta, Ceccarelli, Lombardo, Oddi, Cera in difesa e con un centrocampo molto folto composto da Beatrice, Bittolo, Frustalupi, Rognoni, il trequartista Pepe dietro la punta Mariani.

Purtroppo però il vero protagonista fu l’arbitro, anche del destino dei bianconeri, tale Sanchez Ibanez, di nazionalità spagnola. I calciatori bianconeri si accorsero subito, alle prime battute di gioco, che non erano abituati al suo modo di arbitrare in modo definiamolo “europeo”. Tutto questo perché, sin dai primi minuti si verificarono molto falli commessi dai tedeschi che non vennero fischiati: in Italia sarebbero stati puniti con l’ammonizione ed alcuni dei calciatori bianconeri in campo caddero nel tranello dei tedeschi orientali e persero le staffe! Aumentando il nervosismo, calò la lucidità e la fluidità della manovra che era sempre stata l’arma vincente del Cesena.

Durante la prima mezz’ora di gioco il risultato fu sbloccato dal centrocampista Steinbach che al 26’ del primo tempo con un tiro da fuori area colpì la parte bassa della traversa ed il pallone non entrò in porta, ma qui iniziò la performance dell’arbitro spagnolo: l’arbitro non era intervenuto e non aveva indicato subito il centrocampo, ma aveva fatto continuare il gioco; i tedeschi esultavano, i bianconeri si guardavano fra loro e, visto che il gioco continuava, per un attimo pensarono che la palla non fosse entrata; poi beffardamente intervenne però il guardalinee, lontano almeno 30 metri, a convalidare quel gol. Incredulità e rabbia per l’accaduto non giovarono ai calciatori del Cesena che cominciarono così “a far legna”. A quel punto fu inevitabile la seconda rete, segnata su rigore da Streich al 40’ del primo tempo. Inutile dire che ci furono di nuovo parecchi dubbi: prima di concedere il rigore, l’arbitro spagnolo consentì al Magdeburgo di continuare il gioco. Ma oltre al danno, la beffa: fu l’occasione per l’arbitro Ibanez di espellere Oddi, certamente il meno colpevole della mischia paurosa che si era creata in area bianconera con botte e spintoni, soprattutto fra lo stesso Oddi e Sparwasser. La decisione dell’arbitro Ibanez fu troppa casalinga, da censurare, in quanto in occasioni del genere si espellono entrambi i giocatori che vengono alle mani ed invece Sparwasser non ricevette nemmeno l’ammonizione. Il Cesena rimase in dieci e già sotto di due reti si avviò verso gli spogliatoi con la speranza di riordinare le idee.

Alla ripresa del gioco mister Corsini sostituì Beatrice con Batistoni con l’intento di mantenere integra la difesa e di limitare i danni: paradossalmente andava bene  anche finire 2-0! La partita non cambiò, stesso copione del primo tempo, anche se i bianconeri tentarono di non farsi schiacciare. Al 30’ del secondo tempo Vernacchia subentrò a Bittolo, ma l’inferiorità numerica si fece sentire nelle gambe e quasi allo scadere, al 87’, sempre Streich posizionato dentro l’area di rigore deviò in rete un passaggio laterale portando il risultato sul 3 a 0. Il fischio finale fu una liberazione, la fine di un incubo! Certamente sulla sconfitta del Cesena pesava la sinistra direzione arbitrale dello spagnolo Ibanez, ma a parte tutte queste considerazioni, i bianconeri furono traditi dalla loro inesperienza internazionale e, dispiace aggiungerlo, non era più il Cesena dei tempi migliori.

Nel mio libro Romagna bianconera, il Cesena di Dino ho cercato di interpretare lo stato d’animo e la rabbia del grande presidente Dino Manuzzi in quei momenti e l’ho così descritto: “Oggi ho visto dei posti poco belli, altro che la mia Romagna… in più ce le hanno anche suonate! Abbiamo preso 3 gol! Comunque l’arbitro ci ha messo del suo, specialmente nei primi due gol. Poi abbiamo perso la testa…un nostro giocatore espulso! Abbiamo fatto la figura dei… patacca!!! Adesso è veramente dura …. Ci giochiamo tutto fra 15 giorni”

Nella prossima puntata di Bianconero Vintage, qui su Cesena Mio, il racconto della partita di ritorno, giocata alla Fiorita il 29 settembre 1976 !


Andrea Santi, scrittore e blogger, nonché “memoria storica” di Cesena Mio, continua ad emozionarci con il racconto della stagione bianconera 1976/77. Chi si fosse perso i precedenti racconti, visiti la sezione Bianconero Vintage.

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