Un gol di Bertarelli piega la Sampdoria

Cesena-Sampdoria (1)
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BIANCONERO VINTAGE –  Sul neutro di Lucca, un Cesena ancora convalescente vince contro la Sampdoria: gol decisivo di Bertarelli

Domenica 29 febbraio 1976, si gioca la 19^ giornata del campionato di Serie A, la quarta del girone di ritorno. Il Cesena pensa al rilancio dopo lo scivolone in casa col Napoli e sul campo neutro di Lucca deve affrontare una Sampdoria in debito di ossigeno, inguaiata nella zona salvezza. Si aggiunga il ritorno di due grandi ex e tutto promette un buono spettacolo sportivo!

Le formazioni

Mister Eugenio Bersellini, incontra il suo passato in terra di Romagna. Teme il Cesena e fa pretattica, con la formazione che viene annunciata solo dagli altoparlanti dello stadio. Sarà un po’ la “sagra degli ex”, visto che oltre al mister c’è “Micio” Maurizio Orlandi, che farà di tutto domenica per aiutare la sua Sampdoria contro i compagni di una volta. Viene annunciata questa formazione: Cacciatori, Arnuzzo, Lelj, Valente, Zecchini, Rossinelli, Tuttino, Salvi, Magistrelli, Orlandi, Saltutti. A disposizione: Di Vincenzo, De Giorgis che entrerà al 74′ in sostituzione di Valente, e Bedin.

Mister Pippo Marchioro in settimana ha dichiarato: “I ragazzi sono ricaricati, sereni, pronti a riprendere il campionato. Domenica darò la formazione definitiva”. Dunque, l’ambiente è sereno ed è ciò che conta perché la Sampdoria non è certo squadra da prendere con leggerezza. Cera e compagni dovrebbero aver completamente recuperato sul piano fisico, ma oltre allo scontato rientro di Bittolo a centrocampo, incertezze in difesa. Ecco gli undici bianconeri: 1 Boranga, 2 Zuccheri, 3 Oddi, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione: 12 Venturelli, 13 Zaniboni che entrerà al 76′ in sostituzione di Bittolo e 14  S. Petrini

La partita

Temperatura invernale, il terreno di gioco è in condizioni accettabili. Arbitra il sig. Lazzaroni di Milano. Le squadre entrano in campo con le divise classiche: il Cesena in maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri, la Sampdoria in pantaloncini bianchi con maglia blucerchiata.

Il Cesena ha badato più ai due punti che a fare spettacolo e si è giocato ad una porta sola, con i bianconeri costantemente in difesa; Frustalupi e Rognoni non fanno argine a centrocampo ed i blucerchiati sbucano un po’ da tutte le parti, anche se con pochi risultati.

La Sampdoria ha rotto ogni indugio ed è andata ben presto in pressing, chiamando fuori dal guscio anche i difensori, come al 3’, quando Lelj dalla lunga distanza ha impegnato Boranga. Al 12’ si crea una grande ammucchiata in area romagnola con la palla ribattuta che arriva sul piede dell’accorrente Arnuzzo: il terzino si allunga la sfera, forse con l’aiuto del braccio, poi conclude con un tiro che sbatte sullo stomaco (non la mano) di Cera. Proteste inutili dei doriani perché l’Arbitro Lazzaroni era ben appostato. Dopo tanta pressione, i doriani calano il ritmo ed improvvisamente il Cesena è pericoloso in classica azione di rimessa con Frustalupi in fuga solitaria: tira e trova Cacciatori impreparato che si salva in due tempi. È un momento buono per i bianconeri, che al 17’ trovano il vantaggio: Bertarelli sfrutta a dovere, colpendo di testa a botta sicura un calibrato servizio dalla linea di fondo di Rognoni che con eleganza e rapidità aveva fatto fuori l’ex Orlandi. Il Cesena va al riposo in vantaggio grazie all’unica conclusione a rete…

Nella ripresa la Sampdoria è tornata a pigiare con più rabbia di prima ed è ripartita a testa bassa con tutti i suoi elementi. Il Cesena, nella lunga opera di tamponamento, ha corso qualche pericol: al 20’  Festa sulla linea di porta ha respinto un diagonale insidioso di Salvi; al 30’ Tuttino si è presentato in lunetta ed ha lasciato partire un forte tiro, centrale, che Boranga  in traiettoria ha smanacciato in angolo a mano aperta. Bersellini, nel tentativo di dare maggiore assistenza alla prima linea, manda dentro un’altra punta, il giovane De Giorgis. Marchioro sta per prendere la contromisura, quando nei pressi della panchina, proprio il nuovo entrato De Giorgis manda a terra senza tanti complimenti Bittolo, che viene portato fuori a braccia. Dentro Zaniboni. A questo punto,  tatticamente si crea equilibrio: tre punte la Sampdoria, tre difensori puri il Cesena. La squadra romagnola è chiusa nella sua metà campo, ma resiste con mestiere e attua delle ottime ripartenze, come quella di Mariani, che sfugge a centrocampo al marcatore Zecchini, forse sgomitando un po’, e si invola verso Cacciatori, che però gli esce incontro ed a pugni chiusi respinge il tiro. Il finale, come prevedibile, è tutto di marca blucerchiata, ma ci pensa Boranga a salvare tre volte il risultato: al 88’ si oppone con bravura ad una conclusione ravvicinata di Magistrelli, poi al 89’ spedisce in angolo una mezza rovesciata ravvicinata di Saltutti, infine al 90′ si accartoccia a terra per bloccare un tiraccio velenoso di Salvi. Fischio finale e vittoria in chiave difensiva del Cesena, che ha avuto nel pacchetto difensivo il reparto più forte. Per La Sampdoria una sconfitta che brucia, perché fa rabbia attaccare per 70 minuti e non raccogliere nulla.

Il commento

Chi voleva un Cesena ancora sotto sotto choc per lo scivolone di una settimana fa ad opera del Napoli (vedi Con Juliano, il Napoli castiga il Cesena) è stato subito servito. I romagnoli non hanno certo incantato, ma una volta intravista la possibilità di fare bottino pieno, hanno lasciato da parte il fioretto e si sono messi in trincea a difendere il prezioso vantaggio: un Cesena furbo e pratico, insomma, meno brillante del solito eppure vincente. I blucerchiati hanno sì attaccato in forze, ma in poche occasioni sono riusciti a creare presupposti validi per il gol. Per il resto, ha funzionato la fitta ragnatela disposta da Marchioro a centrocampo; gli attacchi della Sampdoria, quasi sempre ispirati da Salvi, si sono infatti sbriciolati prima dell’ingresso in area di rigore e nelle rare occasioni in cui hanno trovato sbocchi, hanno trovato un Cera tempista, un Danova imbattibile nel gioco aereo ed un Boranga in giornata sì.

Con la vittoria contro la Sampdoria, ecco quindi il rilancio dei bianconeri, che hanno allontanato le ombre di una crisi e risalgono al 6° posto in classifica, acquisendo tanta serenità per il prossimo incontro casalingo contro l’Ascoli.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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