Bella battaglia tra due grandi: Cesena-Torino 1-1

Cesena-Torino
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BIANCONERO VINTAGE – Alla Fiorita, il Cesena prima subisce, poi domina il Torino nella ripresa per un pareggio che accontenta tutti

Domenica 1 febbraio 1976 si gioca la 15^ giornata del campionato di Serie A che conclude il girone di andata. Dopo la trasferta di Como, il Cesena riceve in casa il Torino. Una partita fra “grandi” visto che si affrontano la seconda e la terza in classifica! Il Presidente Dino Manuzzi sull’incontro col Torino ha dato questa anticipazione: “state certi che non abbasseremo la bandiera neanche di fronte alla squadra di Radice. Ribadisco che il nostro obiettivo è giocare per la vittoria, anche se la divisione dei punti non sarebbe male”.

Le formazioni

Il Torino è uno squadrone. Poi si aggiunge che è guidato dal grande ex Gigi Radice e così, dopo 27 anni, il campionato ha nuovamente un “Grande Torino” e questo può davvero essere l’anno buono per i granata. D’altronde, con giocatori come Castellini, Mozzini, Claudio Sala, Pecci ed i “gemelli del gol” Graziani e Pulici, non si possono fare tanti commenti. Una cosa è certa: il Torino viene in Romagna per vincere! I granata entrano in campo con questa formazione: Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. A disposizione Cazzaniga, che al 46′ sostituirà Castellini, Garritano, che al 73′ entrerà al posto di Pulici, e Gorin.

Mister Pippo Marchioro ha solo due giocatori non al top: Festa, destinato alla panchina e l’indisponibile Mariani. Per Festa, il forte mediano, il naturale sostituto è Zuccheri che vive un periodo di forma smagliante; per sostituire la punta invece, in attacco c’è il promettente De Ponti. Alla Fiorita, sotto un grande incitamento entrano in campo questi giocatori: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 De Ponti. A disposizione 12 Bardin, 13 Urban, che al 80’ sostituirà Bittolo, e 14 Festa.

La partita

Pioggia insistente, temperatura invernale con terreno inizialmente in buone condizioni, ma che si allenterà nel corso della partita. Arbitra il sig. Menegali di Roma. Le squadre entrano in campo con le divise classiche: il Cesena in maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri; il Torino in tenuta completamente granata.

Piove continuamente e questo ha reso il campo difficile da gestire per le due squadre, che diversamente, con le loro geometrie, avrebbero dato uno spettacolo migliore. All’avvio i romagnoli impegnano Castellini, che diventa il protagonista dei primi minuti: il primo intervento lo compie con una manata a deviare un velenoso spiovente di Rognoni; il secondo al 10’ uscendo a valanga su Bertarelli, liberatosi bene del suo marcatore ma con la palla leggermente lunga. Inevitabile lo scontro: il portiere subisce un fallo con il quale ha poi finito con il ritrovarsi infortunato. Poi però è il Torino ad applicare bene il pressing offensivo, mostrando agli spettatori presenti qualcosa di nuovo nel nostro calcio. Qualcosa di inaspettato per molti, che ha costretto il Cesena ad un ruolo passivo, con un Pecci in giornata, grande ispiratore di questo Torino, e capitan Claudio Sala, davvero spettacolare con i suoi suggerimenti, un registra dinamico a tutto campo che ha imbarazzato notevolmente Frustalupi. Sala invece portava continuamente fuori zona Zuccheri, che Marchioro aveva deputato alla sua custodia, così che il Torino ha cominciato a presentarsi minaccioso davanti a Boranga. La prima occasione l’ha creata Pecci, sempre lui,  strappando la palla a Frustalupi: il regista del Torino entra in area e calcia verso la porta, costringendo Boranga ad un salvataggio in angolo; poi Zaccarelli ha messo in movimento Claudio Sala, il cui cross a dir poco perfetto è stato respinto da Danova. La manovra continua ed asfissiante dei Granata ha così dato i suoi frutti al 26’ sul settimo calcio d’angolo a favore. Tocco di Zaccarelli per Claudio Sala, breve rientro e cross pennellato sulla cui trattoria si è inserito Pecci nell’unico varco della difesa bianconera: con un bel colpo di testa direziona la palla nello specchio della porta e trafigge l’incolpevole Boranga. Il Cesena stenta ed i granata vogliono chiudere la partita e ci provano in due occasioni con Pulici, prima servito da Pecci, ma il suo pallonetto non centra la porta, poi su punizione da 25 metri, ma il tiro è risultato molto alto. Il Cesena ha però pareggiato al 41′. Fallo di Santin su De Ponti: siamo sulla trequarti sinistra del fronte d’attacco, Rognoni tocca a favore di Zuccheri che si allarga e lancia un lungo passaggio nel mucchio, verso l’area; i granata sembrano dirsi “la prendo io, la prendi tu”; il primo è Caporale che non interviene; poi Claudio Sala e quindi Santin lasciano sfilare; alla fine nessuno intercetta la palla che effettua un ribalzo sotto gli occhi di tutti e Castellini viene preso in contropiede, con la palla che si infila nell’angolo sinistro. Il pareggio del Cesena è arrivato così, ma c’è ancora tanto da vedere nella partita.

Nella ripresa, Radice sostituisce il portiere Castellini, non al meglio, con l’esordiente Cazzaniga, mentre mister Marchioro sistema la squadra: cambia la marcatura di  Zuccheri su Sala con Bittolo e questa mossa cambia il volto del Cesena che si mette subito a spingere. Il Torino nella ripresa è sempre sotto una pressione straordinaria dei bianconeri e via via chiude gli spazi e si limita a contenere. Però al 53′ arriva un altro pericolo per il Cesena: Graziani lancia sulla fascia destra Claudio Sala che subito crossa a mezza altezza, in area si tuffa Pulici che si vede deviare in corner la palla con la punta delle dita da un Boranga molto reattivo. Poi però con un prolungato forcing il Cesena domina. Un bel destro di De Ponti sfiora il palo; una punizione di Rognoni costringe Cazzaniga alla respinta corta, con Bittolo che per poco non arriva a deviare in rete. Non si contano punizioni e calci d’angolo che hanno avuto come direzione unica la porta dei granata. I difensori ospiti hanno ribattuto alla meno peggio, a volte con molto affanno, talvolta addirittura con disperazione. Al 80’ Marchioro pensa che si può vincere e ci prova inserendo la punta Urban al posto di Bittolo, mentre pochi minuti prima Radice aveva fatto entrare Garritano al posto di Pulici. Tuttavia, sotto la piaggia che non ha mai smesso di cadere, le squadre sono visibilmente stanche ed il campo non permette più la fluidità del gioco, così che arriva il fischio finale. Dunque giusto pari fra due squadre che dopo una breve fase di studio hanno cercato la vittoria, senza esclusione di colpi.

Il commento

Il Torino ha pagato lo scotto della scatenata partenza, mentre i romagnoli hanno saputo dosare le forze e si sono resi pericolosi fino alla fine. Il Cesena ha retto alla pari sul piano della tenuta atletica, è stato superiore agli ospiti nella ripresa e forse meritava qualcosa di più. Il Cesena ha trovato il pareggio con un insidioso tiro cross del suo difensore goleador Zuccheri, poi ha riconquistato campo respingendo nella loro area degli uomini di Radice. Mister Marchioro ai microfoni: “il gioco deve ritenersi buono, sono state rispettate in pieno le previsioni della vigilia. Entrambe le squadre hanno puntato alla vittoria, senza esclusione di colpi. Dopo aver pareggiato, potevamo sferrare la botta decisiva. A 10 minuti dal termine, vedendo negli avversari un po’ di fatica, ho tentato la carta vincente con Urban come terza punta, ma il campo non ci ha aiutato”. Per i granata parla il Presidente Pianelli: “non a caso il Cesena è terzo in classifica. I romagnoli dopo il pari potevano anche causarci un grosso guaio. Non dimentichiamo che sono gli autori di un ottimo pareggio anche in casa della Juventus”.

Siamo alla fine del girone di andata ed il Cesena è terzo in classifica e questo fa sognare i tifosi!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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