Stavolta, l’avversario è il vicino di casa: Ravenna FC 1913

Ravenna Serie B anni 90
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AVVERSARI – Il punto più alto del calcio nella vicina Ravenna si toccò negli anni ’90, anche in seguito al boom del settore petrolchimico

Se un albero cade nella foresta e non c’è nessuno a sentirlo, si può dire che faccia ugualmente rumore? E un derby senza i tifosi (vedi anche Che peccato, il derby con il Ravenna a porte chiuse…), si può lo stesso chiamare tale? Detto che in questi anni di calcio minore la parola derby è stata fin troppo abusata, lascio a voi il dilemma, mentre vi racconto la prossima sfida con il Ravenna, partendo dal presupposto che ho moglie e suoceri che vengono proprio da lì e dunque perdonerete un minimo di indulgenza: bisogna pur sopravvivere…

A livello  personale, i miei ricordi sono principalmente legati, curiosamente, a sfide fuori casa: ricordo che una volta si fece a gara per insultare Cervone, che proprio nella società giallorossa era andato a chiudere la carriera, dopo aver difeso per anni colori simili ma, mi sia consentito, di ben altro blasone; oppure, un bellissimo gol in pallonetto di Darione Hubner durante una gara in notturna… E va bene, mi sono bruciato il materiale per la partita di ritorno. Poco male.

Lo sapevate che ci fu un periodo in cui il Ravenna si chiamava anche “Sarom”? Esatto, la solita trovata pubblicitaria legata a realtà industriali del territorio, in questo caso, un colosso del settore petrolchimico: eh sì, perché il boom industriale del dopoguerra arrivò anche da queste parti, con personaggi come Attilio Monti (appunto) o lo spregiudicato (fin troppo) Raul Gardini, che non sopravviverà a “mani pulite” e che era già genero di quel Serafino Ferruzzi, al pronunciare del cui nome in città ancora si levano i cappelli, che precipitò con il suo aereo privato in una sera nebbiosa del 1979 a Forlì, in una strada a poche centinaia di metri da casa di mia nonna, che il pilota aveva scambiato per la pista di atterraggio del Ridolfi.

In quegli anni, anche il calcio a Ravenna ebbe un sussulto: nel 1993 la prima Serie B, che in tutto vedrà sette stagioni, senza mai raggiungere il sogno della massima serie. Va detto, a questo punto, che da qui sono effettivamente passati fior fior di giocatori: da Francesco Toldo a Bobo Vieri, da Francesco “Ciccio” Dell’Anno ai compianti Enrico Cucchi e Vittorio Mero (a cui è dedicata la curva dei tifosi), senza dimenticare molti nomi in comune: mister William Viali (eh si…) e molti portieri, da Berti a Calderoni, fino ad arrivare a Sardini e Micillo.

A questo punto, negli articoli, di solito arriva il punto in cui descrivo le rivalità della tifoseria, ma in questo caso posso tranquillamente sorvolare…


Immagine tratta dal sito it.wikipedia.org

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