L’astinenza da Cesena fa fare brutti sogni…

Curva Mare in Cesena-Virtus Verona
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LETTURE ANTIVIRUS – Strade deserte a Cesena. Negozi chiusi e stadio abbandonato. In giro, nemmeno i soliti anziani al bar… Ma che sta succedendo?

“Mi sono alzato, come tutte le domeniche, intorno alle 10, dopo aver recuperato dalle fatiche del sabato appena trascorso. Ho preparato un’abbondante colazione a base di latte fresco e ciambella, considerando che al pomeriggio avrei avuto bisogno di molte energie per sostenere i ragazzi, quelle undici veloci magliette bianconere, in quella che considero la mia seconda casa, lo Stadio Dino Manuzzi. Dopo essermi lavato e vestito, sono uscito di casa e mi sono avviato a passo svelto verso la chiesa, che dista circa due chilometri da casa mia, per assistere alla classica funzione festiva. Nel percorso che mi separa dalla destinazione mi domandavo chi avrebbe deciso di schierare il nuovo allenatore del Cesena, William Viali, che aveva riportato l’entusiasmo ad una piazza che stava pian piano sgretolandosi di fronte ad una stagione quantomeno deludente.

Arrivato nei pressi della chiesa, noto un grosso cartello in cima alla scalinata che invita i fedeli a tornare a casa: “Chiuso per virus”.  “Che si sia ammalato il prete e non ne abbiano trovato uno all’ultimo?” mi domando. A quel punto non mi rimane che tornare a casa, fare una doccia e indossare la classica tenuta da stadio, che prevede una tra le tante maglie del Cesena che posseggo e jeans corti comodi per potermi muovere e saltellare in totale libertà sui gradoni della Curva Mare. È una giornata piuttosto calda per quanto siamo agli inizi di aprile e le previsioni meteorologiche non lascino presagire nulla di buono per la settimana che verrà. Dopo essermi cambiato mi dirigo, sempre rigorosamente a piedi, verso lo stadio, passando per il Ponte Nuovo. Mi accorgo però che c’è qualcosa che non va. Non vedo neanche una macchina transitare attraverso uno dei luoghi più trafficati della città, né vedo i classici anziani seduti ai bar che costeggiano la strada che mi condurrà in centro. Tutti i negozi sono chiusi, alcuni presentano vetrate piuttosto sporche di polvere e anche i cinesi, solitamente sempre aperti, sono assenti “per ferie”. Sono però sicuro che, una volta giunto presso i giardini pubblici, sentirò le risate dei bambini che giocano a pallone e le chiacchiere dei genitori che li invitano a fare l’ultima partita prima di andare a casa per il pranzo dai nonni. Ma, una volta giunto lì, il silenzio più totale produce un rumore assordante: non c’è nemmeno un’anima, nemmeno un passeggino. La fontana posta all’entrata, solitamente aperta per rinfrescare il volto dei bambini sudati, è chiusa, cade solamente qualche goccia isolata senza produrre però il classico plic, poiché la base della fontana è completamente asciutta.

Continuo a non capire, però procedo verso lo stadio, nella speranza che la mia piadineria di fiducia sia aperta e che possa pranzare con una bella piadina con la salsiccia prima di entrare in curva. Ma, una volta raggiunto lo spiazzo dello stadio, noto che non c’è alcun tifoso presente, sebbene manchi appena un’ora all’inizio della partita. Il parcheggio è completamente libero, non ci sono le forze dell’ordine a presidiare la zona e nemmeno i classici baracchini parcheggiati di fronte al Bar Bombonera. È tutto chiuso. Allora deciso di avvicinarmi alla tribuna: dovranno pure spiegare cosa sta succedendo! All’ingresso della tribuna è tutto chiuso, dal cancello che permette l’ingresso delle macchine dei giornalisti e dirigenti alle finestrelle della biglietteria. Decido di scavalcare il cancello, non possono tenermi fuori dallo stadio! È da una settimana che penso a questa partita! Una volta dentro, passo di fianco alla porta della lavanderia e finalmente osservo una lunga distesa di erba… gialla. Mi avvicino un po’ e noto che il campo è completamente arido con il terreno che ha ceduto e le porte sotto le rispettive curve sono mestamente abbandonate alla terra. Mi giro e vedo che dove prima c’erano i seggiolini ora crescono sterpaglie e radici e non c’è assolutamente alcun tipo di presenza. Ma dove sono finiti tutti? Perché lo stadio, un tempo così bello e affollato, è stato abbandonato da tutto e da tutti?”.

Mi sveglio sudato, prendo il telefono e controllo l’orario. Solamente le 04.27. Mi sto per riaddormentare ma, come in un lampo, ripercorro in pochissimi secondi il sogno che ho fatto. Mi manca tanto lo stadio, vorrei davvero tornare alla normalità e poter attendere la domenica come il giorno festoso in cui seguire il mio Cesena, sebbene l’annata non lasci spazio a grandi entusiasmi. Ma in questo momento c’è una battaglia più importante da combattere e, una volta finita, vivrò il ritorno in Curva Mare come una delle più belle sensazioni che si possano provare.


📙 LETTURE ANTIVIRUS ☣️
In assenza di attualità sportiva, in questo momento così difficile e particolare delle nostre vite, Cesena Mio continua a far compagnia ai propri lettori, gran parte dei quali chiusi in casa nel rispetto dei decreti e delle ordinanze. Storie, racconti e spunti di riflessione, a tema ed anche off-topic (ma non troppo), nella nuova sezione Letture Antivirus

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