Ad Arezzo, il Cesena riceve un inaspettato “aiutino”

Piazza Grande - Arezzo
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CRONACHE DEL SETTORE O – La vittoria sull’Arezzo porta la firma di Viali e dei suoi ragazzi, ma c’è anche lo zampino di architetti medievali

Si è giocato per il giro di boa ad Arezzo, splendida città’ medievale in terra toscana la cui omonima provincia confina con la nostra attraverso gli straconosciuti, per motivi motoristici, valichi appenninici come il Passo del Verghereto, il Passo dei Mandrioli e il Passo della Calla, oggi facilmente superabili (DPCM permettendo…), ma comunque due territori storicamente e geograficamente divisi.

I De’ Medici e i Malatesta, i signori medievali dei due territori, si avvalsero, per consolidare la loro grandezza, di grandi professionisti, ma una categoria ben definita fece la differenza a favore di noi romagnoli: gli architetti! Ma come, direte voi, presso il Granducato di Toscana proliferarono e lavorarono i più grandi pittori, cantarono i più grandi poeti, scorazzarono i più grandi cavalieri e operarono i più scarsi architetti? Beh, credo proprio di sì. Infatti, come penso tutti avrete potuto constatare, lo Stadio Città di Arezzo, sebbene costruito in tempi relativamente recenti (nel 1959) e nonostante abbia beneficiato di un paio di ristrutturazioni, presenta un sostanziale dislivello fra le due porte, proprio come la più famosa Piazza Grande che, situata nel centro della città e sorta intorno al 1200, diventò così bella e affascinante in epoca medicea e, nonostante i continui restauri e le nuove costruzioni ai suoi margini, ha mantenuto la caratteristica pendenza così come tutta la città, posta su un colle. Neppure il Vasari, commissionato da Cosimo De’ Medici nel 1573, si rese conto del dislivello costruendo il Palazzo delle Logge.

Direte voi: e allora? Allora è spiegata con questa anomalia la differenza fra il primo e il secondo tempo della partita di sabato: il Cesena ha giocato la prima parte con Nardi sul cocuzzolo e Sala, l’omologo aretino, giù nel fondovalle, quindi abbiamo giocato in discesa ed infilato facilmente due pappine nella loro porta. Nella ripresa, la squadra amaranto ha beneficiato del cambio di campo, ma ormai stanca non è riuscita praticamente a varcare la nostra linea d’area. A prova di ciò, i continui attacchi di crampi e non ultimo il più famoso giocatore aretino, Alessio Cerci, che poco dopo essere sceso in campo in direzione di Nardi, alla prima risalita in fase di non possesso, si è riaccomodato stanco morto in panchina. Comunque sia, dopo questa ennesima vittoria esterna (la settima su dieci giocate) e l’undicesimo risultato utile consecutivo,, il Cesena veleggia stabilmente nei primi posti della classifica, mentre i transappenninici sono desolatamente ultimi

Per pura cortesia di buon vicinato, vorrei consigliare ai dirigenti della squadra toscana di far livellare il campo dal Comune, proprietario dell’impianto, e potrei raccomandare loro un pronipote dell’architetto Nuti, che almeno la nostra Piazza del Popolo, allora Piazza Maggiore, la progettò piatta, spianando parte del colle Garampo. 


Immagine tratta dal sito  it.wikipedia.org

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