S.S. Arezzo: aneddoti e curiosità

SS Arezzo anno 1993
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AVVERSARI – Nonostante non abbia mai raggiunto la Serie A, Arezzo è piazza storica del calcio italiano, con ottimi trascorsi ed ex illustri

Alle soglie dei 100 anni di storia, l’Arezzo è una realtà con un passato importante: pur non avendo mai raggiunto la massima serie, infatti, sono ben sedici le sue partecipazioni al campionato cadetto (l’ultima  nel 2007), alle quali si aggiungono tre vittorie di campionato in terza serie, una Coppa Italia di Serie C ed una Supercoppa di Lega nella medesima categoria. Interessante come, alla sua fondazione, il nome completo fosse “Juventus Foot Ball Club” ed il colore della casacca arancione, prima dell’ora tradizionale amaranto (che verrà utilizzato soltanto dal 1937).

L’Arezzo è la prima società calcistica italiana con una quota azionaria a nome dei tifosi: è infatti proprietario dell’uno per cento del capitale sociale il Comitato Orgoglio Amaranto. A proposito di tifosi, esiste una forte rivalità nei confronti dei supporter del Perugia, tanto da coniare il termine “derby dell’Etruria” per un match sempre molto sentito. Tra le altre tifoserie annoverate come “nemiche”, oltre a Pisa, Modena, Spezia e Siena c’è anche il Cesena; al contrario, si intrattengono buoni rapporti con Udinese, Venezia e Salernitana.

Oggi l’allenatore è una nostra vecchia conoscenza, Andrea Camplone, ma in passato dalla società toscana sono transitati altri “mister” oggi molto famosi e blasonati, tra tutti Antonio Conte e Maurizio Sarriinoltre, forse non tutti ricordano che anche l’ex calciatore Abel Balbo tentò l’avventura in panchina proprio ad Arezzo, con risultati non particolarmente eclatanti. Tra gli ex giocatori, invece, vanno senz’altro ricordati Giuseppe De Feudis ed Emanuele Giaccherini, ma anche Pierpaolo Bisoli e l’attuale allenatore del Sassuolo Roberto De Zerbi, oltre a Ciccio Dell’Anno, Andrea Sussi (che ancora oggi allena le giovanili), e addirittura il “cobra” Sandro Tovalieri. Ultima menzione per un doppio ex di Arezzo e Cesena, Davide Moscardelli, celebre per la sua barba, quanto per i suoi gol (vedi NONTISCORDARDIME’: Cesena – Arezzo (2016)).

Parlando di extra calcio, Arezzo è veramente piena di luoghi da visitare (quando sarà possibile farlo senza restrizioni): a partire dalla casa natale di Francesco Petrarca, ma anche l’antica Santa Maria della Pieve che contiene le ceneri del Vasari; famosissima, inoltre, la fiera antiquaria, che si svolge ogni prima domenica del mese. Se vi venisse fame, poi, davvero siete nel posto giusto: naturalmente non si può prescindere da una bella fiorentina di carne chianina, poi consigliatissimi anche i maccheroni all’ocio (ma qui i “maccheroni” sono dei rettangoli dove il lato più corto misura 7 cm, per darvi un’idea…), i famosi crostini neri (pane arrostito e bagnato in un brodo di capperi, pollo, milza e acciughe) e, per finire, il gattò aretino che, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, è un dolce.


Immagine tratta dal sito www.amarantomagazine.it

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