“Celebravo la messa e mi sono trovato di fronte…Castori!”

Cesena-Matelica settore O
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CRONACHE DEL SETTORE O – Prima della sfida tra Cesena e Matelica, abbiamo intervistato due sacerdoti che seguono assiduamente i bianconeri tanto da…saltare una messa per andare allo stadio!

Mercoledì pomeriggio all’Orogel Stadium prima dell’importante sfida fra Cesena e Matelica abbiamo voluto incontrare un tifoso particolare: Don Paolo Foschi, un grande sostenitore del Cesena che abbiamo invitato nel settore “O” per una chiacchierata. Sono le ore 14.30, lentamente lo stadio prende vita nei vari settori eccetto quello degli ospiti che rimarrà comunque deserto, abbiamo dato appuntamento qui, nel settore “O”a Don Paolo che arriva puntuale.

Salve Don Paolo, abbiamo saputo che lei è un tifoso sfegatato del Cesena, fatto un po’ insolito per un sacerdote, allora ci parli un po’ di Lei e di questa passione.
Sono il parroco della parrocchia di Santa Maria Immacolata a Torre del Moro di Cesena da 10 anni, amo lo sport da quando, come tutti i ragazzini, giocavo a pallone nel campo dell’oratorio, poi, non so perché sono finito terzo portiere nella squadra del seminario e così ho dovuto accontentarmi di guardare gli altri. Mi sono appassionato al Cesena perché un parente quando ero bambino mi portava allo stadio a vedere le partite. Andavamo in curva ferrovia e ci mischiavamo a volte con la tifoseria ospite dato che non c’era una divisione fisica. Poi da più grande ho cominciato ad apprezzare un po’ tutto lo sport anche a livello minore: ancora oggi, oltre a frequentare lo stadio Manuzzi, appena posso vado a vedere gli incontri di basket o di calcio dilettantistico. Ma il Cesena è l’amore più grande, sono andato anche tante volte in trasferta, come a Parma, Milano e Cremona”.

Come ha vissuto la fine dell’AC Cesena?
Beh, come tutti con grande amarezza, però il nuovo Cesena, anche se in serie D, ci fa divertire, ancora non ho imparato tutti i nomi dei giocatori però sono contento perché posso seguire più regolarmente le partite alla domenica pomeriggio dato che in parrocchia ci sono meno attività, mentre al sabato era più problematico. Certo, c’è una bella differenza, sono dilettanti, dai giocatori agli arbitri, tutti, anche i raccattapalle! Non so se l’ha notato qualcuno ma nella prima partita di andata ad Avezzano la palla era uscita e un raccattapalle chiamava il fallo con il braccio alzato, roba mai vista!”.

Qualche ricordo particolare?
Un brutto ricordo è quello di Sparwasser, quel tedescone del Magdeburgo che con un suo gol eliminò il Cesena dalla coppa UEFA, dopo la gioia della qualificazione ci fu questa grande delusione e ancora oggi me lo sogno che corre beato ad esultare. Due grandissime gioie sono i derby col Ravenna e col Rimini vinti in rimonta, pazzesco! Poi ci sono le varie promozioni, tutte bellissime”.

Qualche aneddoto che ci vuole raccontare?
Mi è capitato di dover fare un cambio per celebrare la Santa Messa con un altro sacerdote perché dovevo andare allo stadio, oppure, visto che ad un certo orario della sera alla Santa Messa non venivano che poche nonnine, una volta ho annunciato che quella sera sarebbe stata soppressa e sono andato a Cremona a vedere il mio Cesena, è stato l’anno scorso. Un’altra volta, una mattina presto a messa mi sono ritrovato Castori: carramba che sorpresa!”.

Proprio nel mezzo della nostra chiacchierata ci raggiunge un altro sacerdote, Don Guido, a cui Don Paolo aveva chiesto di raggiungerci.

Salve Don Guido, mi dicono che lei è un personaggio importante nella storia del Cesena Calcio, vuole raccontarci perchè?
Sono stato il cappellano della squadra, tanti anni fa. Ora non si usa più, oltretutto ci sono anche tanti stranieri che magari sono di una religione diversa ma negli anni 70/80 avevamo un ruolo importante. Presenziavo agli allenamenti, confortavo i giocatori, sostenevo gli allenatori. Ero una specie di cappellano militare, c’eravamo per tutti e tutti ci tenevano in grande considerazione. Allora ero cappellano a San Domenico, e Vittorio Casali, lo storico accompagnatore, frequentava la mia parrocchia e un giorno mi chiese di accettare questo incarico. Io amavo il calcio, l’avevo anche praticato nei tornei dei bar che corrispondevano grossomodo al campionato del centro sportivo di oggi. Pensi che ero un centravanti, ero soprannominato Don Fulmine e i miei marcatori che mi temevano, sapendo che ero prete, bestemmiavano per farmi arrabbiare mentre io li minacciavo dicendo loro che per ogni bestemmia gli avrei fatto un gol. Comunque accettai l’incarico e mi ritrovai in mezzo a tanti campioni. Con tanti di loro instaurai un rapporto così profondo che si rivolsero a me per celebrare le feste più importanti come i matrimoni di Ceccarelli e di Ammoniaci, per battezzare i figli o per eventi tristi come i funerali e ne cito uno, il padre di Marco Tardelli. Boranga che era molto religioso si confidava spesso con me, mi è anche capitato di  confessarlo sulla sua automobile rossa. E poi Giancarlo Cadè, Pippo Marchioro, Pierluigi Cera, Eugenio Bersellini che ci ha lasciati poco più di un anno fa, con Ceccarelli siamo stati insieme al suo funerale. Pensi che a livello nazionale c’era un organismo che ci raggruppava e ogni anno a spese delle società di calcio ci riunivamo a Roma”.

Interviene poi Don Paolo:
Una volta Don Guido mi portò la squadra al circolo della parrocchia di San Mauro, dove ero cappellano per una festa di Carnevale ed ebbi modo di conoscere Walter Schachner. Che emozione!”.

Riprende Don Guido:
Con tutta la squadra partecipavamo a feste o ad eventi religiosi, per esempio nella settimana di Pasqua, ogni anno dopo l’allenamento si andava con tutta la squadra al convento dei Cappuccini dove si festeggiava a tè e biscotti la Pasqua dello sportivo. I ragazzi poi avevano il cuore grande e facevano offerte tutto l’anno per i poveri o per altre iniziative”.

Tutto questo è molto bello, è il quadro di un calcio che non c’è più e che molti di noi non conoscevano. Prima di congedarci chiediamo a Don Guido un pronostico per oggi:
Prevedo una facile vittoria per il Cesena, siamo troppo forti”.

E lei Don Paolo cosa dice, continuerà a seguire il Cesena?
Sicuramente sì, anzi domenica scorsa che non c’era la partita sono rimasto spiazzato: e ora? Mi sono chiesto, cosa vado a vedere? Breve ballottaggio fra Diegaro calcio e Cesena femminile, ho fatto la scelta giusta, mi sono divertito tantissimo per la vittoria delle ragazze sul Milan Ladies e poi per chiudere al palazzetto per un’altra grande vittoria dei Tigers Amadori Basket. Direi una bellissima domenica”.

Fantastico, e per oggi cosa prevede?
Prevedo anch’io la vittoria dei bianconeri ma dopo una partita molto tirata!”.

Stava per cominciare CesenaMatelica. I due sacerdoti si sono allontanati per raggiungere i loro posti abituali. Il settore “O” era molto più tranquillo. Ci apprestavamo a seguire questa importante sfida, ma con la loro benedizione sapevamo già che avremmo vinto.

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About Marco Pollini

Marco (Gaio Jack) Pollini, ex tassista Cesenate, da diversi anni operatore all’accoglienza (albergatore) a Cervia. Marito e padre di tre ragazze, appena può, fin dalla tenera età frequenta i gradoni dello stadio “la Fiorita” per l’altro suo amore: il Cesena. Con l’aspirazione mai sopita di scrivere, ha fatto tesoro del motto stampato sul muro della caserma dove ha svolto il servizio militare che recitava: “l’impossibile non esiste” e così oggi alla sua non più giovane età collabora con “Cesena Mio” raccontando qualche aneddoto dagli spalti del Manuzzi dal mitico settore “O”.

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