L’anno che verrà: una partita ai tempi supplementari…

Partita anno 2022
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LETTURE ANTIVIRUS – Considerazioni su una partita non ancora finita ma che prevede un solo risultato: la vittoria. Gli auguri della redazione

Siamo alla fine di due anni durissimi, segnati da lutti, povertà, malattie, angosce, solitudine. Vi ricordate “andrà tutto bene…” ? L’ingenuo mantra dei primi mesi è servito ad esorcizzare inizialmente la paura e il terrore che dilagavano mentre un nemico invisibile assediava e attaccava le nostre città prive di mura vedi Il Coronavirus, un grandissimo “rompicoglioni”). E’ servito, ma non era un profezia, era una semplice, generale, speranza. Non è andato tutto bene, non va tutto bene, la partita è ancora in corso.

LA GUERRA NON E’ FINITA

La lunga scia di morti, malati, disoccupati è come un campo di battaglia e la guerra non è finita. Le energie sono in riserva, ci apprestiamo a salutare un secondo annus horribilis cercando di dimenticarlo in fretta e con prospettive nebulose. Logorati dalla incredibile contrapposizione fra vaccinati e non, intontiti dal diluvio di dati che scandiscono i notiziari. A volte infastiditi, ancor più che spaventati, dall’esistenza stessa del virus e delle sue varianti. Stufi.

LA GRANDE OCCASIONE

La crisi sanitaria, la cosiddetta pandemia, era una grande occasione per cambiare il modello delle nostre vite convulse e spesso rassegnate a ritmi assurdi e a un clima che va a puttane. Uno schema di produzione che depreda, spreca e inquina, una distribuzione della ricchezza sempre più iniqua, una modalità di lavoro e di distribuzione che prevede continuamente viaggi ammorbanti, lunghi, costosi e a vuoto. Lo smart working è già spesso un ricordo, vissuto con fastidio da cosiddetti “supermanager” incapaci di gestire il cambiamento: non ha resistito nemmeno due anni. Le biciclette da città, acquistate col bonus, giacciono tristemente in fondo alle rimesse o nei cortili; tutti in giro a gasarci gli uni con gli altri col risultato che l’aria che ci circonda è tornata, come sempre, irrespirabile. Il virus stappa lo spumante.

NON E’ MAI TROPPO TARDI PER IMPARARE

Non è mai troppo tardi per imparare la lezione, speriamo che questa ennesima ondata di contagi ci convinca a gettare le basi per un mondo migliore del precedente. Non sottovalutiamo il senso di responsabilità che la stragrande maggioranza di cittadini ha dimostrato nel rispettare regole dure, ma inevitabili. E’ da qui che dobbiamo ripartire nell’anno che verrà. Se il calcio ci insegna qualcosa è proprio che si vince solo se si è squadra, aiutandosi a vicenda. Con disciplina e altruismo. La partita non è finita, speriamo che siano veramente i supplementari. Vogliamo superare di slancio questo insopportabile inverno e catapultarci in una primavera radiosa, piena di colori e scintillante di bianconero sul rettangolo di gioco.

GLI AUGURI

Questo è l’augurio che vi fa, di cuore, tutta la redazione di Cesena Mio. Dai burdél ! Strenz e cul e tin bota, si dice. Funziona sempre. Buon 2022 e buona vita!


Immagine tratta dal sito www.occhionotizie.it

2 Comments on “L’anno che verrà: una partita ai tempi supplementari…”

  1. Grazie Alberto. Grazie per le parole giuste e ben allineate che hanno definito le difficoltà che continuano a riempire il tempo appena trascorso. Hai ragione a dire che queste difficoltà non ci hanno insegnato nulla. È forte, forse troppo, la voglia di tornare a vivere quel modello obsoleto e moribondo che crea iniquità e distruzione. Detto questo solleviamo il morale inneggiano lo squadrone bianco nero aggiungendo un grande augurio di un virtuosissimo 2022. Buona vita

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