Anno 2121, Cesena, Quartiere “La Fiorita”

Cesena-Samb
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CRONACHE DEL SETTORE O – Ormai da 101 anni (e 5.226 partite), la Sambenedettese prova a segnare nella porta del Cesena, senza riuscirci

Piercarlo Savorighi cammina sereno lungo il dedalo di vialetti di quello che una volta era un quartiere popolare di Cesena, alla prima periferia della città, ma che ora, a distanza di più di 100 anni, si può dire che sia pieno centro, visto che la città si è espansa. Ma si sà, una volta si costruivano case alte anche diversi piani, mentre ormai da quasi un secolo ogni ettaro è occupato solo da una casa unifamiliare o al massimo bifamiliare, divise da stretti vialetti sullo stile di ciò che rimane dell’ossatura urbana utilizzata negli anni 50 e 60 del XX secolo per la costruzione delle case popolari, come anche nel quartiere gemello delle Vigne.

Piercarlo è un tifoso del Cesena ed ogni volta che la sua squadra gioca in casa, lui è là a fare il tifo. Ma il “calciodrom”, come si chiama ora, è stato spostato in prima periferia, a Villa Chiaviche, dove sorgeva l’Ospedale Bufalini, costruito nel 2030 e demolito ormai obsoleto nel 2092. Lo stadio di Cesena, intitolato solo 7 anni fa a Piero Ferdinando Donnamara, il più grande giocatore di pallone di tutti i tempi che ha vinto con la squadra della nostra città ben 12 Champions League consecutive dal 2090 al 2102, è un impianto tra i più moderni al mondo, composto da 12.000 palchi a 4 posti ciascuno da cui si vede uno spettacolo maestoso grazie alla tecnologia all-view-point con immagini a 360° e in 24D. Piercarlo, oggi che è sabato, come ogni sabato da 101 anni, va allo Stadio Dino Manuzzi, quello vecchio ed ormai in centro, dove si svolge la 5.266 esima partita fra Cesena e Sambenedettese.

Nel lontano 2020, qualche giorno prima di Natale (uno strano Natale che icloud-ter ricorda come il Natale del sacrificio, delle imposizioni, in cui tutto il globo sprofondò in una crisi profonda a causa di un virus che andò fuori controllo e solamente dopo un anno si riuscì a vincere), successe qualcosa di strano. Erano anni in cui la popolazione moriva giovane e non riusciva quasi mai a superare i 100 anni. Fu allora che giocandosi un incontro di Serie C, categoria nella quale militavano le due squadre, il Cesena aveva dovuto subire una certa supremazia territoriale visto che era andata in vantaggio all’inizio della partita e giocava con una formazione largamente rimaneggiata per squalifiche ed infortuni, situazione aggravata anche da altre defezioni, sopravvenute durante il match (vedi Mai fidarsi degli zombi. Come riapparire in area e battere la Samb). Così, ad un certo punto, un giocatore bianconero di nome Maddaloni, forse intenerito dal pianto degli avversari che riuscivano solamente a tirare da fuori area, al primo tiro da dentro (che però si schiantò sulla traversa), pensò bene di sospingere la palla nella sua rete. I giocatori marchigiani gonfiarono il petto e urlarono ai nostri che erano delle pippe continuando a tirare solo da fuori e senza creare pericoli. “Voi non segnereste neppure se giocassimo per 200 anni” urlò l’allenatore che, smaronato dalla situazione che si protraeva, a pochi minuti dalla fine ordinò: “nel frattempo mettete la palla in rete che non possiamo perdere questi due punti” e poi, mentre Zecca riportava la squadra in vantaggio, lui andò alla panchina avversaria e sfidò tutto lo staff a venire  a Cesena, su questo campo, per provare a segnare.

Da allora, la Samb si presenta continuamente al cospetto dei bianconeri e riprova ogni volta a fare gol in quella stessa porta, ma senza riuscirci. Alcuni giocatori sono invecchiati: Nardi, ad esempio, era già vecchio allora e per raggiunti limiti non potè iniettarsi il Vitalong se non in età avanzata, ma scende in campo ancora oggi con una stampella e il ciocco di capelli è diventato bianchissimo ma, come allora, le prende tutte. Maxi Lopez, con la pancia che non gli permette più di vedersi i piedi, continua a calciare, ad uscire e rientrare dal campo per rifiatare, ma senza riuscire a far gol. Ora non si sa quanto durerà ancora questa pantomina, si sa solo che finchè Maddaloni non si intenerirà ancora una volta, la partita non avrà fine…


Immagine tratta dal sito sambenedettesecalcio.eu

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