Gli anni d’oro del Vicenza targato Lanerossi

Lanerossi Vicenza 1977-78
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NONTISCORDARDIME’ – Due ex in campo ed uno in panchina nel Vicenza capolista che oggi pomeriggio arriva al Dino Manuzzi. Pari nell’ultima sfida in Romagna

Dopo la fondamentale vittoria in trasferta ad Imola, si torna tra le mura amiche per affrontare il Vicenza, capolista del Girone B di Serie C, che all’andata ebbe la meglio sul Cesena vincendo 2-1 in rimonta (vedi Cronaca di una trasferta amara a Vicenza).

Il calcio sbarca a Vicenza agli albori del ventesimo secolo, precisamente il 9 marzo 1902, tanto che quello berico è il più antico club calcistico del Veneto, nonché uno dei primi in Italia. Piuttosto movimentato e ricco di episodi curiosi il primo mezzo secolo di storia, ma soffermiamoci su quanto avvenne nel dopoguerra, perché nel 1953 accadde un evento che avrebbe cambiato la storia della società vicentina per molti decenni: la vecchia Acivi fu infatti acquistata dal colosso laniero di Schio, la Lanerossi. Non si trattò del primo caso di sponsorizzazione calcistica in Italia, all’epoca ancora vietata, ma invece di un cosiddetto abbinamento, cioè una vera e propria acquisizione: la società calcistica divenne una costola dell’azienda tessile, portandone anche il nome e il simbolo (la “R”) sulle maglie. L’iniezione di fiducia e soprattutto di denaro liquido permise di allestire una squadra che ben presto, dopo una stagione di assestamento, tornò nel 1955 in Serie A dopo sette anni di attesa, cui seguirono vent’anni consecutivi nella massima serie, conditi anche da ottimi piazzamenti (per due volte al sesto posto). Dopo un’inaspettata retrocessione, nella stagione di Serie B 1976/77, il tecnico Giovan Battista Fabbri (successivamente anche a Cesena) ebbe l’intuizione di trasformare il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti, contribuendo in maniera decisiva alla promozione in Serie A ed al successivo miracolo: nella stagione 1977/78, dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente e da neopromossa concluse il campionato al secondo posto, dietro alla sola Juventus, approdando di diritto in Coppa Uefa e Paolo Rossi vinse il titolo di capocannoniere con 24 reti.

Quello fu il punto più alto della storia calcistica vicentina, cui seguirono alti e bassi e, soprattutto, tanti problemi economici. Rotto il sodalizio con la celebre industria, nell’estate 1990 la società cambiò nome in Vicenza Calcio, dando l’addio al Lanerossi e alla sua “R”. Nel 1993, con Renzo Ulivieri in panchina, avviene la promozione in Serie B e due anni dopo la città veneta ritrova la massima serie.  In questi anni, con Francesco Guidolin alla guida tecnica e Domenico Di Carlo tra i protagonisti in campo, il Vicenza disputa ottimi campionati, ma il risultato più eclatante è rappresentato dalla vittoria nella Coppa Italia 1996/97, il trofeo più importante della storia vicentina. Quella stessa estate, la società petrolifera English National Investment Company rilevò la maggioranza del club biancorosso, che divenne così la prima squadra italiana ad avere una proprietà straniera. Con i nuovi proprietari, il Vicenza si salvò senza patemi, ma si lasciò un po’ andare in campionato, distratto dall’impegno in Coppa delle Coppe dove, al contrario, sorprese spingendosi fino alle semifinali, estromesso solo dal Chelsea poi vincitore dell’edizione.

Dopo questo biennio d’oro, che riportò la città agli entusiasmi di vent’anni prima, riecco i ciclici problemi finanziari ed arriviamo ai tempi moderni: dichiarato fallito e messo in esercizio provvisorio, nel 2018 il Vicenza rischiò addirittura la retrocessione in quarta serie, ma riuscì a salvarsi vincendo il doppio spareggio salvezza contro il Santarcangelo. Cessate definitivamente le attività sociali, il titolo sportivo del club viene ritirato dalla FIGC. A campionato concluso l’imprenditore Renzo Rosso (patron della Diesel) acquistò il ramo societario dell’azienda biancorossa e lo conferì a un’altra squadra di sua proprietà, il Bassano Virtus, che pertanto si trasferì a Vicenza e cambiò denominazione in L.R.Vicenza Virtus, ponendosi come erede de facto della storica tradizione calcistica berica: il Vicenza poté così iscriversi al campionato di Serie C 2018/19 utilizzando la matricola sportiva del Bassano e terminò la stagione con la qualificazione al primo turno dei playoff, disputato a Ravenna e terminato 1-1 con l’eliminazione dei veneti per via del peggiore piazzamento in classifica. Il resto è storia recentissima, con il Vicenza che ritrova come allenatore l’ex giocatore Domenico Di Carlo, che pian piano rende una corazzata la squadra biancorossa e la porta saldamente in vetta alla classifica.

I precedenti

Nei 19 confronti ufficiali giocati in Romagna tra Cesena e Vicenza, il bilancio è di 11 successi bianconeri (ultimo nella Serie B 2012/13), 6 pareggi (ultimo nella B 2016/17) e 2 vittorie venete (ultima nella Serie B 2006/07).

Gli ex

Per quanto riguarda gli ex, ritroviamo il portiere titolare Matteo Grandi, nativo di Faenza e cresciuto nelle giovanili del cavalluccio, senza tuttavia mai esordire in prima squadra. Inoltre sta disputando un ottimo campionato Antonio Cinelli, presentato dal Cesena nell’estate 2016 come ottimo acquisto, ma che dopo un girone d’andata deludente salutò già a gennaio. In panchina, infine, c’è Domenico Di Carlo, che in riva al Savio arrivò nel dicembre 2014 in Serie A al posto dell’esonerato Bisoli, ma non riuscì ad evitare la retrocessione dopo 3 vittorie, 7 pareggi e 14 sconfitte in 24 match ufficiali.


Immagine tratta dal sito www.wikipedia.it

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