Angelini: “Una vittoria che resterà nella storia”

Giuseppe Angelini
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INTERVISTA – Mister Beppe Angelini ha riportato il Cesena tra i professionisti con 25 vittorie, 8 pareggi e solo 5 sconfitte, uno score (quasi) da record

E’ stata un’annata molto particolare per Giuseppe Angelini: in estate era stato scelto dal Romagna Centro come allenatore, salvo poi ritrovarsi catapultato sulla panchina del nuovo Cesena con l’immediato obiettivo di tornare tra i professionisti. A novembre i 7 punti rispetto alla vetta della classifica sembravano un’enormità ma la società ha continuato a dargli fiducia e così l’ex tecnico della Primavera bianconera ha compattato ancora di più il gruppo, come testimoniano gli abbracci di Biondini e Alessandro dopo i gol realizzati al Manuzzi. Nonostante un ultimo periodo difficile, Angelini è riuscito a portare in C grazie al pareggio di Giulianova (vedi Solo per te, Cesena alé: il racconto della promozione a Giulianova) il Cesena, centrando l’obiettivo di inizio stagione.

5 maggio 2019, ore 16.52: cosa ha pensato Angelini al triplice fischio?
Che finalmente avevamo vinto il campionato. Tutto quello che ci eravamo prefissi è andato in porto, ho pensato a godermi il momento di festa. Secondo me questa è una vittoria che ce la godremo più avanti nel tempo, rimarrà nella storia. Quando ho vinto a Santarcangelo lì per lì eravamo contenti, poi però è solamente dopo qualche anno che ci si rende conto di quello che si è fatto. Anche per Cesena sarà così: tutti pensavano che fosse scontato vincere il campionato ma non è mai facile vincere, indipendentemente dalla categoria. Basti guardare Modena e Avellino che si giocheranno tutto allo spareggio, oppure Reggiana e Mantova che, a meno di ripescaggi, rimarranno in D“.

Tutta l’ansia di un’intera stagione liberata nella festa sotto alla curva: che emozione è stata sentire il coro Beppe Angelini dai mille di Giulianova?
Un’emozione bellissima, sono stato davvero contento e non me lo sarei aspettato. Non mi era mai capitato in carriera, è stata una bellissima sensazione. Il fatto che si sia apprezzato il mio lavoro e quello dello staff mi rende felice. Non si può giudicare una persona per una o due partite, c’è un percorso da seguire e secondo me la parte migliore dei tifosi del Cesena, quella che c’è sempre stata, ha visto tutti gli sforzi fatti e ha capito che c’era qualcosa di mio in questa cavalcata“.

Qual è stato il momento più difficile della stagione?
Sicuramente dopo il pareggio casalingo contro il Montegiorgio. Dopo la sfida interna col Campobasso di novembre c’erano ancora molte partite e la squadra aveva giocato benissimo, avrebbe meritato la vittoria, in più c’era ancora il mercato da fare. In quella situazione sapevo che il gruppo c’era, bisognava sistemare qualcosa ma era tutto programmato. Perdendo a Pineto e pareggiando col Campobasso eravamo a -7, ma mancavano Ricciardo, Biondini e Tortori, sapevamo di poter tornare a far meglio. E’ stato forse più difficile gestire il +10 sul Matelica, e dopo Montegiorgio si pensava che a -2 l’aspetto psicologico fosse a favore dei marchigiani. Quella settimana è stata molto difficile“.

Quello più bello invece?
Il secondo tempo di Vasto, quello che per me ha fatto la differenza. La squadra ha dimostrato quello che ha dimostrato tutto l’anno. Nel primo tempo siamo andati sotto per un nostro errore, nel secondo invece abbiamo avuto una reazione da uomini e da gruppo importante, aldilà del rigore fuori area secondo me avremmo vinto lo stesso“.

Qual è stato il giocatore che è migliorato maggiormente nel corso di quest’anno?
Sono molto soddisfatto del lavoro fatto con i giovani, però quello che è migliorato di più è stato Noce, soprattutto perché ha giocato tutta la stagione in un ruolo non suo. Con il passare delle giornate è cresciuto tanto, all’inizio non giocava poi però le ha giocate tutte proprio in virtù della sua crescita“.

Nonostante la vittoria del campionato, non sono mancate le critiche provenienti da Matelica…
Da una parte li capisco perché per il secondo anno hanno perso il campionato all’ultima giornata e ci può essere amarezza, però è stata una caduta di stile poco piacevole. Dire che gli arbitri ci abbiano agevolato è fuori luogo, abbiamo provato sulla nostra pelle che, tra torti e vantaggi, sono stati nettamente di più i primi. Per il fatto che Cesena abbia un pubblico straordinario non possono farcene una colpa e contro di noi qualunque squadra ha dato il 110%. Gli avversari contro il Cesena aumentavano in intensità, agonismo e concentrazione, ho visto invece qualche partita del Matelica e contro loro non lo ha quasi mai fatto nessuno. Tiozzo poi si è lamentato del nostro pareggio col Giulianova ma non ha calcolato che anche se avessimo perso avremmo vinto comunque il campionato poiché loro non sono andati oltre al pari con l’Isernia penultima in classifica. A noi la vittoria non l’ha regalata nessuno, non si può screditare tutto il nostro lavoro in questo modo. Dopo critiche e incazzature sono stato fino al 90° di domenica col patema perché dovevo vincere per forza e poi devo pure ascoltare queste sciocchezze?“.

C’è un aneddoto particolare legato alla stagione di Angelini e della squadra?
Quest’anno abbiamo formato un gruppo talmente unito che mi dispiacerà tantissimo quando arriverà il momento dei saluti. Ogni giocatore ha avuto la sua peculiarità, ci siamo divertiti tanto, dopo ogni vittoria al martedì Biondini portava una bottiglia di vino e una merenda, abbiamo creato un gruppo splendido. Il fatto che possa finire quest’avventura un po’ mi rattrista. Nonostante i postumi della partita, al martedì andavo al campo e mi veniva una gran voglia di lavorare vedendo i ragazzi, la loro spensieratezza, il fatto che ridessero e scherzassero mi ha dato forza“.

L’Angelini allenatore, dopo questa esperienza, è pronto per affrontare un campionato di Serie C?
Dopo quest’anno posso anche allenare in Serie A (ride, ndr). Non so cosa succederà, sia per me che per tutti i giocatori essere venuto in D al Cesena non è stato per un mero motivo di denaro, ma per passione e attaccamento alla città. La società è stata bravissima a rimanere dentro al budget senza spendere cifre folli, non facendo il passo più lungo della gamba e nel calcio non è scontato. A me e allo staff piacerebbe rimanere, se uno vuole fare l’allenatore a Cesena si hanno responsabilità ma è stimolante e professionalmente è il massimo. Tutti vorrebbero venire qui, quest’estate hanno chiamato 150 giocatori proponendosi al Cesena, molti della rosa attuale hanno rinunciato ai soldi per venire a vivere questi momenti. Tra la festa in piazza e l’accoglienza domenica sera allo stadio siamo stati ripagati di tutto. Adesso siamo in C e siamo puliti dal punto di vista finanziario, possiamo programmare e costruire insieme un nuovo roseo futuro. Io per natura voglio vincere, però si può preparare un programma di due o tre anni per arrivare alla B, perché adesso senza debiti si può programmare ed è tutto diverso rispetto a prima. Bisognerà ricostruire il settore giovanile, perché è da sempre il punto di forza di questa squadra. Ci vorranno tempo, pazienza, competenze ed unione“. 

Come affronterà il Cesena la poule scudetto? Con la pancia piena o con la voglia di vincere anche questa mini competizione?
Noi giochiamo sempre per vincere, quando i ragazzi fanno le partitine in allenamento si scannano per ottenere la vittoria. Chi ha tirato la carretta quest’anno potrebbe avere un calo, metterò in campo i giocatori più motivati. Dopo il mercato di dicembre nelle partitine tra titolari e presunte riserve non c’era molta differenza, ad indicare quanto la squadra fosse ben costruita. Anche chi ha giocato meno è stato determinante per vincere il campionato, ha tenuto sul pezzo chi ha giocato di più. Sono tranquillo per questo, adesso siamo più liberi mentalmente, giochiamo con squadre che hanno vinto come noi, quindi può succedere di tutto ma non andremo a far brutte figure”.


Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina Facebook Cesena FC

One Comment on “Angelini: “Una vittoria che resterà nella storia””

  1. Bravo Mister, contro tutto e contro tutti. Da quest’altr’anno mantenendo buona parte del gruppo (e magari con qualche centrocampista che non da del “lei” al pallone) voglio vedere anche il gioco.

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