Aneddoti e curiosità su Imola e l’Imolese Calcio 1919

Centenario Imolese
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AVVERSARI – Considerando come limite della Romagna il torrente Sillaro come da tradizione, Imolese-Cesena è a tutti gli effetti un derby

Mentre mi devo ancora riprendere dal gol di Zecca al 90′ contro la Samb, è già l’ora di scrivere per un’altra partita, quella contro l’Imolese: eh sì, la vita del modesto collaboratore di Cesena Mio è dura, non c’è mai il tempo di godersi in pace una gioia…

Veniamo a noi. I bianconeri visti nella ripresa contro la Samb erano parsi piuttosto stanchi e allora forse è un bene che l’ultima trasferta prima della pausa natalizia sia tra le più vicine a casa. L’Imolese ha una lunga tradizione ed oltre 100 anni di storia (vedi La “centenaria” Imolese torna a Cesena dopo settant’anni), durante i quali ha partecipato per 13 volte alla Serie C, che dunque rimane il suo maggiore traguardo (se si eccettua il Campionato di Alta Italia del 1944, che poteva essere accostato alla massima serie, ma che, dopo la guerra, non venne mai completamente riconosciuto dalla FIGC).

Lo Stadio Romeo Galli, intitolato ad un importante esponente del Partito Socialista locale, è ubicato all’interno del Parco delle Acque Minerali, inserito dentro al perimetro dell’autodromo Dino e Enzo Ferrari: la capienza arriva a 4.000 unità teoriche, ma per le partite di calcio è omologato per soli 1.560 posti. Ad ogni modo, questo non sembra rappresentare un grosso problema per la tifoseria locale, storicamente poco numerosa e coesa, tanto che non ci sono notizie certe di gemellaggi con altri gruppi, ma soltanto una discreta rivalità nei confronti di altre realtà locali, come Castel San Pietro, Forlì, Ravenna e Rimini (noi invece no, a quanto pare).

Tra i giocatori che indossarono i colori rossoblù, si può ricordare Denis Bergamini (la cui tragica fine, a distanza di anni, continua a rappresentare un mistero: sul tema vi consigliamo la lettura del libro “Il calciatore suicidato” dell’ex calciatore, anche del Cesena, Carlo Petrini), Giuseppe Zinetti ed il povero Andrea Pazzagli oltre agli ex Biserni, Brienza e Luchitta.

In zona Imola, località Montecatone, esiste un ospedale molto rinomato a livello europeo, in particolare per le problematiche legate alla colonna vertebrale, all’ interno del quale si racconta una storia di spettri: pare che all’interno di uno dei tre padiglioni, l’unico inattivo ed ormai in disuso, siano state segnalate presenze di fantasmi, a quanto pare ex pazienti… Addirittura, sembra che  il regista spagnolo Jaume Balaguerò, che fu ricoverato proprio in questa struttura a seguito di un incidente stradale, prese spunto da questa storia (che forse verificò con i suoi stessi occhi) per il suo film del 2005 “Fragile”.

PInfine, proprio di fronte all’ospedale c’è un bel ristorante con vista panoramica sulle colline circostanti, “La Terrazza”, mentre scendendo in località Piratello è consigliatissima una sosta alla trattoria “Da Patrizia”.


Immagine tratta dal sito www.sportpress.it

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