Dall’amicizia ai pugni, mercoledì a Forlì il passo è stato breve…

Forlì-Cesena
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CRONACHE DEL SETTORE O – Il match con la Jesina non ha offerto spunti particolari, così torniamo alla brutta serata di Forlì, raccontata da tifosi presenti

La partita di domenica contro la Jesina, che si è conclusa con un rotondo 2-0 per i bianconeri, è stata una delle più noiose viste quest’anno al Dino Manuzzi, così nel Settore “O” c’è stato anche il tempo per ricordare la movimentata trasferta di mercoledì scorso a Forlì che ci ha lasciato un tantino basiti e che vi vogliamo raccontare. Nei giorni scorsi abbiamo pensato: con una marcia trionfale come quella che i nostri stanno suonando a tutti in questa categoria, per la vicinanza di diverse destinazioni e anche per l’aria buona che si respira almeno a Cesena nei confronti dei tifosi ospiti, non possiamo non godere anche di qualche trasferta che chissà poi quando ci ricapita. Forlì era una di queste, catalogata come un derby amichevole fra due squadre da sempre amiche che non si incontravano ufficialmente da 54 anni, rivali solo in partite amichevoli di precampionato.

Lo Stadio Morgagni ci ha accolto con la giornata del centenario della nascita del club, per questo ci siamo sentiti onorati di essere presenti a questo importante avvenimento, del resto, è più bello festeggiare in presenza di amici, e, per questo, chi meglio del Cesena. Siamo affratellati da sempre e ci divide solo un trattino lungo venti chilometri di Via Emilia. Ok, allora non ci siamo fatti nessun tipo di  problema, abbiamo visto che anche in tribuna filava tutto liscio, oltre alla gradinata gremita c’erano tanti bianconeri anche lì, abbiamo solo dovuto spostare qualche palloncino bianco-rosso per poterci sedere ma nessuno si è offeso, eravamo veramente tranquilli. Ci godiamo la partita, tenendo comunque un profilo basso, esultanza contenuta a volume zero e pugni verso il basso al gol di GR9, senza esibire frustrazione e rabbia alla punizione inesistente con cui l’arbitro ha messo i biancorossi nella condizione di pareggiare, insomma nessuno avrebbe potuto dire: “siete venuti qua a sfottere e a fare i superiori”. Ormai ci eravamo rassegnati alla divisione della posta, sicuramente abbiamo pensato, meglio lasciare un punto a Forlì che in altri luoghi, ma mentre correva il 96′ è stato atterrato Valeri in area e l’arbitro ha fischiato il rigore. C’era, non c’era, il replay non l’avevamo, la sensazione era che sembrava un po’ dubbio, ma, come sempre “rigore è quando arbitro fischia”, noi lo sappiamo bene per le tante volte che abbiamo dovuto soccombere nei minuti finali, ma senza dubbio agli occhi dei tifosi di casa siamo apparsi come un sorta di Arsenio Lupin della Serie D.

“Ladri, falliti, schifosi” invece di, al limite, dissentire con il giudice di gara, sembrava che tutti i forlivesi avessero individuato in noi l’unica causa dei loro mali. Siamo rimasti in silenzio assorbendo di tutto finché al mio compagno di sventura è arrivata una pedata nella schiena e a questo ha reagito dando vita ad una breve colluttazione. Seduti dietro di noi i tre anziani supporters hanno continuato a massacrarci di improperi dandoci anche del “vecchi” che sinceramente non abbiamo capito perché vecchi non può essere un’offesa e anche perché, soprattutto, loro erano più vecchi di noi. Si è accesa una zuffa proprio mentre qualche gradino sopra Luca Alberto Montanari gridava “pugno, pugno, abbiamo ricevuto un pugno” in diretta su Teleromagna. A fatica, proprio mentre Alessandro realizzava infilando la palla in rete, siamo riusciti a riportare i nonnetti alla calma ma non è stato facile per niente. Tutto il popolo bianconero gioiva per la vittoria e cominciava a defluire dallo stadio e anche noi lentamente siamo riusciti a sganciarci e ad andare verso l’uscita. Il clima generale in tribuna non era di certo tranquillo e mentre uscivamo abbiamo saputo anche della presunta aggressione dell’ex Presidente Fabbri nei confronti della troupe di Teleromagna di cui sopra e della dura, insolita e francamente puerile presa di posizione dell’attuale Presidente biancorosso che incredibilmente negava la sala stampa del Morgagni ai bianconeri per le dichiarazioni di fine partita.

Per questo ci sentiamo di dire due cose: la prima è che si dà la colpa delle intemperanze negli stadi a certe frange estreme di giovani ultras ma quei tre “signori” che ci hanno aggredito non sembravano di certo essere nè ultras, nè giovani anzi, tutt’altro, dimostrando che la maturità calcistica nei tifosi non va di pari passo con l’età. La seconda è che non avremmo mai immaginato che alcuni forlivesi potessero dare sfogo alle loro frustrazioni calcistiche (e capisco che ne abbiano una cifra considerevole) scagliandosi contro di noi come se fossimo stati il peggiore dei loro nemici.

Proprio mentre scriviamo questo articolo ci giunge notizia che il Presidente del Forlì Giancarlo Cappelli ha chiesto scusa per i fatti incresciosi avvenuti al termine della partita di mercoledì 13 febbraio. Non si possono non accettare le scuse, però saremmo stati più contenti se tutto ciò non fosse successo. A completamento di questa triste vicenda, la nota ufficiale diramata ieri sera dal Cesena FC che, speriamo, metterà la parola fine a tutto ciò: “Il Cesena FC prende atto con soddisfazione che, nel corso del tavolo d’incontro svoltosi questa mattina, alla presenza delle Amministrazioni di Forlì e Cesena, sono arrivate le scuse del presidente del Forlì FC, Gianfranco Cappelli, con riferimento agli incresciosi fatti avvenuti al termine del derby dello scorso 13 febbraio. Confermiamo che il presidente del Forlì FC ha nelle ultime ore preso contatti con il presidente del Cesena FC Corrado Augusto Patrignani, manifestandogli l’intenzione di incontrarlo nei prossimi giorni al fine di mettere definitivamente alle spalle questa spiacevole vicenda. Il Cesena FC esprime anche un ringraziamento al Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, al Sindaco di Forlì, Davide Drei, e agli assessori Cristian Castorri e Sara Samorì, per essersi adoperati sin da subito al fine di evitare che il comportamento tenuto da singoli individui potesse incrinare il rapporto di stima e di rispetto che è sempre esistito tra i due club e che, per quello che ci riguarda, non è mai stato in discussione. Si coglie infine l’occasione per manifestare l’apprezzamento verso la condotta altamente corretta tenuta dal pubblico di Forlì nel corso del derby e per la solidarietà ricevuta nei giorni successivi, a conferma di un’amicizia tra le due comunità e le rispettive tifoserie che resta salda, oggi più che mai”.

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About Marco Pollini

Marco (Gaio Jack) Pollini, ex tassista Cesenate, da diversi anni operatore all’accoglienza (albergatore) a Cervia. Marito e padre di tre ragazze, appena può, fin dalla tenera età frequenta i gradoni dello stadio “la Fiorita” per l’altro suo amore: il Cesena. Con l’aspirazione mai sopita di scrivere, ha fatto tesoro del motto stampato sul muro della caserma dove ha svolto il servizio militare che recitava: “l’impossibile non esiste” e così oggi alla sua non più giovane età collabora con “Cesena Mio” raccontando qualche aneddoto dagli spalti del Manuzzi dal mitico settore “O”.

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