Alessandro: “Stagione fantastica, la porterò sempre nel cuore”

Danilo Alessandro gol a Giulianova
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INTERVISTA – Gol, assist ed un amore verso il Cesena indescrivibile: Danilo Alessandro ci racconta una stagione strepitosa in bianconero

31 luglio 2018, stazione Tiburtina: una foto di spalle, uno zaino e un trolley, persone che vengono immortalate ma che nulla hanno a che fare con il protagonista dello scatto. Un ragazzo che ha quasi sempre giocato in C e in B, ma che per amore di una città che gli è entrata dentro quando era ancora un ragazzino ha deciso di scendere di categoria e di rimettersi in gioco. E’ cominciata così, l’avventura di Danilo Alessandro con la maglia del nuovo Cesena. E’ stato lui uno dei primi colpi del direttore sportivo Pelliccioni, la punta di diamante di una squadra ancora in divenire (vedi E’ fatta per bomber Danilo Alessandro). A distanza di dieci mesi, che sembrano davvero essere volati via insieme alle ultime lacrime per il terribile fallimento dei nostri colori, il dieci del Cesena ha contribuito, a suon di assist e gol, a regalare a tutta la città una promozione voluta, cercata, ma mai scontata. Nel post partita i lunghi festeggiamenti insieme a compagni e tifosi hanno sottolineato ancora una volta quanto Alessandro desiderasse ottenere questo successo e in questa intervista ripercorre la stagione costellata di tante gioie ma anche da qualche piccola caduta.

Domenica pomeriggio, triplice fischio del direttore di gara che sancisce, a Giulianova, la promozione in Serie C di Alessandro e compagni. Che emozioni hai provato in quel momento?
E’ stata una gioia indescrivibile, non avevo mai provato un’emozione tale in tutta la carriera. Dieci anni fa abbiamo vinto il campionato ma non lo sento mio perché non sono stato protagonista al 100%, mentre la promozione di questa stagione mi rimarrà impressa per sempre. Nel secondo tempo sembrava di giocare una partita infinita, volevo arrivare al 90° ma sembrava che il tempo si fosse fermato, i tre minuti di recupero sono parse ore. Il fischio dell’arbitro è stato una liberazione: avevo De Feudis vicino quando l’arbitro ha decretato la fine dell’incontro, quindi ci siamo abbracciati e poi siamo andati tutti sotto alla curva a festeggiare con i nostri tifosi“.

Come avevi preparato questa partita? Che emozioni ti correvano dentro nell’attesa di scendere in campo?
La sfida al Giulianova l’ho preparata come al solito, ma rispetto ad un qualunque altro pre partita ho fatto una gran fatica a prendere sonno sabato notte. Ero in camera con Ciofi e ci siamo svegliati tre o quattro volte nello stesso istante: all’inizio gli ho detto che non riuscivo a prendere sonno, poi durante la notte in quattro circostanze ci siamo accorti di avere gli occhi sbarrati per la voglia di conquistare questa promozione“.

18 gol e 18 assist. Qual è il giudizio per la stagione di Alessandro?
A livello personale penso di aver dimostrato di aver contraccambiato la fiducia della società. Mi hanno scelto in estate per fare gol e per dare una mano alla squadra per risalire tra i professionisti. Sicuramente è stato un campionato più che positivo, non potevo chiedere di meglio. Non c’è paragone con alcuna altra stagione, anche i 22 gol in D e i 19 in C2 non possono minimamente essere messi a confronto con questa speciale annata“.

Qual è stata la partita che ti ha reso più felice? Quella che invece vorresti rigiocare?
La trasferta contro la Vastese è stata quella più brutta ma anche quella più felice. Nel primo tempo eravamo morti, ci è passata tutta la stagione davanti: stavamo perdendo, il Matelica si stava avvicinando e abbiamo davvero rischiato di compromettere quanto di buono fatto finora. Per fortuna nella ripresa siamo riusciti a vincere e da quel momento in poi abbiamo capito che avremmo vinto il campionato. Rigiocherei due partite: quella contro il Matelica dell’andata per provare a cambiare il risultato, quella in casa contro il Francavilla per la gioia di esordire al Manuzzi“.

A proposito di Matelica: dopo la vittoria del girone, il presidente e l’allenatore hanno espresso il proprio disappunto nei confronti della squadra arbitrale, rea, a loro dire, di aver aiutato il Cesena…
Per tutto l’anno ci hanno fatto i complimenti, dicendo che stavano vincendo il campionato dei normali perché il Cesena stava disputando una stagione da alieni. Alla fine invece si sono lamentati del nulla, quindi ci prendevano in giro? Si sono lamentati del pareggio col Giulianova di domenica, quando anche con una sconfitta saremmo stati promossi in virtù del loro pareggio contro la penultima in classifica. Quando noi abbiamo avuto il periodo buio loro non ne hanno approfittato, hanno pareggiato in casa diverse partite pertanto stanno parlando del nulla. Sono tre anni che vanno vicino alla promozione, ma andarci vicino conta solo a bocce. Visto che hanno detto di essere i campioni morali del girone, vorrà dire che festeggeremo entrambi un qualche successo…“.

Capitolo Angelini: un rapporto speciale con un allenatore speciale. 
E’ difficile raccontare in breve il nostro rapporto, dovrei stare qui fino a domani per spiegartelo (ride, ndr). Mi prendevano tutti in giro nello spogliatoio, mi dicevano di essere il suo figlio acquisito. Tra noi c’è un rapporto di sincerità, vero, ci siamo capiti dall’inizio da quando sono arrivato. C’è stato subito feeling. Ho sofferto anche per lui, veniva criticato in tutto e per tutto, mettendomi nei suoi panni non so se sarei durato così tanto. C’è una cosa però che mi ha impressionato più di tutte: lui con noi è sempre stato uguale, ha fatto sentire importanti tutti sia nei momenti felici che in quelli negativi. Avere certi principi nel calcio è purtroppo visto come un difetto, ma se potessi il prossimo anno lo sceglierei ancora come allenatore“.

Prova a spiegare ad un ragazzino che ama il calcio per quale motivo hai scelto di scendere di categoria nonostante le tante richieste dalla Lega Pro pur di giocare nel Cesena.
La piazza, il calore che ti dà Cesena è incredibile. In carriera non ho vinto moltissimo quindi potevo rimanere in C ma arrivare ai play-off senza particolari ambizioni non mi interessava, volevo rischiare scendendo in D però ne è valsa la pena, rifarei questa scelta altre mille volte. Nonostante tutto eh, perché è stato un anno intenso, magari chi non ha vissuto lo spogliatoio non può capire, ci sono stati momenti belli ma anche brutti, abbiamo avuto la forza di rimanere uniti nei momenti più brutti, facendo più gruppo di quando le cose andavano bene. Non è stato facile vincere il campionato, partire da luglio sapendo che bisogna vincerle tutte non è semplice. Quando invece non hai nulla da perdere è forse più facile. Purtroppo il momento negativo è arrivato in un momento forse sbagliato: fosse arrivato a dicembre sarebbe stato diverso, ma vicino al traguardo è più duro reagire“.

Vinto il girone si inizia a lavorare per la poule scudetto. C’è ancora fame o affronterete la Pianese domenica senza particolari stimoli?
Prima di tutto era importante portare il Cesena in C, abbiamo un altro impegno e non andremo a fare figuracce, non possiamo permettercelo, dobbiamo dimostrare quello che siamo. Ci faremo trovare pronti, se andrà bene esulteremo ancora una volta, altrimenti penso che rimarremo tutti contenti comunque. Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. Speriamo vinca il Modena contro la Pergolettese, sarebbe bello affrontarli al Manuzzi in una sfida molto sentita“.

E’ già il momento di pensare al futuro. Dove vedi Alessandro ad agosto e con quali obiettivi?
Ho sempre dato la precedenza al Cesena e così continuerò a fare. Io se possibile voglio rimanere qua, la disponibilità l’ho già data. La C non è come la D, per valutare eventuali obiettivi bisognerà vedere che rosa verrà allestita. Secondo me bisognerà puntare sul gruppo di quest’annata e andare ad aggiungere qualche tassello mirato. A Francavilla dopo aver vinto l’Eccellenza e la D in due anni, hanno mantenuto l’ossatura della vittoria del campionato più qualche nuovo giocatore tra cui me; ci davano tutti per spacciati ma siamo arrivati quarti mettendo dietro, tra le altre, Cosenza e Matera, che avevano speso molto più della nostra società. Poter contare su un’ossatura con uno spogliatoio come abbiamo noi sarebbe l’ideale. Ripartire da zero è una grossa incognita, acquisti i nomi importanti ma poi se non crei lo spogliatoio si fa poco. Quando giocavo in B a Grosseto avevamo dei nomi incredibili come Sforzini, Immobile e Crimi, l’obiettivo era raggiungere i play-off ma non ci andammo nemmeno vicini“.

Due piccoli Alessandro che tirano i rigori sotto la Curva Mare al termine di una partita. Che emozioni ti hanno suscitato quei minuti brevi ma così intensi?
E’ stata un’emozione quasi paragonabile alla vittoria del campionato. Mio figlio più grande la notte non ha dormito. Fino all’una e mezza ha voluto vedere il video dei rigori nella porta sotto la curva con i tifosi che li incoraggiavano. E’ stata un’emozione grandissima, sono grato per tutto il calore che mi hanno riservato nel corso della stagione e in quel particolare momento, rimarrà per sempre nel mio cuore. Dopo quel pomeriggio mi sono fatto dei gran film, io in tribuna coi miei figli che segnano sotto alla curva: che spettacolo!“.


Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina Facebook Cesena FC

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