Albacete Balompié: “il Cesena” di Spagna

Stadio Carlos Belmonte - Albacete
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CURIOSITA’ – Spulciando le classifiche perpetue e confrontando altri dettagli, scopriamo che la “gemella” del Cesena in Spagna è l’Albacete

Nella lentezza di agosto ho consultato con curiosità la classifica perpetua della Serie A, con i dati aggiornati al 26 maggio 2021 e ho visto che (abbastanza scontato) la Juventus è in testa a tale graduatoria con 4.662 punti (conquistati in 88 stagioni in massima serie).  Seguono l’Inter (4.352 punti) ed il Milan (4.174 punti); chiude invece la Pistoiese con la sua 66^ posizione e gli appena 16 punti, ottenuti tutti nella stagione 1980/81, l’unica in Serie A per gli arancioni.

E il Cesena? Attualmente, in attesa di rimpolpare la classifica quanto prima, si trova al 38° posto (13 stagioni e 338 punti). Appena sopra c’è la Reggina (meno stagioni, 9, ma più punti, 345) e subito sotto la Pro Patria (12 stagioni, ma gli stessi punti dei bianconeri, 338 punti).

Come sapete, pur grande tifoso dei romagnoli, sono spagnolo e quindi la curiosità mi ha spinto a guardare anche la classifica della Primera Division e a chiedermi: chi è “il Cesena” di Spagna? Facile, l’Albacete Balompié.

In 91 stagioni di Primera Division, dal 1928/29, solo tre squadre le hanno giocate tutte senza mai retrocedere, il Real Madrid, il Barcellona e l’Athletic di Bilbao. Scorrendo verso il basso, arrivo alla 38^ posizione, quella che mi interessa: Albacete con 7 stagioni e 257 punti in Primera Division. Ma oltre alla posizione, ecco altre due cose molto importanti in comune con il Cesena, ovvero la divisa bianca e l’anno di fondazione (1940), cui potremmo aggiungere lo status di “provinciale” ed uno stadio (il Carlos Belmonte, in foto) da circa 20.000 posti (questo nonostante la cittadina spagnola sia grande quasi il doppio, 173.000 abitanti contro 96.000).

El Alba, com’è affettuosamente chiamato in Spagna, rappresenta una cittadina industriale del sudest e divenne protagonista sotto la direzione del tecnico Benito Floro, che nel 1990/91, a soli 29 anni, condusse l’Albacete in Prima Divisione e l’anno successivo l’ha poi portata in semifinale dei Copa del Rey e quindi fino al settimo posto in classifica, lottando fino alla fine per una clamorosa qualificazione alla Coppa UEFA, fallita per un solo punto, gareggiando alla pari con il Real Madrid ed il Barcellona. Non per niente, lo stesso Benito Floro è stato successivamente ingaggiato proprio dal Real Madrid (1992-1994).

Quella squadra fantastica entrò nella storia utilizzando tattiche rivoluzionarie per l’epoca. Ad esempio, fu la prima ad avvalersi della figura dello psicologo sportivo e fece ricorso molti “trucchi” strategici, che portarono al soprannome di Formaggio Meccanico (parafrasando l’Olanda che fu definita Arancia Meccanica visto che il formaggio è il prodotto principale della regione).

Dopo i vecchi fasti, così come la sua “gemella” romagnola, oggi el Alba gioca nel terzo livello del campionato spagnolo, la Tercera Division, equivalente alla Serie C italiana, ma il motto attuale è “volver a sembrar” (letteralmente, ripiantare, ovvero rinascere, risorgere). È infatti tempo di seminare per raccogliere frutti in futuro e tornare dove l’appassionato pubblico meriterebbe di stare.

Molte similitudini dunque tra le due formazioni. La classe 1940, la maglia bianca, uno stadio bellissimo e molto “caldo” per queste laboriose cittadine di provincia del terzo livello calcistico. E, soprattutto, un obiettivo comune, il ritorno nel campionato che tutti i tifosi sognano.


Immagine tratta dal sito it.wikipedia.org

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