“Dopo Latina ho tatuato sulla schiena la mia passione per il Cesena”

Tifosi Cesena Romagna
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TIFOSI – Ultimo incontro dell’anno con uno dei tanti tifosi che “abitano” lo stadio di Cesena: oggi tocca a Cristina, un’altra donna bianconera con una marcia in più!

Ultimo giorno e ultimo articolo dell’anno per Cesena Mio: non c’è modo migliore di concludere il 2017 raccontando un’altra storia di tifo bianconero. Che viaggio fantastico è questo: entrare nelle vite di chi vive il Dino Manuzzi è sempre emozionante e oggi voglio ringraziare chi fino ad ora si è concesso al mio taccuino e si è raccontato! Ma torniamo ad oggi, che ha come protagonista è una splendida ragazza dalle mille risorse, decisamente una donna “con gli attributi”. Del resto lo sostengo sempre che le tifose bianconere hanno una marcia in più…

Ciao Cristina, cosa ci racconti?
“Innanzi tutto, grazie: raccontare la mia passione per il Cesena è un piacere infinito! Allora, che dire… La mia vita ruota completamente attorno allo sport. Sono ingegnere meccanico presso una nota scuderia e questo lavoro mi appassiona da impazzire. Amo praticare discipline sportive di ogni genere e per quindici anni sono stata nazionale juniores di tiro a segno. Crescendo, ho anche praticato il crossfit. Insomma, sono davvero un maschiaccio, ma non potrei vivere senza l’adrenalina che arriva praticando e vivendo lo sport”.

Immagino quindi che anche il calcio rientri tra le tue passioni…
“Mi sono avvicinata al Cesena che ero già abbastanza grandicella, non sono stata portata allo stadio da bambina, accompagnata da genitori o nonni, ma  sono arrivata in Curva Mare in totale autonomia. E così è scattata la scintilla… E’ stato un vero e proprio colpo di fulmine, lo stadio per me è solo ed esclusivamente la Curva Mare, non riuscirei ad andare in nessun altro settore! Per me è stato proprio ‘un giorno all’improvviso m’innamorai di te'”.

Che tifosa sei?
“Molto coinvolta, se non si è capito… Andare allo stadio è come andare a teatro, guardo fisso il campo come se fosse un palcoscenico ed i giocatori gli attori: vengo totalmente rapita dallo spettacolo, gioisco nel bene e soffro nel male, ma non mollo mai!”.

Tutto questo entusiasmo ce l’hai anche quando vai in trasferta?
“Purtroppo per motivi di lavoro non mi è sempre possibile andarci, ma ne ho vissute comunque tante. Ogni volta un vero divertimento. Non solo per la partita in sé, ma anche per il pre ed il post, momenti fantastici di condivisione con gli altri tifosi bianconeri! Ricordo una trasferta a Brescia, un’avventura, novanta minuti di pioggia torrenziale, una partita penosa ed un risultato negativo, ma comunque non ha importanz,a perché eravamo tutti insieme a tifare il nostro Cesena! Tutto il resto passa in secondo piano…”.

C’è qualche giocatore che ti è rimasto nel cuore?
“Certo, potrei scrivere un libro… Tanti di quelli passati al Manuzzi mi sono rimasti nel cuore, ma sull’argomento è meglio che io glissi… Mi vengono in mente soprattutto quelli a cui avrei voluto dire un paio di paroline, quelle giuste, tipo Tabanelli. I miei vicini di curva le conoscono tutte. Mi scaldo facilmente e non mi trattengo…”.

Un ricordo indelebile…
“Senza dubbio la promozione in serie A del 2014. A malincuore non sono potuta andare a Latina, ho sofferto da casa, ma sono corsa a notte fonda al Manuzzi per aspettare il pullman con i nostri eroi! Che momenti fantastici, ci abbracciavamo tutti, ubriachi di gioia cantavamo ed urlavamo. E poi tutti in campo, per una bolgia pazzesca! Una notte indimenticabile! Nell’occasione ho pure tatuato il cavalluccio sulla schiena… Più indelebile di così!”.

Cosa pensi del Cesena di oggi?
“Amo mister Castori, è un uomo fantastico: l’allenatore con la personalità giusta per guidare questa squadra. Anche se all’inizio ho sofferto molto per la partenza deprimente, ora voglio pensare di essere sulla strada giusta, ma ce n’è ancora tanta da fare… Spero che il nuovo anno possa portare al Cesena vittorie e risultati positivi. Ce li meritiamo, no? In ogni caso, buon 2018 a tutti!”.


Immagine tratta dal sito www.tviweb.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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5 Comments on ““Dopo Latina ho tatuato sulla schiena la mia passione per il Cesena””

  1. Hai cambiato settore? Quest’anno non ci siamo ancora visti. Comunque buon 2018 da Giordano.

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