A volte, sosta e mercato fanno miracoli: quel magico 1986/87

Cesena 1986-1987
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FLASHBACK – Il trionfo del Cesena promosso in serie A nel 1986/87 è nato nel corso della sosta invernale. Anche con tre azzeccate operazioni di mercato…

Il campionato di serie B è fermo per la sosta invernale e, in sua assenza, imperversa il calciomercato. Due elementi, la sosta ed il mercato, che spesso riescono ad incidere profondamente sulle dinamiche di una squadra o, addirittura, di un’intera stagione. Capita spesso, infatti, che un acquisto o una cessione si rivelino determinanti. Oppure che una formazione fino a quel momento “normale”, se non addirittura in difficoltà, riesca a riordinare le idee e si presenti alla ripartenza del campionato con rinnovate ambizioni, figlie di una condizione fisica inaspettata e di una migliore impostazione tattica (come ad esempio il Trapani 2015/16). E’ anche vero che a volte succede l’esatto contrario, campioni d’inverno che poi non riescono a tenere il passo nel girone di ritorno (come il Mantova nel 2005/06) o squadre che da una situazione di assoluta tranquillità si trovino addirittura a retrocedere. Insomma, durante la sosta può succedere di tutto…

Un esempio, a noi molto caro, di come possano cambiare le cose in corso d’opera, è quello del Cesena 1986/87. All’inizio di quella stagione, l’allora presidente Edmeo Lugaresi richiama in panchina Bruno Bolchi, tecnico con il quale il Cesena era retrocesso dalla serie A nel 1983 pagando un pessimo girone di ritorno (una sola vittoria, contro il Torino). La squadra è un mix di giovani di ottime prospettive, poiché qualcuno ha vinto lo scudetto Primavera nella stagione precedente (Rizzitelli e Minotti) e qualcun altro lo ha invece fatto un paio di stagioni prima con Arrigo Sacchi in panchina (Rossi, Leoni, Angelini), e onesti giocatori di categoria come Cuttone, Cavasin, Pancheri e Patrizio Sala, ai quali si aggiunge Simonini proveniente dall’Atalanta (15 presenze e 3 gol in serie A). Nonostante il discreto ottavo posto ottenuto nel precedente campionato con Adriano Buffoni in panchina, il Cesena non parte tra le favorite del torneo. Infatti, per effetto dello scandalo calcioscommesse, c’è ai nastri di partenza ancora il Vicenza, la cui promozione dell’anno precedente è stata revocata, ma anche la Lazio, sebbene penalizzata di 9 punti. A queste si aggiungono Cremonese, Lecce e Pisa che hanno rose decisamente competitive, più la “mina vagante” Pescara che quella stagione l’avrebbe dovuta giocare in serie C, se non fosse stato per la radiazione del Palermo.

L’avvio del Cesena è piuttosto faticoso, solo 3 punti in 6 partite: tre pareggi (Pescara, Arezzo e Sambenedettese), a cui fanno seguito tre sconfitte consecutive (Cremonese, Pisa e Messina). Nel frattempo, Cremonese e Vicenza volano ed i bianconeri invece languono sul fondo della classifica. La prima vittoria arriva solamente il 26 ottobre, un faticoso 1-0 contro il Taranto in casa, ma subito dopo arrivano altri tre risultati negativi, le sconfitte di Modena e Cagliari, inframmezzate dal pareggio casalingo contro la Lazio: 6 punti in 10 partite e classifica che inizia a farsi molto preoccupante… Ma ecco il primo colpo di scena: nel mese di ottobre (all’epoca le regole erano diverse), il Cesena acquista dal Parma in serie C il centrocampista Roberto Bordin. E, anche grazie a questo innesto, il Cesena a fine novembre cambia passo ed infila tre vittorie consecutive in casa, più un pareggio in trasferta, che gli consentono di arrivare alla sosta a metà classifica. Già, la sosta invernale, ai quei tempi, non era posta alla fine del girone di andata, bensì tra la 15^ e la 16^ giornata, dal 21 dicembre al 4 gennaio. Ed il Cesena ne fa tesoro…

Poi dal Como arriva Fabio Aselli, un esterno destro di proprietà della Sampdoria, mentre dal Perugia viene prelevato l’attaccante Moreno Morbiducci per cautelarsi dal fatto che il giovane Ruggiero Rizzitelli dovrà prestare servizio militare. Approfittando delle due settimane di sosta, Bruno Bolchi inserisce i nuovi e fa un richiamo di preparazione atletica: alla ripresa delle ostilità, il Cesena riparte alla grande con sei vittorie consecutive in casa, più quattro pareggi ed una vittoria (1-0 a Taranto) in trasferta. I bianconeri non conosceranno sconfitta fino al 12 aprile (1-0 in casa della Lazio) e, nonostante una piccola flessione nella seconda parte del girone di ritorno, chiuderanno al terzo posto in classifica, a pari punti con Lecce e Cremonese.

Fu uno dei campionati di serie B più equilibrati di sempre, come certifica la classifica: Pisa e Pescara 44 (promosse), Cesena, Cremonese e Lecce 43, Genoa 42. Stessa cosa in coda: Sambenedettese 34, Campobasso, Lazio e Taranto 33, Catania e Vicenza 32 (retrocesse), con il solo Cagliari fuori dai giochi con 26 (-5 di penalizzazione). Decisivo fu l’ultimo turno, nel quale il Cesena sconfisse 2-1 il Catania al Dino Manuzzi, regalandosi un insperato spareggio promozione, vista la contemporanea clamorosa sconfitta casalinga 2-1 della Cremonese contro il Pisa, e condannando gli etnei alla serie C.

Poiché in quegli anni ancora non esistevano playoff e playout, si resero necessari gli spareggi, drammatici. Per la salvezza, il Taranto battè 1-0 la Lazio e pareggiò 1-1 contro il Campobasso, lasciando che l’ultima retrocessione fosse decisa il 5 luglio sul neutro di Napoli tra Lazio e Campobasso (1-0 gol di Fabio Poli). Per la promozione invece non bastarono le prime tre partite (Cesena 0-0 Lecce, Lecce 4-1 Cremonese e Cremonese 0-1 Cesena) e fu così necessario l’epico spareggio del 8 luglio a San Benedetto del Tronto, del quale è recentemente ricorso il trentennale, che vide il Cesena imporsi per 2-1 sul Lecce con i gol di Bordin e Cuttone. Incredibilmente, quel Cesena ritrovatosi in fondo alla classifica ad inizio novembre, venne promosso in serie A!

Un trionfo che certamente venne da lontano, ma che diventò una concreta possibilità durante la sosta invernale 1986/87, nella quale mister Bolchi riuscì a sistemare diverse cose dal punto di vista fisico e tattico, ma che portò anche in dote tre innesti importanti per le sorti di quel campionato: Morbiducci visse la stagione da comprimario, ma comunque importante per far rifiatare i compagni di reparto Simonini, Rizzitelli e Traini; Aselli e Bordin furono invece determinanti, disputando le stagioni migliori della loro carriera.

Insomma, quella volta, oltre trent’anni fa, sosta invernale e calciomercato decretarono la fortuna del Cesena !


Immagine tratta dall’archivio storico di www.cesenacalcio.it

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