SOS: massima incertezza sul risultato di Cesena-Novara!

Wolf senza Cesena-Novara
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OPINIONI “SENZA” UN DIVANO – “Non sarà un problema se non vedo Cesena-Novara…”: come trasformare una passeggiata in psicodramma

Sabato 6 maggio 2017 (il giorno di Cesena-Novara), ore 10:30. Dice: “Un tuffo nella natura. Una giornata diversa. Un percorso tra mare, antiche tonnare, resti archeologici, piante rare, fauna in via di estinzione…”“Basta, basta! Mi avete convinto. Sarà uno spatacco” rispondo. “Allora si va? Sicuro che non ti scoccia?” ridice. E io: “Ma state scherzando? E perché, poi?”. “Giù, dai, non fare il finto tonto. Il giro è lungo, sarà fatica che tu riesca a vedere la partita del Cesena…”“Ma per chi mi avete preso, per un tossicodipendente? Cosa credete, che non riesca a resistere, per una volta, senza la partita del Cesena? Ah, grazie della considerazione! Ma non ho mica vent’anni! Bimbi, sono ses-san-ta-cin-que! Pensate un po’ se non ho messo insieme un po’ di maturità!”. “Hai capito, il vecchio saggio? Ma non hai detto che quella di oggi era una partita fondamentale?”“Hai voglia se è fondamentale! Cesena-Novara può mettere il sigillo finale sulla pratica salvezza. In ogni caso, tranquilli, ce la faccio benissimo, bisogna sapersi controllare!”.

Si parte, in una splendida giornata di sole. Estate anticipata. Siamo più o meno all’altezza della Tunisia, ma è ancora Italia.  Zaini in spalla, il mare è un cristallo, il vento scompiglia i capelli (quelli residuati). Beh, la guida non aveva esagerato con le stelline. Uno spettacolo. La macchina fotografica cattura scorci e bellezze selvagge. Che meraviglia, lontani dal traffico, dalle città, dalla cosiddetta civiltà. Vorrei vivere qui per sempre! Altro che passare i sabati pomeriggio allo stadio o su quel divanaccio vecchio e logoro. E i panini, che sapore! Ah, la Sicilia! Mi sa che ci stiamo abbronzando un po’ troppo. Mettiamo la cremetta che il buco nell’ozono non perdona. Ma che ore sono? “Gira e frulla, saranno le tre” fa uno.

Gasp! Le tre! Già le tre? Cosa staremo facendo? Asino, starà zero a zero, comincia adesso (mi dico)! Che ansia. Sta calmo. Era meglio se prendevi su almeno una radiolina. Ma c’è lo smartphone, no? Giusto! Provo a connettermi con una web radio. Niente. In questo diavolo di posto non arrivano onde, quelle giuste intendo. Ma c’è la radio! Cacchio, funziona solo con l’auricolare. Che non ho. Per fortuna posso sentire con quei ragazzi della redazione di Cesena Mio, dò un’occhiata alla chat di whatsapp. Ma cosa dai un’occhiata, che internet non prende?! Sono le tre e cinque e sono tagliato fuori dal mondo, mentre il Cesena chissà cosa starà combinando. Il Novara fuori casa è capace di tutto… Tre e sei minuti. Sì, ma non è che posso stare qua a consultare l’orologio ogni trenta secondi, se no finisce che inciampo su uno di questi scogli del cavolo.

“Che posto incantevole!”, fa uno. “Peccato non si sia visto neanche un gheppio, dicono che nidificano in questa riserva”“Il posto fa cagare, è troppo pieno di scogli e al gheppio, se lo becco, gli tiro il collo!” esclamo. Si girano tutti, stupiti. Poi uno batte il dito sull’orologio, mostrandolo agli altri. “Ecco la crisi” fa “e la partita è appena iniziata…”“Ma no” faccio io “è che proprio i gheppi non li sopporto”. “Ma sai almeno cos’è un gheppio?” dice un’amica. “Sicuro. E’ un rapace. Odio i rapaci”. E intanto penso: averne di rapaci in area di rigore, quelli che gli basta un mezzo pallone di traverso per segnare… Chissà se abbiamo segnato? Ultimamente l’attacco si è sbloccato e fa meraviglie. Le tre e un quarto. Non ce la posso fare. Li chiamo. Il telefono non prende. Non c’è campo.

Ma porca minina, in che posto di m… mi avete portato? “E se qui a uno gli viene un coccolone?”“Ehi, stai male?”. “Ma no, era un modo di dire”. In effetti però non mi sento benissimo. Sarà tutto il sole che abbiamo preso… “Ragazzi, Wolf sta male. Torniamo, dai!”. Ridono. Ma cosa ci sarà da ridere, mezzi juventini che non siete altro. Gambe in spalla, si torna verso il bed & breakfast che ci ospita. Il sentiero è interminabile, almeno il doppio dell’andata, forse il triplo. Ogni tanto provo se il telefono prende. Niente. Siamo già al secondo tempo. Finalmente c’è campo. Un miracolo! Faccio il numero di Stefano. Suona libero! Niente, non risponde. Non sente, è allo stadio, ci sarà casino. Che sia buon segno? Che tipo di casino sarà? Buono o cattivo? Riprovo. Suona. Risponde: “Ohi, Wolf! Che roba, eh?”. “In che senso, dimmi, dimmi!”. Con un trillino agghiacciante la batteria saluta e ci lascia.

Sono paonazzo di sole, di stanchezza e di rabbia. Gli altri mi guardano di sottecchi, visibilmente preoccupati. Alle 16.40 raggiungiamo finalmente la pensioncina. Mi precipito dentro. “Avete Sky?”. “Ntz…” (sarebbe no in siciliano). “Abbiamo internet, ma solo in teoria, in pratica non funziona mai”“E la radio?”. “Certo, non siamo mica in Africa!”“Boh, qualche dubbio ce lo avevo…”“Cioè?” (mi guarda male, sono permalosi). “Niente, niente, dicevo del clima”“Ah”“Posso usare un attimo la radio per sentire le partite?”. “Ma certo che può usarla, però per i risultati mi sa che lei dovrà aspettare…”“Perché?”“E niente, perché ci hanno tolto la corrente. C’è il solito guasto sulla linea. Prima o poi bisogna che ci procuriamo un generatore”.

Probabilmente il nostro gentile ospite a questo punto ha visto qualcosa nel mio sguardo che gli ha consigliato di smettere di ridere e di eclissarsi rapidamente, prima di finire sulla prima pagina del giornale locale come vittima di una insensata violenza. “Che giornata straordinaria” dice uno dei miei amici. “Eh sì, confermo io, una giornata memorabile. Una di quelle che non si dimenticano!”.

Qua siamo ancora senza corrente e senza internet, il mare è grosso e i collegamenti marittimi sono sospesi. Se qualcuno ha raccolto questa bottiglia e sta leggendo questo messaggio, per favore mi aiuti. Sono un caso umano. Cesena-Novara come è andata? Siamo salvi? Scrivetemi, mandatemi un piccione, fate qualcosa!

SOS – Fermo posta Wolf – Capo Passero – Isola delle Correnti – Sicilia

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About Alberto Neri 77 Articles

Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato “deportato” a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.