Soncin: “La soluzione può essere il 4-3-1-2 con Laribi alle spalle di Jallow e Cacia”

Andrea Soncin
Invia l'articolo agli amici

INTERVISTA – L’ex bomber Andrea Soncin è un esperto di serie B, visto che ha appeso le scarpe al chiodo solo pochi mesi fa: con lui iniziamo a parlare del girone di ritorno

Mentre le squadre di serie B riprendono la preparazione in vista del girone di ritorno, imperversano le trattative di calciomercato. Chi segue con particolare interesse queste vicende è Andrea Soncin, ex attaccante di Ascoli, Atalanta, Padova, Grosseto ed Avellino, ora ritiratosi dal calcio giocato a 39 anni, dopo l’ultima annata spesa nel Montebelluna in D. Attualmente collabora con Sportitalia e lavora nel settore giovanile del Venezia. Soncin, bomber da 159 reti in carriera, è un profondo conoscitore della cadetteria dopo averci militato per ben 13 stagioni: parliamo con lui del girone  di andata e di un ritorno che si preannuncia elettrizzante. queste le dichiarazioni del Cobra a Cesena Mio:

Ciao Andrea, hai seguito il Cesena in questa prima parte di torneo?
“Si, per il Cesena è stato un girone d’andata dai due volti. L’arrivo di Castori ha dato verve ad un gruppo dalle qualità importanti. Quella romagnola è una piazza particolare, calorosa, c’è un bel clima attorno alla squadra ed un mister come lui può dare tanto in un’ambiente così”.

Sei stato agli ordini di Castori nel 2011/12 all’Ascoli prima del suo esonero…
“Conosco bene Castori, è un tecnico sanguigno, le sue formazioni sono sempre difficili da affrontare perché stanno sul pezzo per tutto l’arco dell’incontro, sono vive. Se riesce a trasmettere la sua carica ai giocatori, questi veramente fanno la partita contro qualunque avversario, senza timori”.

Il bianconero più positivo finora?
“Laribi sta facendo un gran campionato: Castori ha avuto l’intuizione giusta di avanzare il suo raggio d’azione e si stanno vedendo i frutti”.

Con il rientro di Cacia si apre il dilemma su come collocarlo nel 4-4-1-1 finora adottato…
“Con il modulo adottato finora sarebbe sacrificato uno tra Cacia e Jallow, ma penso che l’organico abbia le caratteristiche anche per poter essere schierato con il 4-3-1-2, in modo tale da mettere in campo contemporaneamente i due attaccanti, con Laribi alle loro spalle. Per me questa può essere la soluzione”.

Cosa aspettarsi dal mercato del Cesena?
“Vediamo quale sarà il destino di Kone che sta facendo benissimo. Le altre operazioni di mercato dipendono dalle intenzioni dell’allenatore. Sicuramente mancano terzini di ruolo, visto che sono stati adattati Fazzi e Perticone, ma tutto ruoterà sulle valutazione tattiche del mister, su come intenderà schierare la squadra, se proseguire con il 4-4-1-1 o variare qualcosa”.

Ad Ascoli tu e Cacia avete lasciato il segno: che opinione hai di lui?
“Per Cacia parlano i numeri, in serie B è una certezza. Quando sarà al top, darà il suo contributo fondamentale. E’ una punta che sa attaccare la profondità, con movimenti da attaccante puro, ma alle spalle deve avere una squadra che giochi per lui e lo metta nelle condizioni giuste per colpire”.

Più in generale sul campionato, concordi sul fatto che Palermo e Frosinone siano le maggiori indiziate alla promozione?
“Sì, le squadre di Tedino e Longo sono le più attrezzate vincere, ma Empoli, Bari e Parma possono dare fastidio. Molto dipenderà anche dal mercato di gennaio”.

Quel è stata invece la rivelazione finora?
“La Cremonese da neopromossa sta andando benissimo: alle spalle ha una realtà consolidata che da anni investe e costruisce. Idem il Venezia che, nonostante il rallentamento dell’ultimo periodo, ha fatto un cammino positivo”.

Invece da Pescara e Perugia ci si aspettava qualcosa di più, no?
“Il Pescara ha una rosa di spessore, ma Zeman finora non è riuscito a dare la sua impronta definitiva e la diatriba con la dirigenza potrebbe avere destabilizzato un po’ l’ambiente. Il Perugia è un’incognita indecifrabile, alterna prestazioni strepitose ad altrettante sottotono. Non dimentichiamo però lo Spezia, che si è ripreso bene nel finale d’andata, e la Virtus Entella che seppur abbia rinnovato parecchio l’organico è al di sotto delle sue potenzialità”.

Nella tua lunga carriera hai mai avuto l’opportunità di indossare la maglia del Cesena?
“Non c’è mai stata l’occasione di poter venire a giocare a Cesena. Quella cesenate è una piazza prestigiosa che ha tutte le componenti per poter lavorare bene”.

Al fianco di Bernacci nell’Ascoli hai disputato una delle tue migliori annate…
“Con Marco disputammo una stagione stupenda: io siglai 18 reti e lui 16. In campo avevamo un feeling eccezionale e sinceramente pensavo potesse fare bene anche in serie A perché aveva qualità importanti e tutti i giocatori che stavano al suo fianco facevano una caterva di gol”.

Chi sono gli attaccanti che possono ripercorrere le orme di Soncin?
“Mi rivedo molto nei due attaccanti dell’Empoli, Donnarumma e Caputo, ma forse è quest’ultimo che mi assomiglia di più come tipologia di gioco: una prima punta atipica che vive per il gol, proprio com’ero io”.

A pochi mesi dall’addio al calcio giocato, di cosa si occupa Andrea Soncin?
“Collaboro con Sportitalia per la quale faccio le telecronache del campionato Primavera e della Lega Pro. Inoltre ho iniziato a collaborare con il settore giovanile del Venezia, nel quale mi occupo di curare la fase offensiva, principalmente nella Primavera”.

C’è quindi la carriera di allenatore nel tuo futuro?
“Ho appena smesso di giocare, è un anno di studio ed apprendimento, ma non nego che mi piacerebbe rimanere sul campo ad allenare”.


Immagine tratta dal sito www.fktpoliambulatori.info