La solitudine del tifoso bianconero

Sfogo tifoso in Cesena-Perugia
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OPERAZIONE IANUS – Il Cesena paga pesantemente errori reiterati nel tempo da parte della società, del tecnico e dei giocatori. E così, nel silenzio assordante di una dirigenza che non c’è più, il tifoso si sente solo ed abbandonato

La partita inguardabile, inqualificabile ed indifendibile giocata sabato scorso dal Cesena contro il Brescia non è stato semplicemente un gravissimo passo falso dal punto di vista della classifica, ma assume significati molto più forti che vanno a mio avviso al di là della partita stessa. Essa rappresenta il punto di arrivo di una serie di errori madornali, purtroppo reiterati nel tempo e dunque ancor più gravi (errare humanum est, perseverare autem diabolicum) compiuti di volta in volta da società, tecnico e giocatori. Senza voler mettere in discussione la buona fede dello staff tecnico e di chi sta in campo per cercare di raddrizzare una baracca ormai più che pericolante, questi errori hanno creato un distacco, un senso di vuoto e di solitudine nella tifoseria bianconera. Come dice un caro Divano, non può che sentirsi solo un tifoso che assiste con senso di impotenza all’ormai perenne assenza di una società di fronte alle tante voci di fallimento, incapace di farsi rispettare da una classe arbitrale che ci sta letteralmente massacrando e che non fa nulla da mesi per recuperare il rapporto con la tifoseria. Inevitabilmente, questo silenzio assordante genera un senso di sconforto e solitudine in chi ama il Cavalluccio.

Il tifoso si sente solo anche quando, dopo aver assistito a prove vergognose come quella di sabato, sente Fabrizio Castori dire ancora una volta che “si è trattato di una mezza vittoria e di un passo importante verso la salvezza”, oppure cercare alibi come il caldo (che però c’era anche a Chiavari e a Perugia, ma che non ha impedito ad Entella e Ternana di recuperare due gol e addirittura di vincere le rispettive partite). Il tifoso si sente solo perché quando “il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare” e con il mister di Tolentino in panchina si pensava di essere a posto da questo punto di vista, invece il Leone di Lumezzane non c’è più ed è stato sostituito da un ragioniere che oltretutto, a forza di piccoli passettini e del fidarsi sempre degli stessi (salvo poi dire che erano stanchi e avevano caldo…), sta sbagliando tutti i conti. E intanto gli altri in coda fanno come John Belushi… Se poi ci si mettono anche i giocatori stessi a rincarare la dose, ecco che il tifoso pensa di aver visto un altro film. Nella vita si può sbagliare, in campo pure… Basterebbe ammetterlo come hanno fatto Gattuso o Allegri dopo aver perso in casa contro Benevento e Napoli: riconoscere i propri errori è il primo passo per superarli. Ormai da tempo invece, abbiamo assistito a continui cali di concentrazione, ad incredibili rimonte subite e a punti buttati via a piene mani.

E adesso arriva il Frosinone, con due ex illustri come Moussa Kone, rimasto affettivamente legato al Cesena ed ai suoi ex compagni, e Camillo Ciano, l’ultimo piede da Serie A che abbiamo ammirato al Dino Manuzzi (Dio solo sa quanto ci sarebbe servito quest’anno un piede così…). Un Frosinone reduce dalla pesante sconfitta casalinga patita contro la capolista Empoli, un passo falso da riscattare contro il Cesena che all’andata fu autore della sua prova più bella della stagione: una doppia rimonta che ha rimediato ad un arbitraggio che definire vergognoso è ancora un complimento. Con undici leoni in campo (poi diventati dieci per l’assurda espulsione di Kupisz, nonché di Cacia dalla panchina), all’epoca si pensava di aver trovato il bandolo della matassa che invece si è fatta via via sempre più inestricabile.

Talvolta il Cesena ha dimostrato di saper tirar fuori le unghie nei momenti difficili, ma questo quando però c’era ancora la possibilità di rimediare agli errori.  Ora non è più così e speriamo solo che il clima da ultima spiaggia possa dare ai bianconeri la stessa cattiveria di Frosinone, ma abbinata a quella continuità di risultati finora mancata, ma che da qui alla fine del campionato sarà assolutamente necessaria per rimanere a galla.

E magari non ci sentiremo più così tanto soli…


Immagine tratta dal sito www.legab.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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9 Comments on “La solitudine del tifoso bianconero”

  1. Aziende locali disposte a investire col rischio di non guadagnare soldi ne vedo poche e pensare che ce ne stanno diverse che potrebbero avere delle potenzialità

  2. Se devo stare sotto a un cinese preferisco la B…..amo cesena non la cadetteria a cui appartiene….via il sig lugaresi che ormai ha rotto le scatole,si al fallimento e l’inserimento di aziende locali!

  3. Le sole palle che si.possono tirare fuori è una dignitosa retrocessione un dignitoso fallimento ed un bravo cinese con quattro soldi che in 5 anni ci porti dell’eccellenza alla serie A per restarci …chi ama e soffre per la squadra di questa città merita la serie A.

  4. È proprio così! Nessuno dalla società parla e i debiti (che a questo punto, lo ammetto, non so nemmeno più da chi o cosa siano stati creati tanta è la confusione che gli gira intorno) aumentano ogni anno, possibile?

  5. concordo con tutto l articolo, speriamo di sfoderare una prestazione che nessuno si aspetta come all andata, ma questa volta con i tre punti.

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